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Tra satira e creatività: intervista a Francesco Tullio Altan

A Cartoomics 2018 è stato premiato con il Cartoomics Artist Award: Altan, lo storico fumettista satirico e autore della Pimpa, è stato uno degli ospiti d’onore della fiera milanese, e per l’occasione lo abbiamo intervistato.
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Francesco Tullio Altan è nato nel 1942 e ha frequentato la facoltà di Architettura a Venezia. Ha lavorato come scenografo e sceneggiatore per il cinema a Roma. Si è trasferito nel 1970 a Rio de Janeiro, dove ha creato per un quotidiano locale il suo primo fumetto per bambini. Nel 1974 ha iniziato a collaborare come cartoonist per i giornali italiani. Tornato in patria nel 1975, si è stabilito prima a Milano e poi ad Aquileia dove tuttora vive.
Tra le sue creazioni più note la cagnetta Pimpa, l’operaio Cipputi e i fumetti “adulti” per linus. Famose anche le vignette di satira politica diffuse da Panorama, l’Unità, Cuore e L’Espresso.
La sua produzione è stata raccolta in volumi da diversi editori (Bompiani, Rizzoli junior, Mondadori ragazzi, Milano Libri, etc).
Alla venticinquesima edizione della fiera del fumetto milanese Cartoomics Altan è stato premiato con il Cartoomics Artist Award, e abbiamo quindi deciso di fargli qualche domanda.

Buongiorno signor Altan, e grazie per averci concesso questa intervista.
La sua satira ha creato un immaginario. Crede che le figure e le maschere che lei ha creato abbiano aiutato le persone a pensare il mondo e il senso della politica?
Be’, penso che quella sia la speranza non solo mia, ma di ogni autore. È uno degli obiettivi della satira. Non saprei dire con esattezza se ci sono effettivamente riuscito.

Uno dei personaggi più celebri delle sue vignette è Cipputi, l’operaio metalmeccanico comunista: nell’attuale panorama socio-politico italiano pensa che sia una figura ancora attuale? In caso contrario, quale potrebbe essere il suo corrispettivo odierno?
Sicuramente non è più attuale come lo era a metà degli anni Settanta, quando il personaggio apparve per la prima volta. Quello era un periodo completamente diverso e anche la figura dell’operaio inquadrato in quel modo è figlia di quei tempi. Ma se Cipputi in senso stretto non è più attuale, lo è lo spirito che lo animava, che si può comunque ritrovare anche oggi.

È ancora possibile fare un’efficace satira politica, oggigiorno? E qual è la funzione del fumetto satirico, secondo la sua visione?
Non è semplice, ma direi di sì. I tempi sono cambiati anche sotto questo punto di vista, e così anche il modo di fare informazione dei giornali, per esempio, ma la satira continua ad avere il ruolo di osservatrice della realtà.

Qual è la funzione dello stile grafico, nell’impostazione della vignetta satirica?
Inizialmente partivo proprio dal disegno e da esso costruivo la battuta della vignetta. Con il tempo ho cominciato a fare il contrario, ma il tratto rimane importante per quello che deve comunicare la vignetta.

Nel corso della sua carriera ha anche realizzato alcuni fumetti biografici dedicati a importanti figure storiche: in questi casi come si contestualizza la creatività dell’autore, alle prese con fatti e personaggi storici?
In quelle occasioni interviene il gusto per la parodia. Mi sono divertito a lavorare all’interno della realtà storica, potendo giocare con qualche piccola variazione. La creatività quindi si ritrova nel sapersi muovere in modo personale all’interno dei fatti.

Uno dei suoi personaggi più noti in assoluto è la Pimpa. Come si concilia la sua tagliente vena satirica con un personaggio così candido e innocente, creato apposta per l’infanzia?
Ho creato la Pimpa in un secondo momento della mia carriera, quando è nata mia figlia e ho voluto realizzare qualcosa che fosse rivolto a lei, mentre prima mi ero concentrato su un fumetto dedicato ai più grandi.
Per me il personaggio rappresenta il mondo come dovrebbe essere, che si sperimenta nell’età dell’infanzia, quando gli occhi del bambino mostrano la realtà in una maniera più fantasiosa e semplice. A questa visione si contrappone il mondo come è, che inizia a mostrarsi all’individuo man mano che cresce.

