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Cosa Nostra vol. 1 e 2

23 Settembre 2007
L’immaginario collettivo negli ultimi trentacinque anni, dall’uscita del primo Il padrino di Francis Ford Coppola (1972) al recente serial The Sopranos, è stato con ricorrenza alimentato dalle figure mitiche, amorali e spesso romantiche dei gangsters americani. Hollywood ha trovato una vera miniera d’oro all’interno di questo filone, scomodando per la costruzione di questa di questa storia parallela degli U.S.A. fior fiore di registi, tra cui Martin Scorsese e Brian De Palma, o grandissimi attori come Al Pacino e Robert De Niro. Ovviamente in un posto d’onore all’interno di questa epica criminale troviamo i malfattori di origine italiana, tanto da meritarci
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Copertina di Cosa Nostra vol. 1L’immaginario collettivo negli ultimi trentacinque anni, dall’uscita del primo Il padrino di Francis Ford Coppola (1972) al recente serial The Sopranos, è stato con ricorrenza alimentato dalle figure mitiche, amorali e spesso romantiche dei gangsters americani. Hollywood ha trovato una vera miniera d’oro all’interno di questo filone, scomodando per la costruzione di questa di questa storia parallela degli U.S.A. fior fiore di registi, tra cui Martin Scorsese e Brian De Palma, o grandissimi attori come Al Pacino e Robert De Niro.

Ovviamente in un posto d’onore all’interno di questa epica criminale troviamo i malfattori di origine italiana, tanto da meritarci l’equazione italiani uguale mafia. Al di là di quello che possa sembrare non è che sia un parallelo totalmente esatto, o perlomeno non è così semplice e lineare lo sviluppo della malavita statunitense nel novecento, e non è del tutto corretto far ricadere la colpa dell’ascesa della criminalità organizzata esclusivamente sulla componente italo-americana. In parte già con il film Gangs of New York, tratto dal libro di Herbert Asbury, Martin Scorsese dava una lettura un po’ più articolata della faccenda, cercando di mettere ordine alla genealogia della storia criminale di quella città, dipingendo un affresco tanto complesso e affascinante quanto poco centrato e confuso, con il preciso intento di far capire come lo sviluppo economico e politico degli Stati Uniti fosse strettamente interconnesso con una storia di violenze, lotte feroci, crimini efferati. Quasi a sottolineare che non esisterebbe questa America, quella che oggi conosciamo, senza il continuo scontro di gangs di ogni provenienza geografica – tra le quali sono d’annoverare le forze dell’ordine corrotte – per la spartizione del potere criminale e delle zone d’influenza sulla vita civile ed economica dello stato. Una violenza che, secondo il regista, sta nel DNA della prima potenza mondiale, conseguente all’enorme e ingovernata immigrazione selvaggia di masse disperate approdate nei porti di New York.

Anche nella bella serie Cosa nostra (Ce qui est à nous), raccolta in due volumi cartonati da Planeta DeAgostini, si mette in luce la specificità non tutta italiana della criminalità newyorkese. I due autori transalpini, David Chauvel e Erwan Le Sa

Alberto Casiraghi

Alberto Casiraghi

(Collaboratore esterno) (operosa Brianza, 1968) Dal 2003 fino al 2011 è stato collaboratore e caporedattore de Lo Spazio Bianco per cui ha curato moltissimi articoli e recensioni. Nel 2005 a Milano, assieme ad altri redattori de Lo Spazio Bianco, ha lanciato la 24 Hour Italy Comics, e ha curato il volume che raccoglie le storie pubblicate nella prima edizione. Nel 2006 ha partecipato alla raccolta di saggi "Watchmen - 20 anni dopo", uscita per Lavieri. Ha contribuito all'Annuario 2007 de LoSpazioBianco.it pubblicato nel 2008 da Lilliput. Nel 2008 ha pubblicato per Coniglio Editore "Gipi. Lo straordinario e il quotidiano di un narratore per immagini".
Ha una moglie, una figlia, tre gatti, suona la chitarra e canta nella band indie-rock Alanjemaal, a cui ora dedica l'energia che ha caratterizzato la sua presenza su Lo Spazio Bianco.

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