Topolino #3363: Il bowling del faraone

Topolino #3363: Il bowling del faraone

Dopo Young Indiana, saga scritta dal suo creatore, Bruno Sarda, torno a scrivere di Indiana Pipps con un’altra avventura archeologica un po’ inconsueta. Infatti, dopo aver spedito Indiana in Oceania sulle tracce del surf, Sisto Nigro spedisce l’archeologo dell’avventura in Egitto alla ricerca delle origini del bowling.

Alle origini del gioco

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Disegno del ritrovamento archeologico del 1895 in una tomba antica a Naquada, in Egitto – via commons

Il bowling più noto oggi è quello a 10 birilli: su una pista di legno, alla fine della quale sono posti 10 birilli in una struttura triangolare (d’altra parte il 10 è un numero triangolare) bisogna lanciare una palla sferica di peso e materiale differenti con la quale abbattere il maggior numero di birilli possibile.
A causa della grande diffusione tramite il cinema e dell’associazione di questo sport con la cultura nordamericana, si resta un po’ perplessi quando si scopre che Indiana è andato in Egitto sulle tracce del collega Mike McMummy che, a sua volta, ha scoperto che gli antichi egizi giocavano a bowling.
Eppure le prime forme note di questo gioco risalgono proprio all’antico Egitto: sono stati, infatti, ritrovati disegni murali raffiguranti un gioco molto simile al bowling in una tomba reale del 5200 a.C., oltre che spille e palline in miniatura nella tomba di un bambino della stessa epoca. Tra i reperti sono state rinvenute anche resti di palline del 3200 a.C. Gli archeologi suppongono che sia un gioco per bambini con palline di porfido e vasi molto simili ai moderni birilli.
Sono state ritrovate anche palle di altri materiali: sfere di porcellana oppure bucce arrotolare ricoperte di pelle e legate con lo spago. Dai dati raccolti, queste palle, visto il loro peso, venivano fatte rotolare e non lanciate contro i bersagli.
Anche nell’impero romano si diffuse un gioco simile: i legionari, infatti, lanciavano oggetti di pietra il più vicino possibile ad altri oggetti di pietra, dando di fatto origine alla variazione più nota del bowling, il gioco delle bocce, tipicamente italiano.
In Germania, intorno al 400, il bowling ebe una versione religiosa: veniva, infatti, utilizzato come rito di purificazione dal peccato. Si faceva rotolare una roccia all’interno di un circolo, che rappresenta i pagani. Interessante notare come il termine tedesco, kegel, possa essere tradotto come club!

Sfida con Kranz

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Immancabile la presenza di Kranz, che in questa occasione si occupa del bowling egiziano perché ingaggiato da un ricco magnate appassionato di questo sport. La storia procede in maniera abbastanza lineare con solo un paio di flashback, ha la struttura tipica di un classico film dell’aventura. Inoltre alcuni elementi della trama che sembravano scontati, almeno per gli amanti del genere, vengono silenziosamente rotti da Nigro, che peraltro risolve anche la perplesità sulla spedizione archeologica in solitaria: McMummy, infatti, nel finale della storia parla esplicitamente di tornare sul sito del ritrovamento per compiere scavi più approfonditi.
Libero Ermetti, dal canto suo, adotta, per l’occasione, un tratto particolarmente rotondo, molto simile a quello di Carlo Limido, forse eccessivamente gradevole, nonostante la comunque buona prova del disegnatore sia con alcune scene particolari, come la tempesta di sabbia che travolge la mini-spedizione di Indiana, sia con la gestione delle espressioni.

La recensione del numero in edicola verrà pubblicata a breve su DropSea