
Nel mondo degli appassionati di questo sport-spettacolo si dice che: “negli USA il wrestling è una buffonata, nel Regno Unito è tradizione, in Giappone è uno sport e in Messico una religione”. È probabile che Matteo Casali avesse in mente tale massima al momento della creazione di questa miniserie nella quale La Cruz, wrestler dal piglio messianico, sembra avere un ruolo sempre più importante.
Il titolo è infatti un gioco di parole tra la “segunda caida” del wrestling messicano, il secondo dei tre round dei match, e il concetto cristiano del “secondo avvento”.
Seconda Caduta però non è concepito come sequel de La città delle Maschere, ma come un altro tassello che completa il mosaico di questo racconto corale che è Quebrada. Come succedeva anche nella prima miniserie manca, ovviamente per scelta, un protagonista che spicchi su tutti: Rey Negro, Pasión, Ultra Sombra e gli altri luchadores non sono altro che singoli elementi di un affresco più grande: quello della città di Quebrada.

Convincente la prova del duo “americano” (sia Casali che Bertilorenzi hanno lavorato parecchio con editori USA), che imposta il racconto sul formato – 22 pagine a colori – e sui ritmi tipici del fumetto statunitense.
Proprio grazie a questa formazione le pagine che sembrano funzionare meglio sono quelle maggiormente destrutturate, più affini all’impostazione comic-book, di quelle più strettamente ingabbiate, segno che gli autori hanno fatto propri determinati stilemi narrativi: interessante anche l’uso insistito delle didascalie nella gestione delle transizioni tra le diverse scene.

Rispetto alla prima miniserie, Seconda Caduta sembra presentarsi come un racconto unico più coeso, laddove La città delle maschere aveva una struttura più episodica e maggiormente slegata. Dalle ultime pagine di questo primo capitolo introduttivo si direbbe che le intenzioni siano quelle di realizzare un racconto hard boiled dal ritmo serrato, sulla falsariga del 100 Bullets di Azzarello/Risso.
Abbiamo parlato di:
Quebrada: Seconda Caduta #1
Matteo Casali, Michele Bertilorenzi, Stefano Landini
Radium, Aprile 2016
22 pagine, colore








