L’edizione 2026 del COMICON ha incoronato Magister Leonardo “Leo” Ortolani. Per celebrare l’occasione – e assieme a essa la carriera multiforme di uno dei volti più noti del fumetto italiano – è stata pubblicata Stratigrafia di un fumettista, che prosegue la giá ricca collana Gli Audaci, con numerosi volumi dedicati ai grandi della nona arte, come Milo Manara, Tanino Liberatore, Gipi, Silver e Giorgio Cavazzano. Il nome di Ortolani va ad aggiungersi a questo pantheon.
Il volume si propone come una vera e propria datazione geologica della carriera fumettistica di Ortolani, sin dagli albori del “Pastellozoico”, che vedono un Leo “ancora in fasce” creare proto-fumetti di ispirazione disneiana con topi e altri animali antropomorfi. Una “stratigrafia”, per l’appunto, ovvero, per i non addetti ai lavori, la disciplina che studia gli strati che compongono un terreno, la loro disposizione e successione nel tempo. E, come in ogni studio di questo tipo, c’è il momento in cui fanno la loro comparsa i primati, o, in questo caso, i “personaggi col muso di scimmia”, cifra stilistica inconfondibile dell’autore. Si entra poi nel “Satirocene”, si attraversano i periodi “Ratmaniferi” , fino all’era contemporanea del “Leocene”, nella quale l’autore pisano, che non ha mai smesso di reinventarsi, si confronta con il mondo del fumetto attuale, con le nuove tecnologie – internet, i social, il blog e l’AI –, con il cinema e con la divulgazione scientifica.
A chiusura del volume, in molti hanno voluto omaggiare Leo con disegni e racconti; dall’attore e regista Andrea Pennacchi (che ha ispirato Tapum), a vari nomi del fumetto italiano come Tito Faraci, Roberto Recchioni e Lelio Bonaccorso, fino a chi ha conosciuto Leo personalmente, e non solo in veste di fumettista.
Piccola nota personale, deformazione professionale di chi lavora nella ricerca: tutto il volume, da questo punto di vista, è una piccola miniera d’oro per chi volesse studiare l’autore e le sue opere, ma, apprezzatissima, è soprattutto la Bibliografia Ragionata, aggiunta alle ultime pagine e redatta da Loris Cantarelli; preziosissima per chiunque volesse studiare e fare ricerca su Leo Ortolani a livello accademico.
Le varie “ere” non sono soltanto raccontate e descritte, ma anche mostrate attraverso disegni e contributi dello stesso Ortolani. È così possibile osservarne la maturazione artistica e la crescita visivamente, a partire dalle primissime opere a pastelli del fumettista bambino, che non si limitava a disegnare ma già si cimentava nella creazione di tavole a fumetti divise in griglie con il chiaro scopo di raccontare una storia. I contributi dello stesso Ortolani, ironici, autorionici, satirici, dissacranti, rendono il volume familiare e “tipico Ortolaniano”.
Si parla poi inevitabilmente di Rat-Man, personaggio che, dalla sua creazione nel 1989 fino alla sua “fine” nel 2017 (anno in cui si conclude la serie), è stato al fianco di Leonardo (“perché dietro non mi fido”, cit. Aldo, Venerdì 12). Sebbene la sua storia si sia conclusa, il Ratto continua a comparire, “scritto, disegnato e inchiostrato da Leo”, ed è ancora oggi la creazione più conosciuta del fumettista. Ma Stratigrafia racconta anche del superamento dell’improbabile supereroe in calzamaglia gialla, ritraendo un autore che non si è mai voluto appiattire sul suo successo, ma ha continuato a evolversi, reinventarsi e mettersi alla prova. Lo stesso Rat-Man ne è una dimostrazione, personaggio nato come parodia nelle prime autoproduzioni, protagonista di storie “semplici e divertenti”, ma che ha saputo crescere, mostrando di saper essere satirico, ma anche tragico, complesso e sfaccettato, passando da brevi racconti autoconclusivi a macrotrame e saghe intricate e profonde. Coerente e simbolo di tutto ció è la scelta coraggiosa, persino temeraria, di interrompere la serie, andando a scardinare uno degli elementi chiave del genere supereroico, giá descritto da Umberto Eco nel Il Mito di Superman, ovvero la serialità, il racconto senza fine segnato dall’inevitabile ritorno allo status quo. Anche in questo Rat-Man si dimostra un antieroe dirompente e il suo creatore si impone come innovatore del fumetto non solo italiano.
Avvicinandosi ai giorni nostri, descrivendo i periodi “Divulghiano”, “Laikiano” o “Illustriano” dell’artista, si ha anche l’occasione di compiere una riflessione più ampia su ciò che è il mondo del fumetto, dell’editoria e dei social in Italia oggi e su come Leo Ortonali sia riuscito, riprendendo una metafora spesso usata dai lui stesso in molte storie simil-autobiografiche (vedi ad esempio Rat-Man Collection #56 – La storia finita) – a navigare nella bufera, continuando a sfidare acque sempre più incerte e perigliose. Il senso dell’umorismo e l’ironia (spesso amara) certamente aiutano a sopravvivere a tutto ció (“Rida! Rida, Ortolani!” Cit. Il buio in sala), ma Leonardo Ortolani ha dimostrato che dietro la risata c’è molto di più, un oceano profondo con molto ancora da esplorare.
Abbiamo parlato di:
Leo Ortolani – Stratigrafia di un Fumettista
Matteo Stefanelli, AA.VV.
COMICON Edizioni, 2026
112 pagine, brossurato, colori – 15,00 €
ISBN: 9791280107671












