Topolino #3378: Realtà oscillante

Topolino #3378: Realtà oscillante

Con un ritardo stratosferico (praticamente l’ultimo giorno disponibile) vado a scrivervi della nuova storia di Casty, Le giornate malfunzionanti, introdotto da una copertina escheriana di Paolo Mottura.

La realtà non è come ci appare

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Sarebbe interessante chiedere a Casty se il titolo del libro di Carlo Rovelli lo abbia in qualche modo influenzato nel soggetto della strana avventura che apre Topolino #3378.
Il nostro eroe, infatti, si ritrova a vivere due realtà differenti, una, nei giorni dispari, in cui il simbolo di New York è la Torre Eiffel e quello di Parigi la Statua della Libertà(1), l’altra, nei giorni pari, quella in cui tutto è come lo conosciamo.
A giocare un ruolo chiarificatore in tutta questa assurda vicenda è il professor Andraben Andramal e la sua teoria della polirealtà pendolare, dietro cui sembra nascondersi la teoria dei molti mondi di Hugh Everett.

Molti mondi

topolino3378-polirealta_pendolareIl nome del professore, Andraben Andramal, in un certo senso riecheggia il più classico dei paradossi quantistici, quello del gatto vivo-gatto morto ideato da Erwin Schrödinger (o Shroedinger). Ed è proprio all’interno del contesto della meccanica quantistica che nasce la teoria di Everett.
All’epoca (il 1954) il giovane Hugh cercava un’ispirazione per la sua tesi di dottorato. Era il 14 aprile e si ritrovò a seguire l’ultima conferenza pubblica di Albert Einstein. Questi, nonostante fosse uno dei padri della meccanica quantistica, ne avversò sempre l’interpretazione probabilistica che era diventata quella standard. Ed è a questa che faceva riferimento nella citazione che colpì e ispirò Everett:

E’ difficile credere che questa descrizione sia completa. Sembra rendere il mondo nebuloso a meno che qualcuno, un topo ad esempio, non lo stia guardando. E’ credibile che lo sguardo di un topo possa cambiare considerevolmente l’universo?

La tesi, sviluppata sotto la supervisione di John Wheeler, venne discussa nel 1956(2) mentre l’anno dopo ne uscì una versione sintetica come articolo vero e proprio(3).
L’idea originale di Everett non aveva alcun vero riferimento teorico ai molti mondi, la cui aggiunta venne suggerita da Bryce DeWitt. Più che altro Everett si riferiva ai molti osservatori, che però per John Conway e Simon Kochen non sono in grado di modificare le osservazioni(4): la funzione d’onda totale, infatti, o universale, è secondo Everett la sovrapposizione delle funzioni d’onda parziali che tengono conto della memoria e delle osservazioni di ciascun componente dell’universo. Inoltre il concetto di universalità della funzione d’onda implica che ciascuna funzione d’onda parziale è dunque in grado di estendersi in tutto l’universo senza limitarsi, ad esempio, a una scatola. Secondo Everett, infine, ciascun elemento si evolve in maniera deterministica, ma gli aspetti statistici e probabilistici emergono dalla natura molteplice della meccanica quantistica, che realizza e mette in atto tutte le possibilità.

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E’ interessante notare il parallellismo tra la descrizione pittografica della polirealtà pendolare e il concetto di funzione d’onda, che richiama proprio a qualcosa di oscillante (come è dal punto di vista matematico).
Altrettanto interessante notare il ruolo di Capogiris in tutta la storia. Questi è un “esperto di stranezze“, marito di un’amica di Minni e ingaggiato da quest’ultima per curare le stranezze di Topolino. La sua idea per curare Topolino è quella di colpirlo il più forte possibile l’eroe sulla testa con un martello. Se da un lato fa pensare a Ginosaji, il parodico personaggio horror ideato da Richard Gale, dall’altro, in particolare alla luce del ruolo giocato per riportare Topolino alla sua realtà, non si può non pensare a Max Tegmark che, per testare la validità dell’interpretazione dei molti mondi di Everett ha proposto l’esperimento mentale del suicidio quantistico, in cui, con una sorta di pistola quantistica puntata contro l’ardito sperimentatore, lo si uccide per poi riportarlo in vita, sperando che negli attimi di morte “vissuti” sia riuscito a cadere in una delle altre realtà alternative in cui “esiste“.


  1. C’è da dire che la Statua della Libertà fu donata dalla Francia agli Stati Uniti e venne realizzata da Frédéric Auguste Bartholdi, con la collaborazione di Gustave Eiffel
  2. Everett III, H. (1956) Theory of the Universal Wavefunction, Thesis, Princeton University, pp 1–140 (pdf
  3. Everett III, H. (1957). “Relative state” formulation of quantum mechanics. Reviews of modern physics, 29(3), 454. doi:10.1103/RevModPhys.29.454 (html|pdf
  4. Conway, J., & Kochen, S. (2006). The free will theorem. Foundations of Physics, 36(10), 1441-1473. doi:10.1007/s10701-006-9068-6 (arXiv