Topolino #3354: La selezione scientifica

Topolino #3354: La selezione scientifica

In attesa di scoprire come si evolverà la situazione qui in Lombardia e nelle altre zone rosse del Nord Italia, soprattutto non sapendo se avrò modo (quali che siano i motivi) di accedere all’usuale copia settimanale di Topolino, proverò a scrivere alcune righe sulla storia d’apertura del Topolino attualmente in edicola.

Vita da scienziata

topolino3354-scienziate_papereQuesto è il titolo dell’intervista di accompagnamento a La selezione scientifica, di Gaja Arrighini e Silvia Ziche. Protagoniste della storia sono l’inventrice ed esperta di robotica Barb Quackut e la chimica Louise Torduck, versione papera rispettivamente di Barbara Caputo, esperta di ingegneria robotica presso il Politecnico di Torino, e Luisa Torsi, professoressa di chimica presso l’Università di Bari.
Le due controparti paperopolesi delle nostre scienziate si trovano a Paperopoli per una conferenza sul loro lavoro e Paperina coglie l’occasione per invitarle presso il Club delle Ragazze. Per un puro caso si uniscono all’incontro anche Paperoga e Archimede. Le altre socie del Club, però, non sembrano molto entusiaste della cosa, sia perché Paperina ha avvisato il resto delle socie con una e-mail, che ovviamente nessuna ha letto, sia per la presenza dei due maschi suddetti, peraltro non invitati.
La storia, dunque, mette insieme la classica e sana satira sui comportamenti femminili, ma non solo, che ha un valore aggiunto perché proviene da autrici donne, con il classico problema del dialogo tra diversi, qui apparentemente declinato come un femminismo eccessivo, ma ben descritto da Paperina con l’invito a smetterla di guardare solo al vostro piccolo orticello!
La storia non rinuncia a fornire al lettore spunti scientifici interessanti, come uno spaccato, per quanto satirico, della vita in un laboratorio di ricerca, o spunti sulla robotica e il machine learning o l’applicazione di sistemi biomedici al rilevamento degli odori o nella ricerca dei polimeri.
Una storia al tempo stesso divertente e istruttiva, perché non solo da una visione ottimistica della scienza e del suo contributo nella società, ma anche del forte contributo delle ricercatrici all’avanzamento della conoscenza. Cosa importante non solo in questo 8 marzo, ma anche in questo particolare periodo che stiamo vivendo.