Nyarlathotep: adattamento in immagini sul confine del fumetto

Nyalrlathotep, edito da NPE, ci ripropone il classico racconto di Lovecraft per immagini in un "non" fumetto.

Nyarlathotep: adattamento in immagini sul confine del fumettoH.P. Lovecraft è uno di quegli scrittori che hanno generato un’eredità importante e virale. Oltre ai normali lettori che continuano ad avvicinarsi a questo capostipite della narrativa dell’orrore, colpisce il fatto che il suo mondo immaginifico fatto di divinità astrali e entità oltre l’uomo sia stato capace di diffondersi e impregnare un enorme numero di creativi, da scrittori a registi, da illustratori a musicisti. L’influenza e il riverbero delle visioni di Lovecraft sull’universo narrativo e quello pop moderno sono enormi e indiscutibili.

Il mondo del fumetto è ovviamente, ricco, ricchissimo di produzioni debitrici al solitario di Providence, principalmente in tre possibili filoni: l’adattamento diretto di sue storie (tra i grandi classici, gli adattamenti di Alberto Breccia), l’invenzione di racconti paralleli, sequel o apocrifi vari (bacino che ha conosciuto una notevole impennata negli ultimi anni, soprattutto grazie ad editori indipendenti come l’americana Avatar Press e il contributo di giganti come ), oppure l’ispirazione in creazioni originali (per offrire un esempio anche di questo caso, Hellboy di offre uno degli spunti tra i più rappresentativi).

Il volume Nyarlathotep, in uscita in Italia per NPE, si colloca nel primo filone, adattando in immagini il racconto omonimo di Lovecraft. L’operazione messa insieme da Rotomago, coadiuvato dalle illustrazioni di Julien Noirel è però un’opera di confine. Non è un caso se nel titolo abbiamo parlato di “adattamento in immagini”, perchè è difficile definire il volume del tutto come un fumetto, anche se sarebbe improprio definirlo un libro illustrato: siamo davanti a un vero e proprio ibrido, una creatura a metà strada tra i due mondi, come quelle tanto care allo scrittore americano.

La narrazione è in mano ad una serie di didascalie che ripropongono il racconto di Lovercraft. Sul testo, in questo senso, non ci sono adattamenti: quello che si legge nella frammentazione, pagina dopo pagina, è esattamente il racconto originale. Nessun dialogo, nessuna forma di reinterpretazione da un medium ad un altro.

Nyarlathotep: adattamento in immagini sul confine del fumettoPer quanto riguarda l’impostazione delle tavole, non è un caso che nel libro prevalgano le splash page, alternate a pagine composte da poche vignette molto regolari. Solo una tavola in tutto il volume ci presenta una composizione con qualche vignetta obliqua o la cui forma non sia un quadrato o un rettangolo.
Anche le sequenze narrative, passaggi in cui vignette e splash page ci raccontano un unica situazione consequenziale, un’azione compiuta o che coinvolga il protagonista come normalmente accade in un racconto a fumetti, sono limitate. Per la maggior parte del libro ci troviamo davanti immagini evocative che traducono in disegno la porzione narrativa racchiusa della didascalia. Quello che accade quando si realizza un’illustrazione piuttosto che quello che succede quando si realizza un fumetto.

I disegni diventano quindi un elemento a corredo che non aggiungono ingredienti al racconto, che non creano narrazione nella combinazione tra le parole e immagini, ma una linea parallela ed estremamente didascalica: vignette e tavole ci mostrano esattamente quanto espresso dalle parole, anche quando si tratta di scene ed elementi estremamente onirici.

Il disegno è estremamente realistico, pulito, sul limite del fotorealismo per ambientazioni, veicoli ed oggetti e con qualche reminiscenza da Richard Corben (soprattutto nei volti visti di profilo) e John Cassaday, così come i colori, la cui discesa verso gradazioni sempre più fredde contribuiscono a mantenere il senso di angoscia cercata dal racconto. Funzionano e sono adeguati alle atmosfere e ottima colonna sonora visiva per la storia anche negli stranianti passaggi in cui si fa accenno all’aliena componente mistica della narrazione lovecraftiana.

L’approccio utilizzato finisce per conferire al racconto un sapore di incompiuto o forse di preludio ad altro, lasciando la sensazione di aver letto qualcosa di fin troppo breve e monco. Un esercizio di stile, non del tutto freddo, ma che sembra il tentativo di travestire un artbook da fumetto.

Abbiamo parlato di:
Nyarlathotep
H.P. Lovecraft, Rotomago, Julien Noirel
Nicola Pesce Editore, 2016
58 pagine, cartonato, colori – 14,90 €
ISBN: 9788897141785

 

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