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Rusty Dogs #41 – Ciò che si lascia (Longobardi, Detullio)

13 Agosto 2015
Fabio Detullio accompagna Emiliano Longobardi nel quarantunesimo numero del webcomic noir Rusty Dogs.
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RD41_coverCiò che si lascia inaugura l’ultima decina di numeri che segnano l’epilogo di Rusty Dogs e, come l’episodio #40, è un’altra storia di confronto tra personaggi.
Emiliano Longobardi non ha mai nascosto che il dialogo trai i protagonisti e la staticità voluta delle ambientazioni sono due degli elementi fondanti del suo webcomics, ma le varie declinazioni che ha saputo dare nel corso del tempo a questi fattori hanno assicurato alla serie una costante originalità.
Non fa eccezione questo #41, dove la narrazione gioca sul rapporto padre-figlio, in un modo che si esplicita a sorpresa solo nell’ultima tavola e che propone, in modo originale, un topoi classico della letteratura: quanto le colpe e gli errori dei padri possano ricadere sui figli.

Ad accompagnare le parole dello sceneggiatore troviamo ai disegni Fabio Detullio (Davvero, Lukas), capace di giocare con la gabbia delle tavole e con le inquadrature, assecondando la linea narrativa di Longobardi. Detullio possiede un eclettismo grafico che si concreta in alcune scelte di efficace impatto visivo, quali le stecche da biliardo che diventano le “sponde” della parte finale di tavola 3 e il layout della pagina finale, quasi il tappeto nero e non verde del tavole dove scorre la palla 8, noir per antonomasia del gioco.
Meno efficace, più per questione di gusto personale, la scelta della forte rassomiglianza di uno dei personaggi a un famoso attore cinematografico, un elemento che comunque non inficia la riuscita di questo episodio di Rusty Dogs.

Abbiamo parlato di:
Rusty Dogs #41 – Ciò che si lascia
Emiliano Longobardi, Fabio Detullio
http://issuu.com/rustydogs/docs/detullio

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David Padovani

David Padovani

Fiorentino, classe 1972, svolge la professione di architetto. Grazie a un nonno amante della fantascienza e dei fumetti, scopre la letteratura fantastica e il mondo degli albi Corno della seconda metà degli anni '70.
Tex e Topolino sono sempre stati presenti nella sua casa da che si ricordi, e nella seconda metà degli anni '80 arrivano Dylan Dog e Martin Mystere e la riscoperta del mondo dei supereroi USA.
Negli anni dell’università frequenta assiduamente le fumetterie, punti d’incontro di appassionati, che lo portano a creare assieme ad altri l’X-Men Fan Club e la sua fanzine ciclostilata, in un tempo in cui di web poco si parlava ancora.
Con l’avvento del digitale, continua a collezionare i suoi amati fumetti diminuendo la mole di volumi cartacei acquistati, con somma gioia della compagna, della figlia e della libreria di casa!

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