C’era una volta il Papersera…

Si trattava di avventure veloci e prettamente comiche, il cui meccanismo narrativo verteva soprattutto sulla pigrizia e sulla dabbenaggine dei due cugini, messi loro malgrado dallo zio in situazioni dagli esiti imprevedibili.
Produzione sicuramente minore all’interno della vastissima offerta disneyana mondiale, ma fonte di buonumore e portatrice di trovate umoristiche particolarmente efficaci nella loro semplicità, nel corso del tempo è stata proposta in Italia in maniera sparpagliata mentre negli ultimi anni sta venendo raccolta nell’omonima testata da edicola.
Proprio in contemporanea al lancio di questa pubblicazione, si è varato su Topolino, a mò di traino, un nuovo ciclo dedicato al primo giornale di Paperopoli, le cui cinque storie iniziali sono state ora raccolte nell’ottavo volume della collana Topolino Extra.
Con il titolo di Papersera news presenta si è quindi cercato di riportare in scena quelle situazioni e quegli spunti, con trovate e sensibilità aggiornate al mondo odierno, compito affidato a uno dei migliori autori attualmente in forza al settimanale Disney: Corrado Mastantuono.
… e c’è ancora!

Questo può avvenire attraverso un focus sui paperopolesi, come nella prima storia Zio Paperone e l’oroscopo improvvisato, nella quale le previsioni stellari inventate di sana pianta dai due giornalisti hanno inaspettato riscontro nella vita quotidiana dei loro concittadini, che arrivano ad affidarcisi ciecamente fino all’inevitabile rovesciamento della situazione. Un ritratto a tratti impietoso della cittadinanza, che si pone in continuità con la visione della scuola italiana degli scorsi decenni e su cui insistevano in particolare gli sceneggiatori Giorgio Pezzin e Rodolfo Cimino.
Anche in Paperino, Paperoga e il biscotto indigesto Paperopoli si conferma parte attiva delle vicende, attraverso una storica azienda produttrice di frollini che è anche lo sponsor principale del Papersera. Un ritardo nei pagamenti spinge però Paperone a inviare i suoi fidati reporter per indagare, con la scusa di un’intervista al proprietario. L’andamento narrativo si arricchisce quindi di una chiave gialla, esplorando il ramo del giornalismo investigativo e d’inchiesta, con una risoluzione tutt’altro che pericolosa ma ben gestita nelle atmosfere.
È stata tra l’altro l’occasione per Mastantuono di mettere in scena una divertente citazione del detective disneyano per eccellenza: le mascotte dei biscotti al centro dell’intrigo, protagoniste di una striscia a fumetti promozionale, sono infatti delle versioni distorte in becco e piume di Topolino, Pippo, Basettoni e Gambadilegno, in un divertentissimo gioco delle parti dotato di ironia e di una punta di sarcasmo.
Con Rockerduck e la filantropia contagiosa si ampliano invece i confini d’azione per i due cronisti, spediti dal loro direttore in un’isola al largo dell’Oceano Pacifico per rintracciare un reperto archeologico con cui dare lustro allo Zione e al suo quotidiano, che coprirebbe la notizia della scoperta.
Mastantuono sfrutta quindi un filone piuttosto importante all’interno della serie del Papersera, nel quale la vita di redazione diventa marginale e mero pretesto per dare il via ad altre trame che riguardano i personaggi e solo marginalmente il giornale.
Cast, sensibilità e microcosmo

In questo caso, oltre al genio del titolo figura anche Bum Bum Ghigno, personaggio creato proprio da Mastantuono nell’ormai lontano 1997 e rappresentante dell’uomo comune in senso ampio, con tutti i suoi difetti ma anche con la volontà di dare il meglio di sé nonostante la consapevolezza dei propri limiti.
Quasi sempre affiancato proprio a Paperino e Archimede, con i quali forma una sorta di gruppo fisso di amici, risulta naturale vederlo “ospite” della serie proprio quando entra in gioco l‘inventore paperopolese, contribuendo in maniera inaspettata ma efficace alla felice conclusione della vicenda, in perfetto stile Ghigno.
Il contesto in cui far agire i due reporter pasticcioni è importante per l’autore, che probabilmente ritiene utile renderlo quanto più possibile vivo e variegato. Questo si nota anche nel microcosmo che man mano sta impostando all’interno della serie, soprattutto nelle storie successive a quelle raccolte nel presente volume attraverso filoni interni e personaggi ricorrenti creati ad hoc.
Un primo esempio lo ritroviamo comunque fin d’ora con il poliziotto della prima storia, riutilizzato nella successiva, e con i due malviventi Pericle e Aristide, che hanno esordito nella seconda avventura per poi ricomparire nella quinta.

