Questa sera mi sento lisergico

Era da tempo che cercavo di presentare in un qualche modo decente questo bellissimo video dell’altrettanto bella Eleanor Rigby da Revolver dei Beatles. L’ispirazione (o la scusa!) me la fornisce Richard Metzger su Dangerous Minds con un breve ma interessante articolo sull’inaspettata connessione tra il raffinato gruppo rock britannico e William Burroughs, scrittore della beat generation, ma anche fondamentale per la stessa fantascienza (in fondo molte visioni presenti in Neuromante di William Gibson sono decisamente burroughsiane).

Vediamo, però, cosa racconta lo stesso Burroughs come raccolto da Victor Bockris nel libro With William Burroughs: A Report From the Bunker:

Ian met Paul McCartney and Paul put up the money for this flat which was at 34 Montagu Square… I saw Paul several times. The three of us talked about the possibilities of the tape recorder. He’d just come in and work on his “Eleanor Rigby”. Ian recorded his rehearsals. I saw the song taking shape. Once again, not knowing much about music, I could see that he knew what he was doing. He was very pleasant and very prepossessing. Nice-looking young man, hardworking.

E’ dunque possibile ci sia stata una qualche influenza di Burroughs su Eleanor Rigby, pezzo considerato fondamentale nel percorso formativo della band, che inizia a orientarsi sempre di più verso la ricercatezza musicale delle registrazioni in studio rispetto a quelle dal vivo.
Tra l’altro in Revolver “compare” per la prima volta il “sottomarino giallo” (peraltro rilasciato insieme con Eleanor Rigby come singolo) che avrebbe caratterizzato i Beatles in seguito e, non è certo un caso, nella loro discografia è l’album immediatamente precedente al famosissimo Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, ritenuto il capolavoro definitivo del gruppo.
Ad ogni buon conto ad avvicinare Burroughs a McCartney e ai Beatles furono Barry Miles, che aveva aperto l’Indica Bookshop a Londra grazie ai finanziamenti dello stesso McCartney, negozio peraltro frequentato dallo scritore statunitense.
D’altra parte quando i Beatles provarono a portare avanti una loro etichetta indipendente, la Zapple, sorse anche la necessità di approntare un piccolo studio (a conferma di quanto scritto poco sopra), gestito da Ian Sommerville, ex-amante di Burroughs. E questo completa il cerchio della frequentazione tra due dei protagonisti del XX secolo, oltre a gettare una luce leggermente diversa su chi abbia realmente condotto lo stile dei Beatles in quegli anni tra le due prime donne del gruppo.