Creepshow è un franchise che nasce come omaggio a un modo di intendere il fumetto e l’intrattenimento che ha avuto un impatto considerevole sul moderno intrattenimento. Tutto parte dalla EC Comics, casa editrice americana attiva soprattutto negli anni ‘50, specializzata in fumetti di genere, soprattutto dell’orrore. Tra le sue creazioni serie storiche e seminali come Tales from the Crypt, The Vault of Horror, Weird Science.
Queste serie a fumetti hanno avuto una profonda influenza anche al di fuori della carta stampata, impattando su un’intera generazione di autori e registi americani come Stephen King, George Romero, Richard Donner, Robert Zemeckis, Walter Hill e molti altri che a loro volta hanno plasmato l’immaginario collettivo moderno e diversi di questi autori e registi furono coinvolti in diverse trasposizioni e film tv come l’omonima serie Tales from the Crypt degli anni ’90 o la pellicola del 1992 Two-Fisted Tales (Incubi in italiano), che trasponeva ad esempio l’omonima rivista di storie di guerra.
Nel 1982 King e Romero tentarono di portare al cinema un film a episodi il cui intento era proprio quello di restituire meccaniche e toni di antologici come Tales from The Crypt, realizzando proprio Creepshow.
Il successo di questo film un po’ camp e tanto gore genera due sequel, un adattamento a fumetti e, più recentemente, un remake in forma di serie tv realizzata da Greg Nicotero (talentuoso artista degli effetti speciali: tra i suoi lavori in questo campo la serie tv di The Walking Dead e l’introduzione al primo volume di questa raccolta).
Skybound, la sottoetichetta di Robert Kirkman, vara anche un “remake” fumettistico lanciando la nuova Creepshow chiamando a raccolta numerosi scrittori e disegnatori. La serie è stata proposta da SaldaPress in due volumi cartonati.
Le caratteristiche ripropongono i canoni e gli standard consolidati dagli antologici EC: storie brevi autoconclusive; tema orrorifico ad ampio spettro e condito di forti dosi di dark humor; considerevoli dosi di gore e splatter; una creatura non morta e dall’aspetto disturbante che fa da cicerone, introducendo e chiudendo i racconti con caustico umorismo.
I due volumi propongono un totale di 20 storie autoconclusive, che coinvolgono diversi vip del mondo fumettistico americano: da David Lapham a Garth Ennis, da Phil Ester a Paul Dini. Insomma, una di quelle carrellate capace di titillare la curiosità degli appassionati di fumetto americano prima che del genere.
Ogni autore mette al servizio della serie il suo stile, sia in scrittura che alla tavola, offrendo una gamma estetica piuttosto variabile. Seppur attenendosi al tema e alle atmosfere, si può passare da stili più cartooneschi – come il caso di I diritti di un Creatore di Steve Fox ed Erica Henderson nel primo volume – ad altri più grotteschi – come il caso di Peli di Francesco e Marlow Francavilla – mentre il meccanismo principe narrativo resta quello del racconto con colpo di scena finale, che costituisca un ribaltamento, l’innesto di un loop o evochi sapori lovecraftiani.
Questa nuova incarnazione dell’antologia Creepshow rappresenta non tanto un semplice omaggio, ma l’intenzione di ridare vita esattamente a quel modo di creare e intendere il fumetto. Gioco, intrattenimento, umorismo, un po’ di sperimentazione. Come tutte le operazioni antologiche, ovviamente il gusto personale ha un ruolo nel costruire un indice di gradimento differente per ogni lettore, ma in generale la qualità grafica e di scrittura (visti i nomi coinvolti) è medio alta.
Piuttosto, quello che può fare una netta differenza è quanto e come gli scrittori si siano fatti prendere la mano dal gioco e dai ferrei paletti tecnici (il numero di pagine fisso e contenuto, ad esempio). Capita spesso infatti di trovarsi a leggere racconti con un guizzo, un’intuizione intrigante, ma che resta circoscritta in un racconto che si esaurisce alla meccanica del plot twist e all’innesco del sorriso, mentre altri provano a seminare, a stuzzicare temi e a lanciare spunti, sfruttando il gioco, ma pur sempre nel breve spazio a loro concesso. Come capita con L’albero Gorgahmorahh di David e Maria Lapham, tra disagi familiari e alberi molto possessivi, o Fai la tua scelta di Garth Ennis e Becky Cloonan, che confezionano una crudelissima storia dissacrante sul tema del diritto all’aborto.
In definitiva Creepshow fa quello che promette, ci regala una scorpacciata di brevi racconti che ci riportano, in versione aggiornata, esattamente nel mondo e nelle sensazioni delle antologie orrorifiche della EC Comics. Un omaggio perfetto per una lettura da “uno tira l’altro”: gustosa mentre ti abbuffi, ma che può anche lasciarti una lieve frustrazione al pensiero che certi racconti, così confinati, perdano possibilità e occasione di esprimersi e offrire qualcosa di più.
Abbiamo parlato di:
Creepshow #1/2
AA. VV.
Traduzione di Chiara Balestri
saldaPress, 2026
128 pagine, cartonato, colori – 22,00 €
ISBN: #9791254617595 #9791254617465










