
L’Editore (e sceneggiatore) Sergio Bonelli decise di iniziare la pubblicazione, nel 1988, di un volume speciale fuori serie dedicato a Tex inaugurando una serie vera e propria che annualmente vedeva stampata in formato più grande del normale una storia disegnata da un artista (almeno all’inizio questa era l’idea) che nulla avesse ancora avuto a che fare con un albo di Tex. La lista dei disegnatori che hanno contribuito alla realizzazione della serie si arricchì, nel 2001, del nome di Joe Kubert. Il Texone di Joe Kubert, scritto da Claudio Nizzi e intitolato Il cavaliere solitario, fa storia a se nella collana: in primis è il Tex più americano che si sia mai visto se non fosse altro perché è disegnato da un americano che in passato ha avuto a che fare anche con il genere western; in secondo luogo la storia è una di quelle storie “a solo”, senza il contorno di pards (il figlio Kit, l’amico Kit Carson e Tiger Jack) che raramente si sono viste nella serie regolare scatenando in quei rari casi qualche protesta dai lettori. Per ultimo va ricordato che, strutturato per consentirne la pubblicazione in Usa come se una miniserie di quattro albi, il megavolume (oltre 220 pagine di fumetto) è stato scansito temporalmente come una storia in quattro parti facilmente separabili.
Con queste premesse Sergio Bonelli riuscì a coinvolgere Joe Kubert in un progetto interessante di commistione fra Tex, fumetto di genere tipicamente americano che ha avuto successo in Italia dopo essere stato realizzato da italiani (o comunque mai da americani), e la sensibilità artistica di un esperto realizzatore di fumetti spesso a suo agio nelle storie dure dove i personaggi sono provati dalle situazioni e dai momenti storici.
Ne viene fuori una storia molto rapida, dalla trama dal risultato scontato ma sviluppata con abilità, nella quale Tex vendica (non è la prima volta e non sarà l’ultima) l’uccisione di innocenti riacciuffando (e spesso uccidendo) i colpevoli. Una struttura, quella del “vendicatore solitario”, che, come indicato nelle pagine di introduzione al volume, ha sempre avuto un grosso appeal sui lettori di fumetti e amanti di film western. Parliamo, per intenderci meglio, dell’uomo che, comparso dal nulla, con il cappello che gli fa ombra sugli occhi sfuggenti, interviene per portare giustizia (sommaria) e poi scomparire di nuovo.

In definitiva un albo storico per molti versi che ci ha permesso di vedere all’opera su un personaggio tanto amato dagli italiani uno dei mostri sacri del fumetto statunitense.
Riferimenti:
Scheda dell’edizione americana: www.safcomics.com/publishing.shtml
Scheda dal sito kuvertsworld: www.kubertsworld.com/texBook.html
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Lo spunto narrativo, quello di fare di un “viso pallido” il capo di una tribù, indiana è abbastanza inverosimile da proporre ad un pubblico americano. ↩






