
Appena un anno dopo esordisce in edicola e fumetteria una serie “gemella”, dal titolo Tesori Made in Italy, il cui scopo è evidentemente speculare a quello dei volumi “internazionali” e che per impostazione sembra debitrice di un’altra rivista disneyana, uscita a partire dalla metà degli anni Novanta per conto di Disney Italia e che si occupava di trattare in ogni numero un diverso autore: I Maestri Disney.
Dalla chiusura di quest’ultima, avvenuta nel 2009, si sono avvicendati diversi tentativi di dare un seguito a quel tipo di pubblicazione, ma con esiti altalenanti: o non mettendo più al centro gli autori (Tesori Disney, ancora sotto Disney Italia) o non riuscendo a farlo in maniera organica né sufficientemente commentata (la serie aperiodica di “balenotteri colorati” nata sotto Panini Comics e cominciata con Topolino Black Edition).
Tesori Made in Italy, più della sua controparte International che ha già dimostrato di non essere vincolata all’equazione 1 numero = 1 autore, sembra invece porsi più decisamente su quel solco e, almeno dal primo numero, promette di essere un modo rinnovato e valido per ripresentare in modo competente alcune storie che hanno caratterizzato la carriera dei più importanti autori disneyani.
La formula di avvio si presenta in maniera insolita: tutti i primi 6 numeri della testata, infatti, saranno dedicati a Giorgio Cavazzano. Il motivo risiede nel fatto che il 2017 segna il cinquantesimo anno di carriera dell’autore, ma resta comunque una scelta particolare, che a fronte di una buona selezione di storie potrebbe costituire una sorta di abbondante essential reading di quanto realizzato dal disegnatore veneto.

Su tutte spiccano senz’altro Paperino e l’avventura sottomarina, scritta da Rodolfo Cimino, e Paperoga e il peso della gloria, su testi di Giorgio Pezzin, entrambi sceneggiatori che hanno costituito un sodalizio artistico duraturo e foriero di soddisfazioni con Cavazzano.
La prima segna l’esordio di Reginella, la papera aliena di cui Donald si invaghisce e con la quale vive una storia romantica segnata dalla grande sensibilità poetica del compianto sceneggiatore: la paperotta appare molto tenera nella raffigurazione che il disegnatore sceglie di darle, contribuendo in modo fondamentale all’incisività di un personaggio femminile carico di sentimenti contrastanti, visibili fin d’ora e che sono pronti a esplodere nelle successive avventure in cui compare.
La seconda è un congegno comico a orologeria: Pezzin prende lo strampalato cugino di Paperino, lo inserisce in un contesto particolare come un sottomarino militare e gli fa creare i danni più fantasiosi e divertenti possibili. Siamo negli anni Settanta e il tratto di Cavazzano è nel pieno della sua cosiddetta “fase techno”, dove il segno si fa estremamente dinamico, con tratti netti, personaggi slanciati, espressioni facciali estreme e vignette di grande impatto, soprattutto quando viene ritratto il sommergibile al centro della vicenda, del quale si possono osservare bulloni e giunture realizzati con grande perizia.

Meno significative sono Zio Paperone e la moneta disco volante, di Carlo Chendi, da ricordare però per l’esordio dell’investigatore Umperio Bogarto, e Zio Paperone e l’appuntamento sul Vesuvio, storia realizzata per il mercato francese su testi di Pierre-Yves Gabrion, nella quale abbiamo una buona prova per quanto riguarda l’aspetto della fattucchiera partenopea ma dove le quattro strisce sulla quale è impostata la tavola permettono al tratto di Cavazzano meno libertà espressiva.
Ad una selezione di storie che, per quanto perfettibile, si presenta come sensata e significativa, si accompagnano alcuni articoli firmati da Luca Boschi che pur svelando ben poco di inedito riescono in modo conciso ma competente a introdurre l’artista a un’ampia fascia di lettori, contestualizzando bene tanto il progetto generale di questi 6 volumi quanto i singoli fumetti contenuti in questo primo albo.
A queste introduzioni si aggiungono alcuni brevi pensieri scritti direttamente da Cavazzano, preziosi perché di prima mano e particolarmente sentiti, e diversi bozzetti a contorno dei contributi editoriali.
Se anche nei prossimi volumi la qualità dell’offerta rimarrà su questi livelli, questo lancio di Tesori Made in Italy potrà dirsi riuscito e i lettori potranno avere in mano un best of ragionato e commentato di quanto realizzato da Giorgio Cavazzano in Disney.
Nel frattempo il primo volume si connota come un’agile e riuscita introduzione all’autore valida tanto per gli esperti quanto per i neofiti.
Abbiamo parlato di:
Tesori Made in Italy #1 – Giorgio Cavazzano (1 di 6)
Giorgio Cavazzano, AA. VV.
Panini Comics, marzo 2017
194 pagine, brossurato, colori – 6,90 €
ISSN: 977253204690070001








Leggo solo ora questo interessante articolo.
Solo un appunto: “Zio Paperone e l’operazione galeone” era stata sceneggiata da Osvaldo Pavese.
Grazie della precisazione, abbiamo corretto l’errore!