Paperino vento sud evidenza

Un Paperino eroico ne “Il Vento del Sud” di Guido Martina e Giovan Battista Carpi

Torna con una nuova colorazione la parodia disneyana del romanzo "Via col Vento" realizzata dai maestri Guido Martina e Giovan Battista Carpi.
Leggi in 3 minuti

Dopo il recente passaggio sulla collana Disney De Luxe nel 2022, avvenuta in occasione del quarantesimo anniversario dalla sua prima uscita, viene riproposta ora in un elegante volume da libreria con dorso telato Paperino e il vento del sud, parodia di Via col Vento che restituisce in parte l’epica romanzesca e il dramma storico del romanzo di Margaret Mitchell grazie al lavoro di due grandi maestri come Guido Martina e Giovan Battista Carpi.

Pubblicato originariamente in cinque episodi (dal 29 agosto al 26 settembre 1982, negli albi dal 1396 al 1400 del settimanale Topolino) Paperino e il Vento del Sud vede il nostro eroe ricoprire il ruolo iconico di Rhett Butler (Paper Butler), mentre Paperina quello di Rossella O’Hara (Paperella O’Hara) durante la guerra di secessione americana, combattuta dal 1861 al 1865 tra gli stati del Sud e quelli del Nord America.

Martina e Carpi sono abili nel gestire gli elementi principali del capolavoro della Mitchell, incanalando la parodia in una direzione precisa, sia tenendo ben presente il contesto storico che fa da sfondo alle vicende narrate, sia prediligendo un tono più avventuroso che comico. La scrittura di Martina, infatti, pur mantenendo toni brillanti e leggeri come da tradizione Disney, ha una narrazione fortemente improntata su fatti storici precisi e descritti dal libro che, con le opportune cautele, riescono a trasmettere al lettore il dramma di vicende civili all’ombra di una guerra. Da questo punto di vista il lavoro dello sceneggiatore è molto equilibrato, costruendo una scaletta narrativa modulata sugli eventi del romanzo pur prendendosi diverse libertà, come spesso capitava nelle parodie di Martina: in particolare viene dato molto spazio alle imprese di Paper Butler, che qui assurge a protagonista principale della vicenda a discapito di Paperella O’Hara, portando la narrazione a battere anche strade appena accennate nell’opera originale e irrobustendo così la componente avventurosa e da feuilleton di cui sopra, di sicuro appeal per i lettori dell’epoca.
L’autore riesce inoltre a inserire per gradi l’intero cast paperopolese in vari ruoli (Banda Bassotti compresa, qui in vesti leggermente diverse dalla norma) e lo spazio concesso a ciascun personaggio ha un effettivo peso nell’evoluzione del racconto senza essere semplici cammeo.

Per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, Paper Butler costituisce una delle versioni più eroiche di Paperino, venendo dapprima presentato come un perdente pasticcione per poi evolversi in eroe coraggioso, acuto e onesto; diversa invece la rappresentazione di Paperella O’Hara, la cui tempra è assolutamente capricciosa, insofferente e rigida in maniera da inanellare una serie di dinamiche comico-conflittuali con il protagonista che strappano una risata al lettore stemperando il tono epico della storia.

Sul fronte dei disegni bisogna dire che questa edizione, così come la precedente, permette di ammirare in misura maggiore il talento grafico di Carpi, le cui tavole sono ovviamente riprodotte in un formato più grande rispetto a quello della loro pubblicazione originale, mettendone in rilievo la pulizia del tratto, la ricchezza dei dettagli di scena, il dinamismo e la postura espressiva delle figure, oltre alla cura nel sintetizzare costumi, oggetti e ambienti dell’epoca ottocentesca. Dopo quarant’anni lo stile di Carpi appare ancora oggi moderno e vivace, anche nello storytelling che lega in maniera fluida ogni vignetta all’altra.

