Topolino #3385: Metti un Topolino sulla Luna

Topolino #3385: Metti un Topolino sulla Luna

Il numero di Topolino ancora in edicola (mi scuso per il ritardo nell’uscita di questo articolo) è decisamente ricco di possibili spunti interessanti per un blog come il Caffè del Cappellaio Matto.
In apertura, infatti, troviamo il primo capitolo de L’isola dei misteri, il seguito di 19999 leghe sotto i mari. A seguire il secondo episodio degli Italici paperi, mentre nel mezzo L’orologio della sapienza. Alla fine, però, la scelta è caduta su Io sono Topolino, storia di chiusura del numero nonché primo episodio di Mickey 2.0, saga realizzata da Tito Faraci e Claudio Sciarrone.
E la scelta è motivata in particolare dalla location iniziale della saga.

Confronto generazionale

topolino3385-nipote_zii

La saga di Faraci e Sciarrone, come anticipato dal direttore Alex Bertani, è un recupero d’annata: la storia, infatti, era rimasta negli archivi per alcuni anni senza mai venire stampata sul settimanale.
In sintesi racconta la storia del nipote di Topolino, quello che leggiamo di solito sul settimanale, nel senso però di figlio del figlio di Topolino, e già questa è una bella novità rispetto ale dinamiche zio-nipote. Gli zii ovviamente nella storia ci sono, e sono due Tip e Tap invecchiati che, come ogni anziano, confrontano il nipote con la generazione per loro mitica, ovvero il Topolino nonno.
Faraci, dunque, getta le fondamenta per quel che riguarda gli elementi essenziali sia nel confronto a distanza tra nonno e nipote, con quest’ultimo che, a differenza del Tirk di Bruno Enna, non ha nel nonno un punto di riferimento, ma una figura dalla quale staccarsi per cercare la sua strada. E in questa ricerca riparte dall’inizio, incontrando il discendente di Basettoni, che ancora non è commissario ma che ha un’età molto più vicina a quella di Topolino rispetto alla differenza tra i due antenati.
La storia, ricca di spunti divertenti e di un’interessante descrizione del mondo del futuro, presenta anche una versione un po’ distorta di un famoso medico della televisione, mentre il Topolino del futuro affronta con successo la sua prima indagine, il tutto con un tono dissacrante sia nei confronti del personaggio stesso sia del genere fantascientifico.
D’altra parte Sciarrone, che già qui sperimenta ambientazioni molto simili a quelle di Droidi, è in una fase intermedia della sua evoluzione non molto distante dal suo tratto attuale, inoltre l’ambientazione futuristica gli permette di sperimentare con l’aspetto e i costumi dei personaggi, fornendogli l’occasione di reinventare il look originario del personaggio.
La storia, però, si segnala anche per alcuni interessanti dettagli che mostrano la cura dei due autori nell’affrontare questa nuova avventura.

Colonia lunare

topolino3385-mickey20_incipit

L’ambientazione iniziale della storia è la colonia lunare, costruita in un non meglio precisato futuro prima della nascita dell’attuale Topolino.
Sulla colonia gli autori ci forniscono due informazioni, una parodica tramite le didascalie, una scientifica tramite i disegni. La colonia viene, infatti, introdotta in questo modo:

Non ero ancora nato quando riuscirono a rendere abitabile la Luna…
La buona notizia fu che il terreno era coltivabile!
La cattiva, che ci si potevano coltivare soltanto rape!

Se questo incipit parodico permette al lettore di entrare nel mood della storia, i disegni di Sciarrone mostrano una visualizzazione della colonia lunare scientificamente interessante: la superficie del nostro satellite, infatti, presenta alcune città sotto la cupola, colegate da una serie di tubi. Questa accortezza è, ovviamente, necessaria a causa dell’assenza di atmosfera sulla Luna. In effetti anche il terreno coltivabile va importato sulla Luna o reso in qualche modo coltivabile introducendo elementi in grado di renderlo fertile.

topolino3385-valigia

Altro dettaglio interessante è il fatto che i lunari si muovono normalmente, senza compiere i balzelloni che si vedono nei video girati sulla Luna. Si sarebbe portati a credere a una qualche forma di gravità artificiale, come quella che viene inserita all’improvviso sullo shuttle che riporta Topolino sulla Terra: la risposta, però, sta nel comportamento gravitazionale della valigia del nostro eroe.
Quando, infatti, Topolino si precipita allo spazioporto per imbarcarsi verso il nostro pianeta, non ha alcuna difficoltà a portarsi dietro la valigia, che diventa invece pesantissima una volta giunto sulla Terra. Il motivo della stabilità dei lunari sta, evidentemente, nelle suole delle loro tute, probabilmente dotate di magneti sufficientemente intensi da ancorarli al terreno evidentemente metallico delle città.
Per cui, se la bellezza di una storia sta nei dettagli, direi che Mickey 2.0 ha iniziato molto bene.

La recensione del numero in edicola verrà pubblicata a breve su DropSea