
La serie di Giancarlo Berardi (qui coadiuvato alla sceneggiatura da Lorenzo Calza) ha ormai assunto una fisionomia riconoscibile, seppur non statica, nella quale i lettori trovano alcuni temi e situazioni ricorrenti, affiancati agli innesti che provocano un costante processo di evoluzione. In questa ottica il numero 196 è uno dei migliori dell’intera serie, perché racchiude in sé i principali punti di forza del titolo: la capacità di raccontare personaggi tridimensionali, empatici e mai banali, e il doppio livello di lettura degli episodi, in grado di offrire al lettore qualcosa in più di una godibile storia gialla. Il primo risultato è ottenuto grazie a dialoghi perfettamente calibrati, che danno spessore alla figura dello scrittore (ispirato a Edward Gorey), così come alla relazione che instaura con Julia. L’altro aspetto riguarda le riflessioni sul ruolo e il valore della scrittura, sul rapporto tra uno scrittore e i suoi lettori, sull’importanza dei sentimenti.
Il tutto è tradotto in immagini da Claudio Piccoli, che fa un ottimo lavoro. La sua prova impressiona per la cura dedicata ai dettagli, l’efficacia dei primi piani e la pulizia del tratto.
Abbiamo parlato di:
Julia #196 – La casa della mummia
Giancarlo Berardi, Lorenzo Calza, Claudio Piccoli
Sergio Bonelli Editore, gennaio 2015
132 pagine, brossurato, bianco e nero – € 3,70









