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Nessun Compromesso, Nessun Perdono. 50 Anni di Punitore

24 Luglio 2024
Panini Comics pubblica un'antologia di dieci storie per raccontarci l'Antieroe per eccellenza, Frank Castle AKA The Punisher
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P.: “Se non sparerai avrai una morte sulla coscienza. Una morte che avresti potuto impedire. Se sparerai, sarai un assassino.”
D.: “Che razza di scelta e’ mai questa…? “
P.: “Quella che io faccio ogni volta che premo il grilletto.”

In questo dialogo scritto da Garth Ennis per uno dei numerosi scontri tra Daredevil e il Punitore cogliamo l’essenza di Frank Castle e quello che probabilmente è uno dei motivi chiave per il fascino che emana. Vi è una certa primordiale purezza in un personaggio che rifiuta di scendere a patti. La morale dell’antieroe è fatta di assoluti 1: mette di fronte a una scelta che risulta in ogni caso colpevole, non consente nessuna assoluzione. È la scelta dell’Homme Revolté di Albert Camus, che “se non sceglie, sceglie il silenzio e la schiavitù altrui2, il silenzio oppure l’omicidio. Compromesso e redenzione sono impossibili nel mondo di Frank Castle.

Questa antologia ci proietta nel violento mondo del Punitore. Dieci storie per conoscere meglio il personaggio e ripercorrerne la vicende. Si va dalle origini, con Il Punitore Colpisce, storia di Gerry Conway pubblicata su The Amazing Spider-Man 129 del 1974 fino al 2022 con Il Re degli Assassini di Jason Aaron. Il volume segue una linea cronologica che mostra i momenti chiave della storia editoriale del personaggio. Non vengono compiuti grandi salti temporali, il che fa apparire la raccolta organica e ben strutturata. A introduzione di ogni storia dei brevi approfondimenti scritti da professionisti italiani del settore (tra cui Marco Rizzo, Giuseppe Guidi e Francesco Tedeschi) impreziosiscono l’opera, e fanno da guida attraverso il mondo di Frank.

Un mondo che è “alla rovescia” come afferma Frank stesso in una delle iconiche storie di Ennis: “Guardo la mia vita, e non riesco a ricordare un momento in cui tutto questo mondo del cazzo non fosse girato dalla parte sbagliata. Tutto sottosopra. Un mondo alla rovescia.” È così sin dalle prime storie dove, sebbene ancora grezzo, il Punitore già si distingue sia dagli altri nemici di Spider-Man (come ad esempio lo Sciacallo, con il quale lo vediamo collaborare nel primo racconto), ma anche dagli stessi eroi in calzamaglia con cui inevitabilmente finisce quasi sempre per scontrarsi. Intanto non ha nessun tipo di superpotere, se non il suo addestramento e la sua volontà indomita (molto simile a Batman sotto questo aspetto). Uccide, è vero, ma non lo fa perché immorale, ma anzi perché “troppo” morale e qualsiasi via di mezzo apparirebbe sbagliata. Il Punitore è ossessionato dal “fare la cosa giusta”, come lui stesso afferma sin dal primo racconto.

Ross Andru disegna nella prima apparizione del personaggio (con il contributo di John Romita Sr., non menzionato nei crediti) quello che diviene da subito il suo look tipico: abbigliamento militare completamente nero (qui ancora blu scuro) con l’eccezione dell’enorme teschio bianco sul petto e le cartuccere alla vita che ne compongono la mascella. Lo stile e i colori ancora non si adattano al Punitore, che qui è solo un comprimario, ma sono quelli classici di un fumetto di Spider-Man degli anni ´70.

La seconda avventura ci porta direttamente nella Dark Age, quel periodo della storia del fumetto dove gli antieroi come il Punitore hanno avuto un enorme successo e hanno rivoluzionato il genere, portando supereroi e fumetti nell´era moderna. E sono proprio delle icone di questa trasformazione gli autori di Spider-Man: Pericolo o Minaccia?: Dennis O´Neill con Frank Miller alle matite e Klaus Janson alle chine. Qui vediamo il Punitore ancora una volta alle prese con l’Uomo Ragno (anche se poi sarà più frequentemente Devil a offrire un contraltare alla spietata visione morale del personaggio). Nella storia di O´Neill Frank non ha ancora conquistato il suo ruolo da protagonista, ma le possibilità del personaggio sono evidenti ormai da tempo.

