Ritorno a Cervellopoli: intervista con Matteo Farinella

Ritorno a Cervellopoli: intervista con Matteo Farinella
Matteo Farinella, neuroscienziato, ricercatore e fumettista, torna a parlarci della nuova avventura nel cervello umano pubblicata per Editoriale Scienza.

ramon-non-ha-sonno-cop-webOspitiamo nuovamente, tra le pagine de Lo Spazio Bianco, Matteo Farinella che da qualche anno coniuga la sua passione per le arti visive e il fumetto con la sua professione di ricercatore e neuroscienziato. Farinella ha da poco pubblicato, per Editoriale Scienza, la seconda avventura del neurone Ramon a Cervellopoli, un progetto divulgativo che vuol introdurre i giovani lettori ai complessi e meravigliosi meccanismi che sono alla base del funzionamento del cervello e del sistema nervoso umani.

Ciao Matteo e ben ritrovato da queste parti.
Ripartiamo dal punto in cui ci eravamo lasciati nell’ultima chiacchierata qui su Lo Spazio Bianco. Al tempo – era il 2017 – nei progetti in cantiere che menzionavi alla fine dell’intervista, non parlavi di un nuovo ritorno nel “mondo” di Cervellopoli e invece eccoti qua. Quando è nata l’idea di questo seguito del progetto di spiegare ai più piccoli come funziona il cervello umano?
Cervellopoli è stato il mio primo libro per ragazzi. Volevo provare a scrivere un’introduzione al cervello per giovani lettori ma non sapevo se avrebbe funzionato e non avevo certo in programma di iniziare una serie. Ma, incoraggiato dal successo del libro (e da Editoriale Scienza), ho cominciato subito a pensare ad altre storie ambientate nello stesso mondo. Il materiale non manca di certo, sul cervello si potrebbero scrivere (e sono stati scritti) centinaia di volumi. La difficoltà è stata trovare un argomento che si potesse riassumere in 48 pagine, e allo stesso tempo offrisse qualche spunto narrativo.

In Ramon non ha sonno, tornano il neurone Ramon, protagonista di Benvenuti a Cervellopoli, e anche altri comprimari. L’approccio narrativo seriale vicino a Esplorando il corpo umano – che la volta scorsa citavi tra le tue influenze – diventa ancora più evidente e sicuramente il ritorno di personaggi già conosciuti può aiutare i giovani lettori a immergersi in questo nuovo argomento che tratti.
Sì, ho voluto continuare la storia del giovane neurone Ramon, ed anche il maestro Camillo fa una breve comparsa, ma spero che il libro possa anche funzionare come volume indipendente. Sto cercando di creare un universo che ricompensi i lettori più fedeli, ma che possa anche essere utile come materiale educativo, da leggere e rileggere in qualsiasi ordine. Per esempio, questo cervello appartiene ad una specifica bambina, ed è plasmato dalle sue esperienze (come la sua paura degli scorpioni) – ma non è necessario aver letto Cervellopoli per seguire la storia di Ramon non ha sonno. Ogni termine importante viene reintrodotto in questo volume.

Passando proprio al tema di questo volume, da dove nasce la scelta di dedicarti proprio all’esplorazione di che cosa succede nel nostro cervello quando dormiamo?
La domanda che cerco sempre di pormi prima di iniziare un nuovo progetto è: “perché i miei lettori dovrebbero essere interessati a quest’argomento? Che ruolo gioca nella loro vita?” Per uno scienziato che ha passato una vita a studiare una specifica materia, ogni dettaglio sembra importante ed il rischio è di scrivere una lunga lista di fatti senza nessun contesto. Ma per una bambina di 9-10 anni conoscerne l’anatomia del cervello, o la storia degli scienziati che l’hanno studiato non serve proprio a nulla.
Ho scelto il sonno perché è un’esperienza che facciamo tutti, quotidianamente, ma allo stesso mi permette di introdurre concetti scientifici abbastanza avanzati. Se ci pensiamo bene il sonno è una cosa molto strana: per quasi 1/3 della nostra vita perdiamo totalmente il controllo delle nostre azioni, e siamo in balia di strani sogni e memorie. Perché? Cosa succede nel cervello mentre dormiamo? A che cosa servono i sogni? Queste sono domande che ci facciamo tutti prima o poi, e mi piace pensare che leggendo questo libro qualche bambino possa rivalutare la prospettiva di andare a dormire!

L’approccio grafico e narrativo di Ramon non ha sonno è, a sommi capi, analogo a quello di Benvenuti a Cervellopoli, una via di mezzo tra fumetto e libro illustrato. Hai modificato qualcosa nel tuo approccio allo sviluppo di questa nuova avventura?
Sì, lo stile è essenzialmente lo stesso, inclusi i colori della mia amica Marie De Beaucourt. Visto che ha funzionato per il primo volume, non mi sembrava il caso di sperimentare troppo. Forse l’unica differenza è che in Ramon Non Ha Sonno ho incorporato ancora di più le tecniche del fumetto.
Quando cominciai a disegnare Cervellopoli ero convinto che il fumetto avesse una brutta reputazione nell’editoria per ragazzi, quindi ho cercato di creare qualcosa più simile ad un classico libro illustrato. Ma poi tutti lo hanno visto comunque come un ‘fumetto’ (probabilmente per l’uso dei balloons) e comunque i bambini non si preoccupano certo di simili distinzioni. Quindi in questo volume mi sono fatto meno problemi e quando mi è stato utile ho inserito alcune vignette ed altre composizioni un po’ più dinamiche. Sempre con moderazione, perché visto che la materia è complicata voglio che la lettura sia il più facile possibile.