Questo approccio ha avuto modo di tornare successivamente, in particolare nelle due storie dedicate al passato di Zio Paperone, dimostrando le molteplici strade che questa serie può prendere partendo dalle mura della scalcinata redazione.
L’Egr. Ill. Dott. Mastantuono e Corrado, disegnatore
Corrado Mastantuono ha raggiunto in questi anni una sintesi stilistica, in ambito Disney, davvero ammirevole.
Con poche linee, infatti, il disegnatore riesce a caratterizzare immediatamente le figure che recitano sulle pagine, comunicando con efficacia le caratteristiche peculiari dei protagonisti così come dei comprimari e le sensazioni provate in quel dato frangente.
Non diciamo “recitare” a caso: i personaggi ostentano una mimica esagerata, una gestualità quasi esasperata e con una resa non così comune, perlomeno utilizzata in questo modo, che funziona molto bene: quando Paperone perde le staffe salta, ha sbuffi di fumo attorno al volto e il becco si spalanca all’inverosimile, ma sono le braccia e i loro movimenti a rendere ancora più parodistica la sua rabbia.
Allo stesso modo, quando i due cugini scappano da pericoli e folle inferocite, lo fanno in maniera scomposta, eccessiva, deliziosamente comica. Lo sguardo di Paperoga, poi, appare spesso perso nel suo mondo interiore, in una perfetta rappresentazione dell’approccio alla vita che il papero possiede.

La sintesi estetica a cui si alludeva si riscontra anche negli sfondi: le ambientazioni raffigurate dal disegnatore servono essenzialmente per creare il contesto in cui muovere i personaggi, sono estremamente funzionali all’azione e contengono quindi lo stretto indispensabile come elementi scenici.
La differenza la fa ancora una volta la recitazione, in grado di connettere armonicamente cast e ambienti grazie a una regia sapiente, ben ritmata grazie ai cambi di inquadratura e alla messa in scena.
In questo contesto la griglia mantiene una certa regolarità, nella quale l’unica deroga si trova nella dimensione leggermente sfasata tra le due vignette affiancate, in alcune doppie e nelle quadruple in apertura. Ma anche senza stravolgere l’insieme Mastantuono riesce a rendere le tavole ricche di movimento.

Prima fra tutti la surreale intervista doppia a Corrado Mastantuono nella veste di altolocato sceneggiatore (autonominatosi Egr. Ill. Dott. Mastantuono) e in quella di umile e dimesso disegnatore. Un modo simpatico di evidenziare differenze e sincronie tra le due anime di un autore unico (dove finisce lo scrittore e inizia l’illustratore?) e per avere qualche coinvolgente dietro le quinte sulla creazione della serie, con diverse considerazioni e dichiarazioni davvero interessanti per l’appassionato.
Oltre a questo piatto forte troviamo tre pagine che illustrano tutti i passaggi per arrivare dal soggetto iniziale alla tavola disegnata e colorata, lo studio dietro la copertina del volume e i bozzetti per i comprimari, con alcuni commenti dell’autore stesso che spiega come è arrivato a certe soluzioni.
Papersera news si rivela quindi un’edizione di tutto rispetto per una delle idee più felici del nuovo corso di Topolino: nata quasi in sordina e senza pretese, osservandola più da vicino si palesa come il campo da giochi in cui Corrado Mastantuono può spaziare nei generi e nelle idee, diventando un incubatore di spunti sempre diversi e imprevedibili.
Abbiamo parlato di:
Topolino Extra #8 – Papersera News
Corrado Mastantuono
Disney-Panini, 2022
144 pagine, cartonato, colori – 13,00 €
ISBN: 9772532922006
Per saperne di più:
Papersera: recupero di un ciclo minore
