Copi – Non oso, Madame

Copi –  Non oso, Madame
Straziante, atroce, ironico, provocatore e soprattutto geniale; Copi oggi è un autore quasi del tutto dimenticato, che necessita di un urgente recupero da parte delle nuove generazioni di lettori.
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Milano Libri Edizioni, 1973 Francia, anni ’60

Sono sempre intatta, grazie alla mia morale
Cos’è la vostra morale?
Non mi muovo dalla sedia
(Dialogo tra la donna seduta e l’interlocutore)

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Raúl Damonte Botana in arte Copi

Ho cominciato a scrivere teatro a 12 anni. L’età in cui sono arrivato a Parigi la prima volta, così ansioso di vedere e sentire il teatro. Quando l’ho visto ho smesso di scriverne. A parte tutto, sino ad allora scrivevo e pensavo in spagnolo. È solo più tardi che ho cominciato a pensare e a scrivere in francese. È già disegnavo. Comunque non ho mai abbandonato il teatro. A un certo punto avevo smesso di scriverne. Ma ho continuato a disegnare. Insomma, credo di aver fatto sempre la stessa. Ho disegnato teatro…

Credo si possa riassumere in queste dichiarazioni, rilasciate da Copi sul finire degli anni ‘60, tutta la filosofia di questo artista discusso e discutibile, straziante, atroce, insopportabile, per citare Oreste del Buono, ma sicuramente geniale.

Drammaturgo, oltre che fumettista, Raùl Damonte in arte Copi dimostrò fin da adolescente un predisposizione per il disegno e per la satira. Di idee anarchiche, il giovane Raùl fu costretto a lasciare l’Argentina ed emigrare in Francia. Fu lì che si fece conoscere come disegnatore grazie al suo personaggio più famoso, la donna seduta. Dotato di un’eccezionale sintesi grafica, Copi creò un personaggio che passa la maggior parte del suo tempo seduta su una sedia a intavolare discussioni con vari personaggi: siano essi un pollo, un topo, una suora, i dialoghi della donna seduta sono surreali, divertenti e spesso molto acuti nel descrivere la società di quel periodo.

In realtà la donna seduta rappresenta soprattutto il tipico piccolo borghese ingenuo ma pronto a giudicare; i dialoghi con la figlia sono sempre divertenti ma spesso pungenti e quelli con gli altri personaggi lo sono di più: un liocorno le si presenta come la nuova vicina di casa e avverte la donna seduta di non preoccuparsi se sentirà baccano la notte perché lei ama organizzare feste. Ai miei tempi i liocorni facevano solo tappezzeria pensa sarcasticamente la donna seduta a cui Copi non da un nome perché in effetti non è necessario.

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Il persdonaggio più famoso di Copi: la donna seduta

In questa raccolta selezionata dal grande Oreste del Buono, è riproposto il primo Copi, nel capitolo definito “Schizzi”. Dopo di che assistiamo all’evoluzione di Copi nel secondo capitolo, “Racconti”, per rimanere sorpresi nel terzo capitolo, “Romanzi”. Perché se è vero che in questo capolavoro satirico è evidente la struttura teatrale, è altrettanto evidente che le ultime storie sono raccontate come dei veri e propri romanzi che, sempre Oreste del Buono, definisce di spessore violento: Copi è il più spregiudicato, e spregiudicato non è la parola adatta, è il più irrispettoso degli autori oggi. Altri denunciano la volgarità della vita attuale con la volgarità del segno. Copi è irriducibilmente elegante. E questo fa si che la volgarità sia denunciata maggiormente…

Ed è vero. Se con il segno bellissimo Copi delinea dei personaggi che ai nostri occhi sono senza dubbio comici, il messaggio e i dialoghi del geniale autore sono senza dubbio realistici: descrive la realtà attraverso gli occhi della dona seduta. Ne critica vizi e virtù senza tralasciare il lato ironico. Intendiamoci, un’ironia provocatoria e, come dicevo prima, violenta; l’ultima storia, Topi, contenuta nella sezione dei “Romanzi” è un perfetto esempio di quanto detto prima.

Straziante, atroce, ironico, provocatore e soprattutto geniale; Copi era questo e forse oggi lo sarebbe ancora se la morte, anche questa da lui molto ironizzata, non se lo fosse portato via a soli 47 anni.

Quanto manca oggi un autore come Copi.

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L’ironia di Copi

Curiosità

Copi era di nazionalità argentina ma di chiare origini italiane. Una volta arrivato a Parigi, fu adottato dai francesi e fu lì che pubblicò gran parte delle sue opere.

Alla propria omosessualità dedicò varie opere come L’omosessualità o la difficoltà di esprimersi, Il ballo delle checche e soprattutto Il mondo fantastico dei gay e delle loro mamme, altro capolavoro pubblicato in Italia da Milano Libri negli anni ’70.

A Copi fu diagnosticato l’Aids e nonostante ciò non rinunciò a ironizzare sul suo stato scrivendo Una visita inopportuna in cui Copi interpreta un malato di Aids a cui la Morte viene a far visita. Morì a Parigi nel 1987.

Edizione consigliata

Meno male che in quegli anni c’erano persone come Oreste del Buono che facevano conoscere autori come Copi. L’edizione vanta una sua bellissima prefazione. Al momento non vi sono altre edizioni, purtroppo.

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