
Tantrum di Jules Feiffer, edito da Milano Libri Edizioni nel 1981, non è un semplice divertissement. L’autore, che nell’arco della sua carriera fu anche assistente e collaboratore di Will Eisner, parte da una premessa semplice e bizzarra per toccare temi quali intrallazzi finanziari, oneri dell’età adulta, anoressia e depressione. Il tono è ironico e divertito, ma in profondità si coglie una tagliente volontà di denuncia. Il tratto e la grammatica del racconto sono senza dubbio particolari: ogni tavola è composta da un’unica vignetta sviluppata orizzontalmente, dimensione assecondata ed esaltata dal formato del libro (27 x 20,5); le linee sembrano essere distribuite con pennarelli a punta ora più spessa, ora più sottile.
Il nero occupa lo spazio bianco con continue variazioni di proporzioni, in un gioco tra pieni e vuoti. Anche dal punto di vista estetico la prima impressione che si ricava è di semplicità e immediatezza, ma in realtà si possono notare la cura per l’architettura e il realismo con cui sono raffigurati gli oggetti. Uno sperimentalismo datato ma sorprendente ed efficace ancora oggi.
Abbiamo parlato di:
Tantrum
Jules Feiffer
Traduzione di Ranieri Carano
Milano Libri Edizioni, 1981
194 pagine, cartonato, bianco e nero