Da dove si parte per riuscire a parlare a dei giovani lettori di un argomento così complesso come le neuroscienze? Come si fa a semplificare l’argomento senza renderlo semplicistico?
È da anni che cerco la risposta a questa domanda – e non sono sicuro di aver trovato una risposta soddisfacente – ma qualcosa che sto cercando di sviluppare sempre di più nei miei fumetti è l’aspetto narrativo. Molto spesso nella divulgazione scientifica adottiamo uno stile espositivo, come in un documentario o un libro di testo. Ma una lista di fatti difficilmente catturerà l’attenzione dei lettori meno attenti, anche se accompagnate da bellissime illustrazioni.
Una storia invece, per quanto banale, incoraggia sempre la lettura perché vogliamo sapere come va a finire (il cervello ha bisogno di risoluzione). Non è semplice intrattenimento. Alcuni scienziati hanno osservato che dei fatti risultano più convincenti, e più facili da ricordare, quando sono inseriti all’interno di una storia. Per questo cerco sempre di mettere dei personaggi al centro dei miei libri – con le loro emozioni, motivazioni, e conflitti – perché non solo rendano la storia più piacevole da leggere, ma credo che possano facilitare l’apprendimento.
Ovviamente non è facile, perché creare un personaggio spesso richiede un po’ di licenza artistica (come dare a un neurone braccia e gambe e farli passeggiare per il cervello) e gli scienziati per formazione guardano con sospetto a certe semplificazioni. Ma credo a conti fatti ne valga la pena.

Lo stile grafico e anche il tipo di narrazione che hai adottato nei due volumi per Editoriale Scienza ben si presterebbero a un adattamento animato di Ramon e degli altri tuoi personaggi che abitano il cervello e il sistema nervoso umani: hai mai pensato a un salto di linguaggio?
Magari! Sarebbe bello vedere Ramon prendere vita in un’animazione. Nella mia attuale posizione di ‘multimedia producer’ alla Columbia University ho cominciato a sperimentare un po’ con l’animazione, quindi forse non è un caso che il mio stile si stia evolvendo in quella direzione. Purtroppo – come saprai – un’animazione richiede ancora più tempo di un libro illustrato, quindi servirebbe squadra di animatori ed uno studio disposto ad investire in questo progetto. Non è qualcosa che potrei intraprendere da solo.

In questi quattro anni, oltre a Ramon non ha sonno, ti sei dedicato ad altre opere a fumetti?
Ho scritto una storia per ERCcomics – sui neuroni inibitori – e sto lavorando ad un altro breve fumetto per RIVA (l’agenzia fondata da Fiammetta Ghedini, dopo ERCcomics), ma per il resto mi sono dedicato di più all’illustrazione e l’animazione, appunto. Il fumetto rimane il mio formato preferito, ma il mio scopo principale rimane fare divulgazione scientifica ed il fumetto non è sempre il mezzo più adatto. Bisogna trovare l’argomento giusto e, soprattutto, un editore disposto a scommettere su un fumetto scientifico. Nel frattempo ho sperimentato anche con altri formati, come lezioni illustrate e il Tarocco.

Chiudiamo con la domanda di rito: quali sono i progetti che hai in cantiere a medio e lungo termine e hai già pensato a far proseguire il viaggio di Ramon alla scoperta di altri segreti del nostro cervello?
Come sempre la mia risposta sarà un po’ vaga. Non sono uno di quegli autori che ha sempre il prossimo ilbro già in cantiere. Dopo aver finito la maratona che è un libro illustrato, ho bisogno di prendermi una pausa e dedicarmi ad altri progetti più a medio-breve termine… ma ovviamente ci sono altri argomenti di cui mi piacerebbe parlare, sia per bambini (se il successo di Ramon continua) sia per i più grandi, e non solo nel campo delle neuroscienze. C’è un sacco di nuova ricerca, che credo avrà ripercussioni sulla nostra vita e vorrei diventasse più di pubblico dominio. Ma per ora non c’è niente di concreto, solo qualche schizzo e conversazioni con amici.

Grazie per il tuo tempo e la tua disponibilità, Matteo. Alla prossima!

Intervista realizzata via mail nel mese di settembre 2021

Matteo Farinella

Matteo FarinellaClasse 1984, bolognese, Matteo Farinella si è dapprima laureato in biologia a Bologna e poi ha ottenuto la laurea specialistica in neurobiologia alla Sapienza di Roma. Dopo il dottorato in neuroscienze, conseguito all’University College di Londra nel 2013, ha deciso di coniugare le sue conoscenze con la passione per il disegno, per rendere la scienza accessibile a tutti. Oltre a collaborare a diversi progetti di ricerca, Matteo ha vinto una borsa di studio alla prestigiosa Columbia University di New York, per approfondire il legame tra arti visive e divulgazione scientifica, in particolare come queste possano influenzare la percezione della scienza da parte del pubblico. Benvenuti a Cervellopoli (2017) e Ramon non ha sonno (2021) di Editoriale Scienza sono i suoi due libri di divulgazione scientifica per ragazzi. É anche autore di Neurocomic, pubblicata da (2014). [Biografia tratta dal sito di Editoriale Scienza]

 

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