Il tema della vendetta per un’ingiustizia subita ha costituito da sempre linfa vitale per innumerevoli storie di diversa fruizione (letteraria, fumettistica, cinematografica e televisiva), delle quali la più famosa e citata è senza ombra di dubbio Il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas.
Il personaggio dello sfortunato, ma tenace e vendicativo, Edmond Dantès si rincarna in quello di Sam Castillo, un uomo vittima di un triplice tradimento congiunto che si ritrova suo malgrado schiacciato dal sistema dell’America post-11 settembre 2001. La vicenda ideata da Dumas e originariamente ambientata nella Francia dell’Ottocento, viene reinterpretata e trasferita nella New York dei primi anni Duemila da Jordan Mechner, autore trasversale noto per essere il creatore della saga videoludica Prince of Persia.
Partendo dal 2005 fino ad arrivare ai giorni nostri, il protagonista viene ingiustamente accusato di terrorismo internazionale subito dopo il suo fidanzamento con Abigail. A causa della gelosia di uno spasimante della sua fidanzata, di un collega di lavoro senza scrupoli e di un uomo di legge interessato più alla carriera che alla giustizia, Sam viene arrestato e rinchiuso senza processo in un penitenziario fortificato al largo delle coste africane. Lì incontra il suo “abate Faria”, un misterioso detenuto che ha scavato un tunnel sotterraneo e che gli rivela la via di fuga insieme alla chiave per una ricchezza immensa. Dopo quindici anni di prigionia, Sam evade per attuare una spietata vendetta contro chi lo ha tradito.
Mechner aggiorna la trama del romanzo e la arricchisce di elementi moderni, rendendo il percorso della vendetta del protagonista più sottile e strutturato, visto che Montecristo (che qui in realtà è il nome della Holding internazionale di Sam) utilizza strumenti finanziari e contatti del mondo della politica e degli affari per manipolare gli eventi a favore della sua vendetta. Il protagonista infatti non è diventato un conte, ma un magnate della finanza carismatico e affascinante che lo sceneggiatore racconta in maniera coerente, tracciandone l’evoluzione dolorosa nonché il divario tra ciò che era (un giovane romantico e idealista) e ciò che è diventato (un maturo Machiavelli, cinico, colto ed elegante ma sofferente per la vita che ha perso).
La struttura narrativa è stratificata, divisa in tre capitoli e ricca di dettagli, con una prosa raffinata che affronta con equilibrio molti temi e riflessioni tra religione, economia, geopolitica e rapporti sociali, tracciando una linea che collega i palazzi della finanza ai salotti dell’alta società, tra campagne elettorali, affari internazionali, eleganti location esotiche e indagini dei servizi segreti. La scrittura di Mechner appare molto ispirata e focalizzata, con un racconto articolato e avvincente costituito da un intreccio di molteplici elementi e personaggi che dona profondità alla narrazione, ricca di sfumature e con più livelli di lettura. Un risultato raggiunto grazie alla sua esperienza come autore di videogiochi d’azione che si riflette in una trama scorrevole, sfaccettata e ricca di suspense.
La scelta di sostituire il contesto storico ottocentesco con l’era post-11 settembre e la conseguente paranoia politica si rivela azzeccata, rendendo l’ingiustizia subita dal protagonista estremamente credibile per il pubblico odierno. In questo senso, lo sceneggiatore affronta con efficacia temi caldi come la sorveglianza di massa, la violazione dei diritti civili, la disinformazione mediatica e le derive del sistema giudiziario da cui emergono il cinismo in ambito politico e amministrativo.
Un’opera così complessa ha ovviamente anche diversi punti deboli: alcuni passaggi, tanto narrativi quanto psicologici, appaiono un po’ affrettati e manichei (vedi la facilità con cui Sam si costruisce una nuova identità e accede a un’immensa ricchezza), mentre determinati eventi risultano accelerati nella loro risoluzione; inoltre c’è un po’ troppa carne al fuoco nella gestione dei vari personaggi con le rispettive delineazioni e storyline all’interno della trama, che costringono a tratti il lettore a uno sforzo maggiore nel fare il punto della situazione, ricordando nomi e collegando i fatti esposti.
Per quanto riguarda invece le tavole, c’è una sinergia visiva eccezionale tra la sceneggiatura e i disegni dell’italiano Mario Alberti, il cui stile dinamico esalta i momenti di tensione, la fisicità e il dolore dei corpi nonché l’oscurità della transizione del protagonista. Alberti, il cui curriculum professionale è indiscutibilmente di altissimo profilo (Nathan Never, Legs Weaver, Dragonero, Senzanima e, in ambito internazionale, Morgana, Redhand, Prométhée, Spider-Man e varie copertine per la DC Comics) dona profondità ai personaggi, interpretandoli con energia e aggiungendo un’ottima gestione degli spazi: un’immensa varietà di scenari resi vividi e credibili, come l’oscurità claustrofobica del penitenziario o il caos giocoso ed edonistico delle feste glamour dei ricchi e potenti. Al tempo stesso, il disegnatore ha la massima cura nella recitazione dei personaggi, rendendo l’evoluzione psicologica del protagonista Sam Castillo perfettamente leggibile sul suo volto: la felicità iniziale e poi la disperazione, la saggezza trasmessa dal suo mentore e, infine, la freddezza glaciale dell’uomo che torna per distruggere i suoi nemici.
La gabbia della pagina viene spesso scardinata per dare respiro ai momenti di svolta più drammatici e la transizione tra le vignette è fluida, con scene cariche di tensione cinetica e un ritmo di chiara matrice cinematografica.
In conclusione, il Montecristo di Mechner e Alberti si dimostra un’operazione di attualizzazione coraggiosa e visivamente potente, capace di dare nuova linfa a un classico intramontabile. Sebbene la necessità di condensare l’imponente epopea di Dumas in un unico volume sacrifichi inevitabilmente qualche passaggio e sfumatura psicologica, il ritmo serrato e la lucida storia di rinascita e vendetta (aggiungendo la critica alla paranoia geopolitica moderna) tengono il lettore incollato alle pagine.
Abbiamo parlato di:
Montecristo
Jordan Mechner, Mario Alberti
Traduzione di Luca Blengino (Arancia Studio)
Star Comics, 2025
224 pagine, cartonato, colori – 29,90 €
ISBN: 9788822657145













