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I pesci non hanno sentimenti. Gli uomini fin troppi

Attraverso le avventure di Rino e Jonathan nella natura, Michele Petrucci ci accompagna in un viaggio nelle profondità dell'animo umano.
Articolo aggiornato il 22/09/2017

I pesci non hanno sentimenti. Gli uomini fin troppiRino, perdente, solitario, al limite dell’ossessivo-compulsività è un giovane che non appartiene a nessun luogo, è uno spettatore delle vite altrui. È diventato quel (poco) che è, più in contrasto a quello che i suoi genitori avevano pronosticato per lui, che per quello che sente realmente. Jonathan è invece la ribellione, lo spirito ebbro. È l’alternativo, il trascinatore, che vive sopra le regole ed ha l’entusiasmo per coinvolgere chi da lui non è impaurito.
Entrambi scappano da un mondo che non li soddisfa alla ricerca della libertà, probabilmente senza regole, nella natura selvaggia.

Ed entrambi entrano in contatto con una comunità nella quale le regole – apparentemente assenti – sono semplicemente diverse rispetto a quelle presenti nella civiltà dalla quale scappavano. Al contrario sembra che la comunità sia formata da persone che (ri)fuggivano da paure, da passati torbidi, da insoddisfazioni generali e che cercano nella lontananza della natura, nel rifiuto forzato della tecnologia, il momento di riscatto, ritrovando in situazioni e con modalità diverse, una analoga costrizione a quella lasciata precedentemente. “Caelum, non animum mutant qui trans mare currunt”.

E se la reazione di Jonathan è quella di comprendere tutto ciò e reagire “arrendendosi”, Rino si incaponisce, forse anche forviato dal nascente rapporto amoroso con Maia, sino ad entrare in contatto con la natura selvaggia che ha dentro se stesso. Uno scherzo del destino, per chi come lui era attratto (addirittura adepto!) delle teorie di Cesare Lombroso.

I pesci non hanno sentimenti. Gli uomini fin troppiNonostante la lettura proceda spedita, I pesci non hanno sentimenti è un fumetto fatto di spazi bianchi, di domande, di continui dubbi. Non esiste un narratore onnisciente, né l’autore che interviene con dei giudizi netti – un po’ come la natura stessa che si pone al di sopra di ogni giudizio, al fuori di ciò che noi contempliamo come “bene e male”.
C’è invece la voglia di insinuare dubbi, di non essere manicheo, di ribaltare alcuni convincimenti che nella nostra società sono diventati dei dogmi. La molteplicità dei temi trattati, i personaggi molto sfaccettati e umani, sono senz’altro i punti di forza del fumetto, in un continuo rimando di causa ed effetto dove ogni elemento della vita di Rino diventa un inizio per una nuova riflessione. Tale è il cibo – nel dualismo gusto/nutrimento -, il rapporto con i genitori, con la malattia, la scoperta della natura selvaggia e anche i rapporti all’interno della comunità.

Il tratto di Petrucci è forte, sinuoso. Si concentra sui volti, sulle espressioni: ogni tratto, ogni ruga è un momento brutto sulla pelle umana.
Le metamorfosi legate alla malattia, alla presa di coscienza, ma anche i colori più forti, le ombre sempre crescenti, rappresentano un climax visivo che accompagna il lettore sin dall’inizio del fumetto per culminare nel finale, spiazzante.
E se la persona, l’individualità, è la rappresentazione sempre presente all’interno del fumetto, gli sfondi compaiono in maniera fissa solamente nella seconda parte, dove è la natura a essere coprotagonista della vicenda, ad avvolgere completamente la comunità e Rino, a rubare la scena con la sua essenza, i suoi falsi silenzi.

I pesci non hanno sentimenti. Gli uomini fin troppi

In conclusione I pesci non hanno sentimenti è un fumetto intenso, profondo, che a più letture svela sempre più se stesso e pone al lettore sempre più domande interessanti, facendo del rapporto col cibo un incipit e un fil rouge ottimamente riuscito. Probabilmente nelle battute finali il libro avrebbe meritato un po’ più di respiro, ma è un peccato veniale.
Ci troviamo di fronte ad un’opera che su più livelli risulta stimolante per chi che cerca nel fumetto un modo per porre domande su ciò che ci circonda e su se stessi.

Abbiamo parlato di:
I pesci non hanno sentimenti

– Fandango – Maggio 2015
134 pagine, brossurato, bicromia – 16,00€
ISBN: 9788876182747

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