Usagi Yojimbo – Kirishitan: tra religione e persecuzione

Usagi Yojimbo – Kirishitan: tra religione e persecuzione
ReNoir Comics porta in Italia una recente miniserie di Usagi Yojimbo, il coniglio ronin creato da Stan Sakai, in cui scopriamo come fosse vivere clandestinamente da cristiani nel Giappone feudale.

Nel Giappone del XVI e XVII secolo con il termine kirishitan – derivato dal portoghese cristao – si indicavano coloro che seguivano la religione cattolico romana, culto proibito dalle autorità e dunque praticato in clandestinità.
È questo lo spunto storico alla base della miniserie in sette parti The Hidden con protagonista il coniglio ronin , pubblicata nel 2018 da e portata in Italia da in un volume intitolato Kirishitan.
In quella che è l’ultima avventura del suo personaggio antropomorfo per la casa editrice del cavallo nero prima del passaggio alla IDW Publishing, avvenuto nel giugno 2019, approfondisce come al suo solito un altro aspetto della cultura e della storia giapponesi non così conosciuto nel mondo occidentale.

L’autore nippo-americano è un profondo conoscitore di tanti e numerosi aspetti storici del Paese dei suoi avi (tanto da suscitare l’ammirazione anche di alcuni giapponesi, come ci ha raccontato in questa intervista realizzata durante Lucca Comics 2019); da ben trentacinque anni li sta divulgando in USA – e in tante altri nazioni occidentali in cui Usagi viene pubblicato – attraverso storie che rifuggono nozionismo e didascalismo e, anzi, veicolano informazioni attraverso il racconto avventuroso.

Il ronin antropomorfo di Sakai vive avventure ricche di azione, adrenalina, battaglie e scontri, condite da momenti di pathos drammatico ma anche di sagace ironia e comicità. Tra le pieghe delle sue storie ambientate nel Giappone feudale, quello dei samurai, il lettore scopre e apprende – talvolta quasi inconsciamente – aneddoti, notizie e informazioni sul Paese del Sol Levante, spesso confutando anche cliché culturali creati dal mondo occidentale.

Nella storia in questione, per esempio, viene evidenziata la condizione nella quale erano costretti a vivere i giapponesi di fede cristiana, attraverso l’inserimento nella sceneggiatura di tutta una serie di circostanze e azioni, come l’entrata nelle città attraverso il passaggio obbligato di varchi sorvegliati nei quali tutti coloro che volevano accedere dovevano calpestare una croce cristiana posta a terra. Coloro che si rifiutavano, individuati come aderenti a quella religione, venivano arrestati. O ancora, quanto fosse precaria la condizione dei credenti in Cristo, costretti a vivere la loro religione in uno stato di clandestinità assoluta, nascondendo la propria fede anche ai conoscenti più fidati.

In Kirishitan Usagi affianca l’ispettore Ishida – uno degli storici comprimari della serie – in un’indagine su un misterioso libro straniero che sta portando con sé molti problemi, lasciando una scia di morti in tutto il Giappone.
In quella che è a tutti gli effetti un’avventura urbana, Sakai struttura la narrazione secondo il genere del procedural poliziesco, con il samurai e l’ispettore che dall’inizio alla fine indagano per disvelare il mistero che si cela dietro la morte di alcuni samurai sui cui cadaveri viene scoperta la croce cristiana, simbolo di appartenenza alla religione proibita.

L’atmosfera che si respira tra le pagine, come indica anche Mark Shultz nella prefazione, è quella di un racconto hard-boiled nel quale cinismo, assassinii e corruzione si dispiegano senza filtri, brutalmente; per l’occasione l’ispettore Ishida assurge al ruolo di protagonista mentre Usagi gli lascia il centro della scena, fungendo da braccio armato e limitandosi a seguirne deduzioni e indagini.

Questa insolita scelta di Sakai è perfettamente coerente con il tipo di storia che ha deciso di raccontare. Per mostrare al lettore le procedure e le tecniche di polizia che venivano applicate durante lo shogunato, la voce migliore è quella di un poliziotto; ciò vale anche per spiegare le dinamiche e le tensioni – legali e non – che si sviluppavano all’interno di una comunità urbana giapponese dell’epoca. È attraverso Ishida che viene portata avanti la vicenda, ne è lui il motore fino al finale sorprendente e inaspettato.

Alla perizia narrativa, come sempre, Sakai ne affianca una altrettanto straordinaria di stampo grafico. A cominciare dalla galleria sempre vasta dei personaggi, comprimari e antagonisti, tutti dettagliatamente caratterizzati da una serie di particolari fisici e fisionomici che ne delineano perfettamente psicologie e caratteri.
La cifra stilistica di Sakai, poi, è unica. In una classica griglia a tre strisce, che raramente ma con intelligenza si apre a immagini a tutta pagina, il bianco e nero dell’autore si sviluppa attraverso una linea chiara che delinea i personaggi con pochi tratti essenziali ma efficaci.

Il segno è vivo, vibrante. I contorni chiusi che delimitano i personaggi entrano in una relazione/opposizione con i tratteggi e le campiture che caratterizzano gli ambienti, curati nel dettaglio, creando volume e profondità: un contrasto che arricchisce tanto le figure quanto le scene.
Il tratto cartoonesco che è proprio di Sakai e il “gioco” con il lettering con cui indica la morte di alcuni personaggi, evitando di metterne in evidenza la componente fisica, smorzano gli elementi più drammatici del racconto senza tradire il pathos o la violenza richiesti dalla narrazione, avvalorando anzi la tesi che uno stile lontano dal realismo possa raccontare con la stessa drammaticità di uno naturalistico.

Kirishitan è la conferma di come, seppur con trentacinque anni di vita editoriale sulle spalle, Usagi Yojimbo sia ancora oggi un personaggio fresco e vivo con tante storie da raccontare. Il merito va a Stan Sakai e alla sua voglia di raccontare storie che divertano e insegnino anche qualcosa.

È degna di essere menzionata anche la bella edizione italiana di ReNoir Comics: un volume dalla carta pregevole che fa risaltare il segno dell’autore, con un lettering curato pari a quello che Sakai stesso dedica ai suoi fumetti in originale. Racchiusi dalla copertina cartonata, il lettore trova le sette parti della storia, gli appunti di Sakai, una breve storiella e la gallery con copertine e poster.

Abbiamo parlato di:
Usagi Yojimbo – Kirishitan
Stan Sakai
Traduzione di Fabio Bernabei
ReNoir Comics, 2019
200 pagine, cartonato, bianco e nero – 19,90 €
ISBN: 9788865672303

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