Quello che la lettura di questo manga riporta alla mente è la melodia soave di Summertime sadness di Lana Del Rey, così in contrasto con l’intensità del testo.
Ed è proprio in questo modo che si presenta Summer ghost: copertine pastello per una storia che di sfumato non ha nulla.
Tomoya, Aoi e Ryo sono tre studenti delle superiori in apparenza normali, ma profondamente tormentati da eventi della vita che li hanno portati al limite. A farli incontrare è il fantasma dell’estate, ossia la leggenda metropolitana secondo la quale lo spirito di una giovane donna, morta suicida, appare in un aerodromo abbandonato quando si accendono dei fuochi d’artificio. Così prende il via la narrazione, che racconta l’estate dei protagonisti, foriera di un cammino che i ragazzi mai avrebbero pensato di percorrere e che infine li cambia nel profondo.

Un messaggio positivo, quindi, ma impastato e servito secondo lo stile nipponico: il finale non è necessariamente roseo per gli standard occidentali, né tantomeno definito. C’è del bianco nel nero, un’apertura nella chiusura, quella dualità in assenza di cui l’universo non può esistere e la realtà si riduce a mera utopia. Ecco, nel complesso l’opera ricorda le sceneggiature coinvolgenti di Makoto Shinkai (5 centimetri al secondo, Il giardino delle parole), condite alla melanconia e all’indefinitezza della narrazione di Haruki Murakami (Norwegian Wood, L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio).
La costruzione della storia, sceneggiata da Hirotaka Adachi sul soggetto originale di Loundraw, in alcuni passaggi sembra perdersi, o almeno diluirsi, giungendo poi in modo improvviso ad accadimenti che si sarebbero potuti sviluppare con maggiore approfondimento. Un difetto spesso comune alle opere brevi. Ma ci si fa caso solo in parte, grazie al pathos trascinante e al desiderio di saperne di più dei personaggi e delle loro vite, che vengono svelate a poco a poco, parallelamente al mistero del fantasma dell’estate.

Insomma, un’opera in due volumi che si legge in un battito di ciglia, ma che lascia dentro molto di più. Una lettura che racchiude in sé i sapori di fine estate e scivola con grazia nelle tinte un po’ malinconiche della stagione fredda.
“Credo che riflettere sul senso della vita o sulla natura della morte sia comunque sciocco, perché non c’è risposta. Quello che penso è che tutti dovrebbero vivere la vita con maggiore empatia. Spero solo che l’inverno che questi tre amici hanno condiviso insieme sia stato pieno di ricordi felici.”
– Yoshi Inomi
Abbiamo parlato di:
Summer ghost – voll. 1 e 2
Yoshi Inomi, Loundraw, Hirotaka Adachi
Traduzione di Nicola Angaran
J-POP, 2024
192 pagine, brossurato con sovraccoperta, bianco e nero – 7,50 € cad.
ISBN: 9788834927212, 9788834927441