Possiamo riconoscere un Punitore più familiare ai lettori moderni in Cerchio di Sangue. Sono lo scrittore Steven Grant e il disegnatore Mike Zeck a consegnare finalmente al Punitore il ruolo da protagonista. I due gettano da subito Frank nella fossa del leone, aprendo la storia con il suo ingresso a Ryker’s Island, la prigione di massima sicurezza. Non sarà l’ultima volta che lo vedremo dietro le sbarre, luogo che gli è estremamente congeniale: non mancano i criminali da punire, lì dentro. Tra questi vi è anche una vecchia conoscenza di Frank, Mosaico, che cercherà di prendersi la sua vendetta. L’azione non manca, ma Zeck fa salire la tensione soprattutto con primi piani sugli sguardi dei personaggi e i giochi di ombre, mentre i monologhi interiori di Frank ci fanno conoscere da vicino il suo modo di pensare, dandoci un ritratto non di un maniaco assetato di sangue, ma di un giustiziere freddo, metodico, calcolatore.

Di pochi anni successivi è Domenica al Parco, primo capitolo per la serie War Journal. Carl Potts scrive la storia e si occupa anche dei disegni, aiutato da un ancora giovane Jim Lee. Aspetto piú interessante di questa storia è quello di portare avanti, sul fondo di ogni pagina, un racconto parallelo a quello principale che mostra, affidandosi solo alle immagini, la fatidica domenica a Central Park che ha segnato la vita di Frank. La sequenza a fotogrammi monocromatica, dove il giallo vivo iniziale lascia improvvisamente posto al rosso del sangue, sembra voler suggerire quello che sente Frank ogni giorno, ovvero il dover rivivere, in ogni momento, il massacro della sua famiglia. La storia principale lo vede invece alle prese con un compito imprevisto che lo distrae da una misteriosa missione da portare a compimento da solo.

Si arriva agli anni ´90 con Solo i Morti conoscono Brooklyn, numero 1 della serie War Zone. La storia, a firma di Chuck Dixon, mostra un momento chiave per Frank e offre l´opportunità di riflettere sulla possibilità, per il Punitore, di far parte di una squadra. Massimiliano Brighel ragiona, in un breve approfondimento, sulla capacitá del Punitore di relazionarsi con gli altri. Non sono mancati i tentativi con personaggi piú o meno affini alla filosofia di Castle (da Wolverine fino a Capitan America), ma ogni squadra che ha Punisher al suo interno sembra destinata a implodere. Lo vediamo, in questa storia, nel rapporto con Microchip, personaggio che per diverso tempo ha fornito il supporto tecnologico a Frank e l´ha aiutato a portare avanti la sua sanguinosa crociata. Qui il rapporto tra i due sembra si sia ormai rotto e Frank ritorna a essere il vigilante solitario che è sembra destinato a rimanere. John Romita Jr. regala alcune delle splash page piú d´impatto del volume, con un Punitore spietato e deciso che occupa quasi completamente lo spazio della pagina mentre svuota i caricatori sulle sue vittime.

La Morte dell´Universo Marvel, o come recita il più efficace titolo inglese, The Punisher kills the Marvel Universe, è la prima storia del punitore mai firmata da Garth Ennis che diventa, da lí a qualche anno, l´autore di riferimento del personaggio. Il titolo è lapidario e già dice tutto sulla trama che parte da una semplice premessa: che succederebbe se la rabbia di Frank non si fosse indirizzata verso i criminali ma contro i superesseri Marvel? Basta un piccolo cambiamento nella origin story del Punitore e la famiglia di Frank non muore più vittima collaterale di un regolamento di conti mafioso, ma perisce nel fuoco incrociato di una lotta tra supereroi e Skrull. La sete di vendetta di Frank si rivolge allora non verso ladri e assassini, ma contro tutti i personaggi Marvel. I disegni di Doug Braithwaite gestiscono bene i numerosi personaggi, ma appaiono poco ispirati, con colori spenti. Inoltre Braithwaite ha un approccio “pudico” che non rende giustizia al personaggio, che non vediamo mai compiere le azioni piú violente e letali che avvengono sempre “off screen”.

