Le nuove autrici del fumetto italiano: Elisabetta Barletta

Disegnatrice, ha sviluppato il suo stile seguendo l'influenza della scuola salernitana. Si e' fatta apprezzare con la sua collaborazione alle testate John Doe e Detective Dante.
Articolo aggiornato il 11/11/2015

Le nuove autrici del fumetto italiano: Elisabetta BarlettaCi puoi raccontare il tuo incontro con il fumetto e quando è maturata la decisione di lavorare in questo campo?
L’incontro è nato, un po’ come per tutti i fumettari, quando da piccola leggevo il ” corriere dei piccoli” ed il “giornalino”… poi per lungo tempo,circa 10 anni, ho abbandonato i fumetti per innamorarmene definitivamente verso i 18 anni…é stato lì che ho deciso di voler diventare fumettista!

Ci parli dei tuoi esordi? Come li giudichi oggi?
Ho iniziato collaborando con l’edizioni Orione realizzando un paio di albi fantasy. L’esordio vero e proprio è stato con l’Eura Editoriale, precisamente con John Doe col quale c’é stata una lunga frequentazione… Sette albi, poi il numero uno di Detective Dante… diverse storie brevi e qualche copertina per Skorpio. Beh… Tecnicamente li giudico… con una “smorfia”, diciamo così… Nel senso che di tutte le tavole pubblicate ne salvo ben poche ma questo è normale e comune a tutti i disegnatori perennemente insoddisfatti! Per il resto devo dire che John Doe, in particolare, mi ha dato una grande visibilità, opportunità di crescita, e il grande successo che ha ottenuto mi ha fatto sentire parte di questo fenomeno…e ancora oggi provo una forte partecipazione ad ogni uscita in edicola….sono un po’ sentimentale!

Esiste una diversa sensibilità creativa tra un uomo e una donna? E questo secondo te si manifesta anche nelle opere finite?
Direi di sì… diverse teste… diversi risultati… ma medesime capacità… Ricordiamolo, giusto perché da donna sono portata a puntualizzare!

Le nuove autrici del fumetto italiano: Elisabetta BarlettaDalla tua esperienza, come sono viste le nuove autrici donne nel mondo del fumetto italiano? E secondo te all’estero (se hai avuto dei contatti) l’atteggiamento è differente?
Beh… Forse è una domanda da fare ai maschietti… che sono in netta maggioranza, sia in Italia che all’estero! In generale credo che sia ancora un po’ difficile integrarsi in un mondo… diciamolo “maschilista” ma tutto sommato il lavoro di qualità viene sempre apprezzato prima o poi indistintamente dai sessi.

Conosci o segui il lavoro di altre autrici all’interno del mondo del fumetto italiano?
Purtroppo ne conosco poche, soprattutto per questioni logistiche… Come per i colleghi d’altronde… Seguo il lavoro di alcune autrici che mi piacciono con lo stesso interesse che avrei se fossero uomini, ma con un briciolo di soddisfazione in più… Sarà per solidarietà femminile!

Ci puoi dire che tecnica e materiali utilizzi per realizzare una tavola e quanto è importante la documentazione e l’aderenza al reale nei tuoi fumetti?
Appartengo alla scuola della “linea chiara”, quindi semplicemente realizzo delle matite molto pulite, su cartoncino liscio, che ripasso a china con diversi pennarelli spesso con punte consumate ma che si piegano al mio volere! L’aderenza al reale è una scelta in cui la documentazione è fondamentale e spesso integrata nella sceneggiatura soprattutto se ci sono riferimenti precisi ad ambientazione o storici etc, etc. Diventa necessaria per capire come funziona un oggetto, ad esempio una macchina o una pistola, per rendere credibile quello che disegno. è un modo anche inusuale per studiare sempre qualcosa di nuovo…

A cosa stai lavorando adesso e quali sono i tuoi progetti futuri?
Attualmente collaboro con la Sergio Bonelli Editore, alla nuova miniserie di Pasquale Ruiu per la quale realizzero’ 3 albi… ho da poco iniziato il secondo… Poi chi lo sa… Per il futuro mi auguro “solo” di continuare a disegnare e raccontare storie!

Riferimenti:
Intervista a Elisabetta Barletta

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