Siamo delle maschere: intervista a Davide Toffolo

Siamo delle maschere: intervista a Davide Toffolo
Davide Toffolo, frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti, è noto per il suo eclettismo artistico. Lo abbiamo intervistato insieme a Michele Casella, direttore artistico del Loop Indivisual Festival, di cui Toffolo ha realizzato l’artwork, in Puglia dal 5 marzo al 2 aprile.

Ideato dalla redazione di Pool Magazine e con la direzione artistica di Michele Casella, il Loop Indivisual Festival è tornato tra Bari, Lecce e Foggia per la sua quarta edizione, in programma dal 5 marzo al 2 aprile 2019. Il Loop Festival è un viaggio audiovisivo che, attraverso la proiezione di videoclip, cortometraggi, opere animate e musica, esplora i meccanismi di interazione tra audio e immagine.
Evento speciale sarà la serata conclusiva dedicata alla musica indie italiana mascherata, di cui dei Tre Allegri Ragazzi Morti sarà protagonista con un live acustico. A Toffolo è anche stato affidato l’artwork del Festival.

Abbiamo rivolto alcune domande a Davide Toffolo e a Michele Casella sul Loop Festival e non solo.

Davide Toffolo è uno degli autori più originali sulla scena italiana, con opere che riguardano sia il fumetto che l’animazione e in costante interazione con la sua attività di musicista. Toffolo è infatti frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti, band da lui co-fondata a Pordenone nel 1994. A lui si deve la nascita di riviste come Dinamite, Mondo Naif e Fandango. Il suo ultimo lavoro come fumettista è Il Re Bianco, pubblicato da Bao Publishing nel 2018.

Intervista a Davide Toffolo

Siamo delle maschere: intervista a Davide Toffolo_Interviste Nella locandina del Loop Indivisual Festival hai ritratto i musicisti che parteciperanno all’evento: come ti sei approcciato a questi ritratti/caricature?
Da qualche tempo lavoro in digitale. Mi piace fare una bella documentazione prima di partire. Poi faccio depositare la memoria e dopo comincio a disegnare. Il disegno mi prende poco tempo, i pensieri molto. Li ritengo più ritratti che caricature, anche se la mia visione sempre grottesca rimane. Cerco sempre una piccola invenzione, un’idea. Così Lamar è diventato d’oro, ho invertito il colore della pelle ai componenti dei Massive Attack, ho reso un mostro unico gli Arctic Monkeys e io mi sono ritratto assieme a un cosplay.

Nell’evento del 2 aprile, in cui interverrai direttamente, si parla di “indie italiana mascherata”. Ritieni che il termine indie abbia ancora senso nell’attuale panorama musicale italiano e internazionale? È cambiato il significato da attribuirgli o i riferimenti musicali degli ultimi anni? 
La tua domanda è tendenziosa. D’accordo, in Italia è diventata una categoria, un genere. Il mercato ha bisogno di categorie e così INDIE, diminutivo di indipendente è diventata una vera e propria categoria. Ma questo te lo può dire chiunque. Io posso dirti in più che il sogno di libertà della rete è sempre più debole. Che la vera natura dei social si mostra oggi in tutta la sua potenza persuasiva e manipolatoria. Poi posso dirti anche che il percorso da me immaginato sull’indie mascherata, che va da noi Tre Allegri fino a Liberato, sarà eccitante e divertente, come la musica vera spesso è.

I video musicali del primo, del secondo e del quarto singolo estratti da Sindacato dei sogni, l’album dei Tre Allegri Ragazzi Morti uscito a inizio 2019, sono realizzati in animazione (e non è la prima volta nella carriera del gruppo). Come si sposano i disegni animati con la musica e con quello che volevate comunicare tramite i video? 
Siamo stati fra i primi gruppi italiani a lavorare in modo globale sulla comunicazione. Anzi, i Tre Allegri sono prima di tutto un laboratorio di comunicazione e hanno usato spesso i cartoni animati. Questi tre video sono stati realizzati da tre registi bravissimi. Il primo, per la canzone Caramella, è un viaggio psichedelico del regista Kabu sull’idea di maschera. Il secondo è di Michele Bernardi, la persona con la quale ho per primo realizzato video musicali, ed è una idea semplice sulla maternità. Una storia conosciuta da tutti e riattualizzata, piena di poesia e di ironia. Le nostre due armi migliori. Il terzo, Una ceramica italiana persa in California, è costruito con immagini tratte da una serie web in animazione di Marco Pavone, un regista che già aveva collaborato con noi e che qui mostra tutta la sua forza visiva e la sua incredibile tecnica. Come facciamo a tenere assieme musica e cartoni? Per noi è facile. Siamo delle maschere.

