
Michele Medda alterna presente e flashback per costruire una storia che affonda nella giovinezza di Sigmund. Ne emerge un racconto a tratti corale, che spazia fra le vicende personali dell’eterogeneo gruppo di amici hacker e una cruciale incursione conosciuta come “assalto a Tebe”.
Il ritorno al passato non è solo un espediente per narrare le origini di Baginov: è anche l’occasione per raccontare come le persone cambino, prendano strade diverse e si portino dietro conseguenze e rimpianti. Colpi di scena e richiami alla narrativa cyberpunk di William Gibson (ben interpretata anche con il disegno, come nella quadrupla al bar di tavola 43), completano un impianto dal tono teso e drammatico, sostenuto da dialoghi taglienti e con un finale dolceamaro fra amicizia e tradimento. L’abilità di Medda sta nel non cadere in facili cliché, rischio non secondario nella gestione di un cast così ampio: anche con poche battute, riesce a delineare personalità e tratti distintivi dei diversi personaggi e a evitare che si riducano a stereotipi.
Mortarino e Stellato affrontano con efficacia le tante ambientazioni della storia, da quelle più tecnologiche come una base hacker operativa a quelle più naturalistiche come il rifugio di uno dei Sette, passando per un’interpretazione del cyberspazio molto classica ma non ancora anacronistica. Ben caratterizzati i tanti interpreti in scena – anche nel confronto fra le versioni giovanili e quelle più adulte – sia quando impegnati in scene d’azione, sia nelle sequenze più dialogate.
Abbiamo parlato di:
Nathan Never #425 – I cybernauti
Michele Medda, Francesco Mortarino, Lucilla Stellato
Sergio Bonelli Editore, ottobre 2026
96 pagine, brossurato, colori – 5,80 €
ISSN: 977112157300160425