A impreziosire il volume c’è un accurato restauro delle tavole e una nuova colorazione digitale, curate entrambe dallo Studio GFB, ripresi direttamente dall’edizione De Luxe. Sono stati separati il colore dal tratto a china presente nella quadricromia originale e sostituiti con più livelli di palette cromatiche che portano maggiori dettagli, ombreggiature e profondità in ogni scenario, mettendo in rilievo la fisicità e l’espressività dei personaggi.

Il cartonato del 2025 si apre con una prefazione di Silvia Ziche, che si concentra sulla rappresentazione di Paperina nelle vesti di Rossella O’Hara e sul lavoro del suo maestro Carpi; in coda c’è invece spazio per un corposo approfondimento firmato da Alberto Brambilla, che analizza la trama, il contesto storico e gli autori con grande perizia.
Attraverso il suo lungo articolo apprendiamo le tipicità delle parodie firmate da Guido Martina e le differenze con l’approccio attuale al genere, veniamo guidati nelle caratteristiche della sceneggiatura e nelle scelte narrative operate dall’autore, siamo portati a ragionare su determinate soluzioni stilistiche adottate da Carpi – con qualche azzeccato parallelo ad altre sue celebri storie – e possiamo godere di un sintetico confronto tra parodia e fonte di partenza.
C’è spazio anche per una didascalia sulla nuova colorazione, un breve intervento di Ivan Bigarella sulla copertina del volume da lui illustrata e un’intervista ad Andrea Freccero, attuale art director di Topolino cresciuto artisticamente sotto l’ala di Giovan Battista Carpi e per molti versi suo “erede spirituale”, il quale parla sia de Il vento del sud sia di dettagli più tecnici nel lavoro del suo maestro.
Si tratta di contenuti extra decisamente apprezzabili perché non si accontentano di stare sulla superficie, preferendo estrapolare concetti più specifici e orchestrare un percorso analitico che ha modo di essere stuzzicante anche per i cultori.

Abbiamo parlato di:
Paperino e il vento del sud
Guido Martina, Giovan Battista Carpi
Panini Comics, 2025
144 pagine, cartonato, colori – 23,00 €
ISBN: 9791221913941

Paolo Pugliese

Paolo Pugliese

Grafico editoriale, web designer e web copywriter per lavoro; cinefilo, lettore, collezionista e scrittore per passione.

Legge fumetti italiani e stranieri (soprattutto americani) praticamente da tutta la vita e, crescendo, sente l’esigenza anche di scrivere in proposito, diventando nel 2013 articolista per la rivista Fumo Di China. Collabora per dieci anni con il sito ComicUS, scrivendo anche per siti come Reportonline, Bgeek.it e dirigendo per 13 anni il sito Occhi sul Cinema. Fiori all’occhiello della sua attività di intervistatore sono gli incontri con Masami Suda e JunichiHayama, pilastri dell’animazione giapponese, con lo sceneggiatore Mauro Boselli e i registi Amos Gitai, Alessandro Rak ed Enzo D'Alò. E’ stato direttore artistico della convention Daunia Comics & Games nonché collaboratore dell’evento annuale BGeek.

Andrea Bramini

Andrea Bramini

(Codogno, 1988) Dopo avere frequentato un istituto tecnico ed essersi diplomato come perito informatico decide di iscriversi a Scienze Umane e Filosofiche all'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove a inizio 2011 si laurea con una tesi su "Watchmen". Ha lavorato per un'agenzia di pubbliche relazioni ed è attualmente impiegato in un ufficio.
Appassionato da sempre di fumetti e animazione Disney, ha presto ampliato i propri orizzonti imparando ad apprezzare il fumetto comico in generale, i supereroi americani, i graphic novel autoriali italiani ed internazionali e alcune serie Bonelli. Ha scritto di queste passioni su alcuni forum tematici ed è approdato su Lo Spazio Bianco nel 2011, entrando qualche anno dopo nel Consiglio direttivo.

Commenta:

Your email address will not be published.

Social Network