
Forte dell’efficace formato editoriale della ristampa di Kriminal e del suo autore/curatore Max Bunker, Mondadori Comics recupera il grande mago del fumetto americano in una riedizione filologica che, pur con qualche neo, onora il personaggio, il suo creatore e il ruolo che hanno avuto nella costruzione dell’immaginario delle strisce disegnate. Lee Falk, regista e produttore teatrale nonché ideatore del personaggio e autore delle sceneggiature delle strisce quotidiane fino alla morte (nel 1999), scrive, disegna e lancia Mandrake nel giugno 1934 con il King Features Syndicate, riprendendone l’aspetto dal proprio ritratto.

Falk lascia comunque presto le matite al più efficace Phil Davis, che nel giro di pochi mesi (e quindi pagine) vira il disegno verso un maggiore realismo e contribuisce a stabilizzare lo standard grafico e narrativo della serie, la cui goffaggine iniziale viene per altro evidenziata proprio da uno degli aspetti discutibili di questa nuova edizione: il materiale delle prime due avventure è, infatti, molto discontinuo, con vignette che sono state ridotte o ingigantite per rientrare nel layout di pagina e, dove l’espediente della variazione delle dimensioni non era praticabile, con l’inserimento di un orrendo riempitivo grafico —un bollo incomprensibilmente grigio, contenente un cilindro e una bacchetta magica.

In questo senso, l’arrivo e il consolidamento grafico di Davis hanno avuto un effetto positivo sull’intera narrazione: dalla quarta avventura (Saki, the Clay Camel, 1935), le storie iniziano a scorrere, sempre più forti e consapevoli di un passato dei personaggi —e della memoria dei lettori—, con alla base quelle variazioni sul tema che sono il sale del fumetto seriale. Così, il finto cannibalismo di Lothar ritorna come espediente di interrogatorio e comic relief, e lo stesso Mandrake, bendato, riesce in qualche modo ad aggirare il limite del suo potere e a risolvere la situazione.
Le storie, certo datate ma comunque piacevoli, crescono quindi con i personaggi e con i lettori dell’epoca, mantenendo un tono leggero e fondamentalmente naif e ciò nonostante arrivando ad anticipare temi importanti rispetto all’epoca, dalle questioni razziali all’ecologia. È insomma un volume consigliato a quanti siano incuriositi dai classici del fumetto e interessati alle origini dei suoi modelli ricorrenti, valido sotto il profilo editoriale e caratterizzato da un ottimo rapporto qualità prezzo.
Abbiamo parlato di:
Mandrake. Il mago (novembre 1934-aprile 1937)
Lee Falk, Phil Davies
A cura di Max Bunker – Traduzione e lettering di proprietà della Comic Art
Mondadori Comics, 2014
620 pagine, cartonato, bianco e nero — 14,99 €
ISBN: 9788869260391











Chiedo gentilmente un chiarimento. Il volume della Mondadori si intitola “Mandrake. Il mago (novembre 1934-aprile 1937)” e dovrebbe contenere le prime storie… Ma Mandrake esce a giugno del 1935, non a novembre! Quindi, le primissime storie mancano?