Siamo delle maschere: intervista a Davide Toffolo_Interviste

Nel 2016 era prevista la pubblicazione di tre storie inedite del tuo fumetto Cinque Allegri Ragazzi Morti, dopo la riedizione delle avventure storiche in formato comic book e a colori, ma non videro mai la luce. Puoi raccontarci qualcosa di quel progetto?
È il mio segreto. Anzi, lo svelo ora. Le storie nuove usciranno a fine anno. Saranno la continuazione delle nove storie classiche dei Tre Allegri Ragazzi Morti, un salto nel futuro. Ma di più non posso dire.

Graphic novel, comic books, fumetto seriale, popolare, “alto”, in edicola, fumetteria, libreria… tanti nomi e luoghi caratterizzano il fumetto nel 2019. Qual è lo stato di salute della Nona arte, secondo il tuo punto di vista di artista trasversale? 
Dovresti chiederlo a un dottore o a qualche esperto mercato. Io posso dirti, da lettore, che sono sempre felice di incontrare fumetti nuovi che non conoscevo prima.

Intervista a Michele Casella

Siamo delle maschere: intervista a Davide Toffolo_Interviste Per il Loop Festival sono stati scelti due fumettisti (Bacilieri nel 2018 e Toffolo quest’anno) per la realizzazione dell’artwork. Chiaramente il fumetto e la musica sono una parte importante della tua vita, ma come si legano fra loro – dal tuo punto di vista – queste diverse forme d’arte?
Sono decisamente convinto che oggi, per parlare di arte, sia necessario abbattere i muri di genere e ricollegarsi ad un concetto di ecologia dei media. La musica, che è sempre stata arricchita di contaminazioni non solo sonore ma anche visuali, si presta perfettamente a questo connubio per due ragioni fondamentali. La prima è che storicamente il supporto fonografico è stato marchiato a fuoco dalle copertine degli album, dagli artwork, dai booklet, dai gatefold e da tutto il merchandising che ha caratterizzato l’iconografia degli artisti. La seconda è che ogni singolo brano è oggi imprescindibilmente legato alla multimedialità, che ritroviamo sia nella fruizione smaterializzata di Spotify sia nelle opere audiovisive che guadiamo attraverso smartphone, tablet, pc, televisione, etc. Il fumetto e l’illustrazione si posizionano perfettamente nel mezzo di questa rivoluzione quotidiana, perché ha sia la capacità di reinterpretare l’identità artistica dei musicisti sia di rafforzarla grazie alla potenzia dell’arte sequenziale.

Per quale motivo la scelta è ricaduta, come dicevamo, prima su Bacilieri e poi su Toffolo per questa collaborazione e in che modo si è articolato il lavoro con loro?
Be’, innanzitutto contano i miei gusti personali e l’affezione che ho verso questi due eccezionali autori. Penso che Bacilieri sia semplicemente uno dei disegnatori più importanti di questa generazione, e non parlo solo a livello nazionale. La sua capacità compositiva ed il suo tratto rappresentano un’ispirazione continua, soprattutto perché lo giudico capace di unire la grande tradizione del fumetto nazionale con il meglio delle nuove narrazioni contemporanee. La scelta di quest’anno è ricaduta su Toffolo perché con lui andavamo sul sicuro. Si tratta non solo di un autore capace di intrecciare stili internazionali con estrema scioltezza, ma il suo essere musicista e leader di una band rock come i Tre Allegri Ragazzi Morti lo rendeva perfetto per il progetto di Loop. Apprezzo molto la sua attitudine a restare fondamentalmente alternativo – sebbene ormai possa considerarsi una specie di star per il mercato nazionale – e resto sempre sorpreso dalla sua cifra stilistica. I suoi ritratti, poi, sono come delle splendide cover musicali, ti restituiscono l’essenza del concept artistico ma lo reinterpretano in maniera unica ed originale.

Intervista realizzata via mail fra il 7 e il 13 marzo 2019.

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