Di nuovo Ennis che con Bentornato Frank apre, negli anni 2000, quella che sará una delle run piú amate. Nella sua prima esperienza con Punisher Ennis gli faceva massacrare tutto l´universo Marvel; qui in un certo senso tiene fede a quell´idea. Ennis non ama particolarmente i supereroi e, se nella storia precedente lo dimostra facendoli massacrare uno a uno da Castle, in questa run li rende semplicemente irrilevanti. Sebbene Frank incontri e si scontri con icone Marvel quali Spider-Man, Daredevil e Wolverine, nel mondo del Punitore immaginato dallo scrittore nord irlandese i supereroi compaiono appena sullo sfondo e, quando Frank effettivamente li incontra, fanno una figura misera. Unica eccezione Matt Murdock, il piú umano tra tutti e quello, forse, piú vicino a Frank Castle sotto molti punti di vista. Non mancano peró personaggi grotteschi e sopra le righe, cosí come sono grottesche e sopra le righe molte delle situazioni che vivrá Frank sotto l´ala di Ennis.

Questo aspetto grottesco è ció che l’arte di Steve Dillon coglie con piú efficacia, purtroppo sacrificando altre sfaccettature. I disegni di Dillon non sono per tutti. I personaggi appaiono a tratti caricaturali, statici e quasi “gommosi” nella loro colorazione troppo definita. Questi, sebbene possano funzionare per i personaggi più “over the top” di Ennis (come Ma Gnucci o il Russo), poco si adattano all’atmosfera cupa e drammatica descritta da Ennis in altri frangenti. Concentrandosi sugli elementi grotteschi Dillon sacrifica le atmosfere più noir e realistiche. Paragoniamo ad esempio le storie disegnate da Dillon con The Cell, sempre di Ennis ma disegnata da Lewis LaRosa, che riesce a rendere certamente più giustizia alle atmosfere opprimenti e brutali dello scrittore. Altro artista che sa rendere onore al Punitore di Ennis è senza dubbio Goran Parlov, che sa bilanciare i personaggi più sopra le righe (come il suo Barracuda, gonfio di muscoli) con la “serietà” e la crudezza delle storie. Ennis segna un prima e un dopo per il personaggio e tutti gli autori successivi (come appare evidente dalle ultime storie del volume) devono confrontarsi con lui.

Salto in avanti di 11 anni con Punisher: One di Greg Rucka con i disegni del nostro connazionale Marco ChecchettoLa partenza è cinematografica e adrenalinica e viene affidata completamente ai disegni di Checchetto: un pranzo di nozze interrotto da una sparatoria che non risparmia neanche la sposa in abito bianco. Peculiaritá della storia di Rucka è proporre il Punitore in terza persona: cosí come aveva giá fatto, insieme a Ed Brubaker, con Gotham Central, anche qui non assistiamo alle vicende del Punitore, ma di comuni detective, le cui strade si incrociano con quelle di Castle. Detective modellati, almeno inizialmente, su William Somerset e David Mills, interpretati da Morgan Freeman e Brad Pitt nel thriller Seven.

Re delle Strade di New York, firma di Becky Cloonan con i disegni di Kris Anka, è un´avventura semplice ma solida, che vede Frank alle prese con problemi piú urbani e comuni (il furto della sua pistola, un compagno violento, piccoli criminali di quartiere). È una dimensione molto congeniale al Punitore che, mentre i supereroi salvano il mondo, pensa a punire i “vermi” che sfuggono al radar delle Rockstar come Iron Man o Thor. I disegni di Anka si adattano bene al racconto, accompagnandone i cambiamenti di mood, che vanno da momenti quasi comici ad altri decisamente piú cruenti.

