Ryoichi Ikegami è un mangaka dallo stile realistico e peculiare, noto a livello internazionale grazie a una serie di opere realizzate in collaborazione con altri autori: sue infatti sono le matite di Crying Freeman e di Sanctuary, scritti rispettivamente da Kazuo Koike e Buronson – due autori con cui ha collaborato in diverse altre occasioni – o ancora quelle del recente Trillion Game scritto da Riichiro Inagaki.
Con l’antologia di racconti brevi Oen, Star Comics pubblica una serie di lavori che rappresentano gli esordi di Ikegami, ma soprattutto una delle poche occasioni in cui si è occupato di realizzare fumetti in veste di autore completo.
Si tratta di nove storie, otto brevi e una divisa in sette capitoli (che dà il titolo alla raccolta), che coprono un arco di tempo che va dal 1966 (a quanto pare il primo lavoro pubblicato dell’artista) fino al 1972 e che permettono di osservare già una certa evoluzione nel tratto di Ikigami. Se l’approccio al realismo è evidente sin dai lavori più datati, il suo disegno mostra un’impronta più classica nelle sue prime opere: corpi e scenografie sono dettagliati e rigorosi, mentre i volti hanno una deriva grottesca e più caricaturale. Presto però il suo tratto si fa sempre più personale e sempre più riconoscibile.
La gamma di storie che affronta sono varie, ma divise principalmente in due filoni equamente distribuiti: le più vecchie sono ambientate nel Giappone coevo alla loro stesura, mentre per le successive sono storie collocate nel medioevo giapponese, tra contadini e samurai.
Ad accomunare i racconti, nonostante le differenti ambientazioni storiche, una propensione a focalizzarsi su drammi umani dai risvolti spesso crudeli e cinici. Gli scorci di umanità che ci presenta Ikegami si trovano ad affrontare l’ingiustizia e il sopruso in diverse forme, finendone sconfitti o soverchiati. La speranza latita, mentre l’egoismo e il fato si accaniscono e chiedono pesanti pegni.
Per Oen, figlia di contadini e madre, la storia si dipana in sette terribili capitoli il cui cuore centrale si svolge a cavallo del grande incendio che distrusse Tokyo nel 1657. La bellezza e l’ingenuità della protagonista la fanno finire vittima di abusi e tentativi di plagio che la spingono a un ultimo, terribile gesto disperato a caccia di amore.
Terribile è anche il destino di Tetsuji nel racconto Il fiore bianco sbocciato in terra, grazie al quale scopriamo una orribile consuetudine legata alla costruzione dei castelli dei nobili in epoca samurai e alla quale il protagonista si piega per il bene comune.
La Oni di Adachigahara è invece una storia di fantasmi dove un gruppo di soldati mette in mostra il lato peggiore dell’egoismo e dell’avidità.
Arriviamo al presente con la storia I piccioni impazziti, che è una sorta di Uccelli di Hitchcock virato sul tema della vendetta e del bullismo. La farfalla dal volto umano è un racconto orrorifico di morte e sacrificio, mentre Futaro mette in scena un racconto di lotta di classe carico di pessimismo.
Il mappamondo e Il liquido bianco sono ancora storie dai risvolti fantastici, quasi episodi di Ai confini della realtà in chiave nipponica, mentre la storia che chiude il volume – e che è in realtà la più datata: le storie sono ordinate nel volume dalla più recente alla più vecchia – ha nel titolo già esplicito il suo tema: Il senso di colpa.
Qualche storia sente sicuramente il peso del tempo e non mancano ingenuità sparse, ma in generale l’antologia offre racconti di notevole impatto in grado di colpire il lettore, spesso alle viscere. La raccolta ci permette inoltre di approfondire e scoprire aspetti inediti di un autore importante come Ikigami. A corredo del volume è presentata la traduzione di una sua intervista realizzata per la versione originale dell’antologia, in cui racconta dei suoi esordi.
Abbiamo parlato di:
Oen
Ryoichi Ikegami
Traduzione di Marco Franca
Star Comics, 2023
440 pagine, brossurato, bianco e nero – 18,00 €
ISBN: 9788822638328
