
Nella novella “L’uomo dal fiore in bocca”, Luigi Pirandello racconta di uomo che, messo di fronte alla propria imminente mortalità, si scopre incantato di fronte alla meraviglia di gesti apparentemente banali, come fermarsi a parlare con uno sconosciuto oppure dalla cura con cui i commessi di un negozio confezionano prodotti in prossimità del Natale.
È il dicembre 2023 e Michael, il protagonista di The Deviant, miniserie scritta da James Tynion IV e illustrata da Joshua Hixon, viene sorpreso dal suo compagno Derek mentre è assorto nel guardare i commessi di un centro commerciale durante il periodo natalizio, in quello che scopriremo essere il loro ultimo momento di serenità.
L’incipit Pirandelliano, non importa se voluto o meno dal suo autore, ben racconta un fumetto nel quale le maschere che le persone indossano e la realtà che viene costruita attorno a loro hanno un ruolo determinante nello sviluppo di una trama che unisce le dinamiche narrative di un racconto slasher a quelle di un thriller psicologico nel quale il protagonista, un fumettista in questo caso, intervista il mostro per ricavarne un lavoro personale.
Tynion, autore della premiata serie Something is killing the children, con The Deviant si diverte a giocare con rimandi a classici del cinema e della letteratura di genere come Il silenzio degli innocenti o Halloween, ma se i semi sono comuni, la pianta che emerge è di altro tipo.

L’ambiguità di un racconto natalizio, intriso di tensione ed efferati omicidi, viene resa con attenzione da Joshua Hixon che cura disegni e colori in modo che l’atmosfera natalizia, tanto nei flashback che nel presente, precipiti improvvisamente in un incubo nel quale i corpi delle vittime diventano decorazioni natalizie oscene.
La scrittura di Tynion prevede il ricorso anche a ricordi di Michael e pure in quel caso, elementi gioviali che raccontano di un giovane uomo sospeso tra dubbi ed esplorazioni della propria sessualità si intrecciano a fatti che ne sporcano l’innocenza, mettendolo in prima linea nel momento stesso in cui nuovi omicidi con dinamiche analoghe riprendono a distanza di 50 anni.
In un racconto metatestuale per cui nel fumetto si racconta di un fumetto nato dagli incontri tra Michael e Randall Olsen, recluso per gli omicidi di Natale consumati nel 1973, i delitti sono lo strumento per analizzare le prigioni sociali nelle quali tutti i protagonisti sono segregati.

L’eroico agente che 50 anni prima ha assicurato alla giustizia il mostro è condizionato dalla propria omofobia, Michael invece scopre a sue spese quanto basti poco per non riconoscersi nelle persone che gli stanno attorno, 1973 o 2023 cambia poco alla fine, mentre lo stesso agente federale che indaga sui nuovi omicidi vede messa in dubbio la propria competenza a causa di una velleità da poco come unghie curate e colorate di verde.
Al centro di un lavoro nel quale ogni personaggio è alla ricerca di un ruolo emerge Derek, il compagno di Michael che si trova ad affrontare paure e timori armato di una sola certezza, l’innocenza dell’uomo a cui è legato, e una ferrea volontà per fare in modo che ritorni.
Michael invece vede in Randall l’occasione per indagare sé stesso, la propria crescita. Parte dalla volontà di definire la distanza tra lui e un uomo capace di delitti che ne hanno fatto un mostro per trovarsi stupito dalle affinità con una persona che, vista con occhi nuovi, ha solo amato in un mondo che non glielo permetteva.
Forse manca un ulteriore approfondimento e una spinta su ragioni e gesti dei protagonisti ma al netto di un passo mancato, i livelli di lettura sono ben curati per un fumetto che parte soprattutto con l’idea di essere di intrattenimento.

Il racconto, che solo marginalmente punta a indagare su innocenza o colpevolezza di Randall lasciando al lettore, ancora in ottica pirandelliana, la libertà di decidere quale sia il tipo di verità a cui credere, si concentra molto di più su dinamiche sociali che tornano a ripetersi anche a distanza di dieci lustri in una provincia americana; la Milwaukee di Happy Days, che sebbene immersa nel XXI secolo si scopre a ritenere l’omosessualità una deviazione abbastanza grave da trasformare un uomo in mitomane prima e, successivamente e sulle orme del proprio modello, sfacciatamente orgoglioso della sua natura e rassegnato al suo destino da recluso, in omicida.
Tynion conferma il suo talento nel confezionare una trama che non perde mai ritmo e tensione ottenendo un fumetto che non si limita a omaggiare opere di genere ma realizza un prodotto originale, nel quale anche il terzo atto è costruito con cura fin dalla prima tavola.
Sebbene sporcato di sangue e denso di miserie umane, The Deviant è una paradossale ma ben riuscita storia natalizia in cui la tensione è il mezzo, una slitta trainata da corpi mutilati abitata da un Babbo Natale sadico, che porta a un regalo finale, come a chiudere il cerchio aperto con le tavole iniziali, incartato male e per questo ancora più speciale.
Abbiamo parlato di:
The Deviant, Libro primo
James Tynion IV, Joshua Hixon, Hassan Otmane-Elhaou (lettering originale)
Traduzione di Simone Roberto
Edizioni BD, 2024
136 pagine, brossura, colori – 16,00 €
ISBN: 9788834931783
The Deviant, Libro secondo
Traduzione di Simone Roberto
Edizioni BD, 2025
136 pagine, brossura, colori – 16,00 €
ISBN: 9788834933473
