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Nippon Monogatari: una lezione consapevole su imitazione e rielaborazione

9 Febbraio 2022
Elisa Menini, nel suo nuovo libro per Oblomov Edizioni, impiega tutta la sua abilità nel disegno per rivisitare la leggenda di Kintaro.
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Nippon Monogatari. La missione di Kintaro, pubblicato da Oblomov Edizioni, è il terzo volume dedicato alle leggende giapponesi da parte dell’autrice Elisa Menini. Questa volta, invece che affidarsi a una narrazione episodica fatta di più storie, viene rivisitata la leggenda dell’eroe Kintaro, bambino dotato di un enorme forza cresciuto dalla strega della montagna Yamauba. Kintaro deve salvare la madre da una malattia apparentemente mortale e per farlo è tenuto a scalare il monte Fuji, dove si dice risieda la fonte della vita eterna. Nel suo viaggio viene accompagnato da suoi amici animali: Kuma, un orso; Washi, un’aquila; Honpo, un uccellino; e un tanuki, cane procione diffuso in Giappone che notoriamente si ritiene abbia poteri metamorfici.

Se per quanto riguarda la scrittura il lettore, specialmente quello più familiare ai racconti che guardano alla mitologia e alla storia di Kintaro in particolare, si trova di fronte a una narrazione classica e a personaggi archetipici (l’eroe, gli aiutanti, l’antagonista, la donna da salvare, il vecchio saggio, ecc.), per quello che concerne la parte visiva non si può che rimanere colpiti dall’estrema abilità con cui Elisa Menini disegna e colora. Ogni pagina è realizzata per appagare la vista, in un costante e calibrato studio nella costruzione della tavola e nella scelta dei colori.
Nel primo caso, Menini si affida a una struttura molto libera ed è in grado di guidare lo sguardo del lettore sia grazie al posizionamento dei diversi elementi nelle vignette, sia attraverso quello dei balloon: anche nelle disposizioni più complesse che vanno a sfruttare le potenzialità e le specificità del medium fumetto, c’è sempre un suggerimento grafico che accompagna la lettura e favorisce l’emergere di alcuni dettagli nelle eccellenti composizioni generali.
Nel secondo caso, l’autrice adotta una selezione cromatica che guarda ai colori vividi e intensi delle stampe ukiyo-e, soprattutto al rosso derivato dal cartamo e al blu di Prussia, i colori che ne hanno definito l’immaginario nella percezione mondiale dell’arte giapponese.

Anche certe scelte di linea, di pose dei personaggi e di inquadrature si rifanno espressamente alle stampe su matrice di legno, ma non sono gli unici riferimenti a cui l’autrice guarda. Infatti, emerge chiaramente un debito verso Shigeru Mizuki (1922-2015), uno dei grandi maestri del manga del dopoguerra e autore del famoso Kitaro dei cimiteri (1959-1969), principalmente nell’uso di alcune soluzioni grafiche mutuate dalle sue opere. Due tra tutte si possono individuare nell’uso di un “effetto aerografo”, utilizzato per le scie di odori o per gli spruzzi dell’acqua, e nell’utilizzo di vignette tonde all’interno di vignette più ampie di diverse dimensioni, in cui viene inserito il volto di un personaggio – di solito il protagonista – che commenta quanto succede. Nell’opera, quindi, è presente una duplice influenza derivata dal Giappone, quella dell’arte tradizionalmente intesa e quella dei manga, che viene rielaborata per creare una miscela dal sapore divertente e post-moderno.

Elisa Menini, non solo con Nippon Monogatari ma anche con i precedenti volumi Nippon Folklore. Leggende e miti del Sol Levante e Nippon Yokai. Il gioco delle dieci storie, ha creato un preciso percorso artistico ricco di riflessioni sull’arte e sul fumetto. I concetti di originale, copia e imitazione sfumano per lasciare spazio a un ibrido che non si pone troppi problemi a rendere palesi le sue ascendenze, ma che al contempo si pone come marchio di fabbrica e punto di forza di un’individualità grafica e visiva ben delineata.

Come fa notare Micheal Lucken nell’introduzione al suo libro Imitation and Creativity in Japanese Arts: From Kishida Ryusei to Miyazaki Hayao, il concetto di originalità è stato costruito e idealizzato più nel contesto euro-americano che in Giappone. Infatti, per complesse ragioni storiche e culturali, l’arte giapponese premoderna, moderna e contemporanea, è meno propensa a nascondere il suo debito al passato, palesando in questo modo la pratica dell’imitazione (principio applicabile anche ad alcuni mangaka, che spesso rendono omaggio a opere o autori e autrici che stimano citandoli nei loro manga). Menini sembra quindi trattare la materia con questa disposizione mentale, strutturando così, fin dalla sua prima opera, il sistema filosofico che l’ha guidata nella realizzazione dei suoi fumetti.

In conclusione, Nippon Monogatari. La missione di Kintaro è un ottimo volume e un’appropriata conclusione all’ideale trilogia dedicata dall’autrice ai racconti folkloristici giapponesi, che conferma il suo talento e le sue qualità di disegnatrice, riempiendo di aspettative e curiosità per il suo futuro nel mondo del fumetto.

Abbiamo parlato di:
Nippon Monogatari
Elisa Menini
Oblomov Edizioni, 2021
128 pagine, brossurato, colori – 20,00 €
ISBN: 9788831459372

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