È casuale che in tante delle sue vignette sono le donne ad avere l’ultima parola, la battuta lapidaria? Le sue vignette rispecchiano la peculiarità della figura femminile nella società o è piuttosto un suo tentativo di riaffermarne l’importanza oggi – per varie e anche tragiche ragioni – appannata?
No, non è casuale. Ritengo che le donne siano molto più concrete degli uomini, abbiano una personalità molto più solida che permette loro anche di essere meno facilmente ingannabili da determinate situazioni. In tal senso, lasciare a una donna l’ultima parola nelle mie vignette rispecchia semplicemente la mia visione del mondo femminile.

A Cartoomics 2018 sarà premiato con il Cartoomics Artist Award. Guardandosi indietro, che bilancio si sente di fare della sua carriera?
Direi che non posso lamentarmi. Per circa 45 anni ho potuto svolgere un lavoro che mi piaceva, e che continuo a svolgere tuttora con soddisfazione. Ho ancora diverse idee per i fumetti e le vignette che realizzo e anche questo è un aspetto che mi rende felice.

Ringraziamo ancora Altan per averci concesso quest’intervista.

Intervista realizzata telefonicamente l’8 marzo 2018.

Andrea Bramini

Andrea Bramini

(Codogno, 1988) Dopo avere frequentato un istituto tecnico ed essersi diplomato come perito informatico decide di iscriversi a Scienze Umane e Filosofiche all'Università Cattolica del Sacro Cuore, dove a inizio 2011 si laurea con una tesi su "Watchmen". Ha lavorato per un'agenzia di pubbliche relazioni ed è attualmente impiegato in un ufficio.
Appassionato da sempre di fumetti e animazione Disney, ha presto ampliato i propri orizzonti imparando ad apprezzare il fumetto comico in generale, i supereroi americani, i graphic novel autoriali italiani ed internazionali e alcune serie Bonelli. Ha scritto di queste passioni su alcuni forum tematici ed è approdato su Lo Spazio Bianco nel 2011, entrando qualche anno dopo nel Consiglio direttivo.

Angela Pansini Valentini

Angela Pansini Valentini

Molfetta (BA), classe 1981.
Si è laureata in Editoria e Giornalismo e in Scienze dello Spettacolo, presso l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
Ex giornalista pubblicista, tra il 2003 e il 2013 ha collaborato con diverse testate in ambito locale.
Dal 2010 ha iniziato a interessarsi di Fumetto, scrivendo per Temperamente, Leggere:Tutti e LettereVive.
A partire dal 2014 è entrata a far parte stabilmente della redazione de Lo Spazio Bianco e dal 2018 di Fumo di China.
Ha firmato il saggio dal titolo "Analfabetismo" per Le parole sono importanti, pubblicato da DOTS Edizioni.
Nel 2011 ha fondato il Club del Libro di Bari e ne ha coordinato le attività, con passione e grande successo, sino al 2021.

Simone Rastelli

Simone Rastelli

(1966) Lettore disordinato e onnivoro, è particolarmente interessato alla diffusione del fumetto al di fuori del pubblico di appassionati. Nelle sue riflessioni, affronta e sfrutta le opere come serbatoi di punti di vista sul mondo e come esempi di meccanismi narrativi. La sua missione è portare il fumetto in tutte le case, a grandi e piccini. Collabora con Lo Spazio Bianco dal 2002: è stato responsabile delle Brevisioni dal 2011 al 2015 e caporedattore fra il 2012 e il 2015. Attualmente, è uno dei revisori (proof reader) del sito. Ha pubblicato Guida non ufficiale a Sandman (Edizioni NPE, 2021) e I mondi di Tintin (Resh Stories, 2022).

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