Thor & i Nuovi Vendicatori#123

di AA VV
, giu. 2009 – 80 pagg. col. spil. – 3,30euro
Sono di scena in questo numero dei New di Bendis e Tan gli Illuminati: Bendis inizia a dare una spiegazione di come è stato possibile per gli Skrull infiltrarsi nelle file dell’umanità senza destare sospetti. La serie si mantiene ben scritta e ben disegnata, con un Tan che non disdegna tavole dalla costruzione innovativa e sperimentale (soprattutto le prime dell’episodio) ma ormai è chiaro che fino all’ultima vignetta dell’ultimo numero di “Secret Invasion” e dei suoi tie-in la situazione non sarà perfettamente chiara. E chissà se dopo lo sarà. Sicuramente la palma della migliore storia dello spillato Panini va all’undicesimo episodio del di Straczynski e Coipel, che continuano a mostrarci l’irrequietudine del popolo asgardiano e della vita nella prigione sempre più “dorata”, costruita appositamente sulla Terra dal loro re Thor. Come se non bastasse, , sempre in veste femminile, continua ad infiammare l’animo del giovane Balder e ad aizzarlo contro Thor, mentre questi incontra il fantasma di . Straczynski continua a dimostrarsi scrittore perfetto per questa serie sempre più intimista, lontano dal frastuono caotico che sta avvolgendo le altre serie Marvel legate maggiormente a “Secret Invasion”. Quasi come se questa serie fosse una terapia del supereroe e della solitudine che provano i potenti. Disegni di Coipel stavolta un po’ sottotono. Chiude Capitan America, prima con il finale della terza saga dedicata alla sua morte, sempre a firma Brubaker e Epting e poi con una storiella breve e abbastanza inutile scritta da per le matite di Jeremy Haun. Il finale della saga dedicata al Teschio Rosso non chiude totalmente tutte le sottotrame aperte da Brubaker e si sa che nel futuro torneranno sia il Teschio Rosso che il Dottor Zola. La serie è sempre intrigante, ma bisogna dire che come sta avvenendo nel suo lavoro con , Brubaker pare abbia perso qualcosa in mordente e che alla volte trascini un po’ le sue storie, anche se i dialoghi e le didascalie del nuovo Cap sono sempre ottimi. (Salvatore Cervasio)

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