E arriviamo all’ultimo Punitore con Il Re degli Assassini – Le Benedizioni della Guerra, scritto da Jason Aaron e pubblicato per The Punisher 1 del 2022. Forse la storia che lascerà piú l’amaro in bocca ai fan di più vecchia data e che rivela il problema che Punisher rappresenta per la Casa delle Idee di oggi. Qui vediamo il Punitore in veste di Ninja: Frank è stato infatti reclutato dalla Mano, la famosa lega di assassini. Questo va però a snaturare il Frank Castle cosí come si era definito in particolare a partire da Ennis. Per prima cosa lo priva della sua ambiguità rendendolo più simile a un villain (d’altronde l’avevamo già visto unirsi all´Hydra con Secret Empire nel 2017). Secondo punto critico è il campo d’azione, che si allontana dallo street level e da un´atmosfera più realistica, per tornare al livello mondiale e più sopra le righe comune a tutti (o quasi) i supereroi; questo priva il personaggio di uno dei suoi elementi più distintivi e intriganti.

L’allontanamento di Frank Castle dal mondo “reale” tradisce, come notano diversi autori, un imbarazzo e una difficoltà di utilizzare un personaggio estremamente controverso, che costringeva a fare i conti con il male e le contraddizioni del nostro mondo. Oggi “le sue avventure non possono certo essere raccontate con la stessa disinvoltura di un tempo” scrive Riccardo Galardini in uno degli approfondimenti. Anche altri concordano, come ad esempio Francesco Tedeschi che definisce un personaggio “troppo scomodo e controverso per l’attuale setting Marvel.” 
La storia in sé è godibile e i disegni di Jesus Saiz e Paul Azaceta sono molto coinvolgenti, in particolare nelle sequenze d’azione che non risparmiano mutilazioni e schizzi di sangue, come è giusto aspettarsi da un Punitore armato di katana.

Io Sono Punisher esce a pochi mesi dal ritorno del Punitore sullo schermo televisivo. Jon Bernthal, infatti, riprenderà il ruolo in Daredevil: Born Again, a breve su Disney Plus. Nel complesso Panini propone una raccolta decisamente degna di nota a un prezzo allettante per un cartonato di oltre 300 pagine. Un volume antologico che convince, che sa scegliere le storie giuste per raccontare Frank Castle nella sua forma più autentica, un personaggio che, pur trasformandosi, rimane fedele alle sue origini.

Abbiamo parlato di:
Io Sono Punisher
Garth Ennis, John Romita Jr., Jason Aaron, Chuck Dixon, AA.VV.
Traduzione di Giuseppe Guidi, Elena Passerini, Simon Bisi, Claudia Baglini, Cristina Riminucci, Riccardo Vinci, Pier Paolo Ronchetti, Luigi Mutti, Fabio Gamberini, Fiorenzo Delle Rupi.
Panini Comics, 2024
320 Pagine, cartonato, colore – 25,00 €
ISBN: 9788828774372

  1. Per approfondire: Marco Favaro, La Maschera dell’antieroe. Mitologia e Filosofia del Supereroe dalla Dark Age a Oggi. Mimesis 2022 

  2. Albert Camus, L’uomo in Rivolta. Bompiani 2014, 314. 

Marco Favaro

Marco Favaro

Classe 1990, ha studiato filosofia all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata conseguendo poi la magistrale presso la Freie Universität di Berlino. Nel 2021 ha ottenuto il suo dottorato in studi culturali e scienze umane alla Otto-Friedrich-Universität Bamberg.
È l’autore di “La Maschera dell’Antieroe”, pubblicato da Mimesis Edizioni per la serie “Filosofie.” Il libro definisce le strutture proprie del genere supereroico contemporaneo e i concetti filosofici che gli sono propri. Altri suoi saggi di pop-culture sono pubblicati per Routledge, McFarland o reperibili gratuitamente online. Con la scusa di studiarli, Marco legge e colleziona centinaia di fumetti, spaziando da Batman a Zerocalcare, da Dylan Dog fino a Zio Paperone.

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