La redazione de Lo Spazio Bianco è composta, in primis, da lettori “forti”.
Ogni collaboratrice e collaboratore del sito legge molto di più di quanto riesce a scrivere e di quanto gli piacerebbe scrivere. Tante di queste letture sono spesso accompagnate da note o appunti, utili come schemi o embrioni di future analisi e recensioni.
Per non perdere queste analisi preliminari che tanti di noi fanno, ma soprattutto per dare spazio e visibilità a tutte quelle decine di fumetti che ogni mese escono oggi in libreria, fumetteria ed edicola ma a cui – giocoforza – non riusciamo a dedicare articoli completi, è arrivata la rubrica Letture in breve.
In ogni puntata ci troverete piccoli spot, teaser, microanalisi delle letture, recenti o meno, di vari spaziobianchisti.


Absolute Batman #1 di Scott Snyder, Nick Dragotta, Frank Martin (Panini Comics, maggio 2025)
Sono ormai innumerevoli le versioni di Batman conosciute dai lettori, tra quelle ipotetiche – una delle quali diede l’avvio all’etichetta Elseworld di DC Comics – a quelle del futuro, come l’Uomo Pipistrello di Batman Beyond.
Eppure non si può non restare stupiti davanti al Batman dell’universo Absolute, testa di ponte a cui è spettato l’onore di far esordire la versione ultimizzata degli eroi DC. Sono gli occhi i primi a stupirsi davanti all’ipertrofico eroe disegnato da Nick Dragotta, un giovane Bruce Wayne dal fisico di culturista che si cela sotto un costume canonicamente iconico eppure innovativo, nel simbolo come nel mantello, quest’ultimo con funzioni molto vicine a quelle che in natura caratterizzano i chirotteri.
Ci mette ben poco il cervello a unirsi allo stupore, leggendo la storia pensata da Scott Snyder, che torna su uno dei suoi eroi preferiti per raccontarlo in maniera innovativa, tanto nella forma ma anche nella sostanza, stravolgendone vari aspetti la cui somma, sorprendentemente, è però un risultato conosciuto: che questo Absolute è Batman, ma non lo è.
David Padovani
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Lo strano caso di Harleen e Harley di Melissa Marr, Jenn St-Onge e Jeremy Lawson (Panini Comics, 2025)
La scrittrice di romanzi urban fantasy Melissa Marr si unisce alla disegnatrice Jenn St-Onge per realizzare Lo strano caso di Harleen e Harley, fumetto autoconclusivo ma aperto a qualsiasi tipo di continuazione pubblicato da Panini Comics nella collana DC Young Adult Collection.
Se lo stravolgimento delle origini segrete di Harley Quinn e di Poison Ivy, rispettivamente protagonista e coprotagonista del racconto, non costituisce un problema, diversamente si può dire per l’essenza delle due giovani fidanzate, parzialmente tradita in questa riscrittura colorata da Jeremy Lawson. Questo aspetto stupisce perché, a conti fatti, simili progetti destinati a lettori adolescenti e/o preadolescenti, pur modificando tantissimi elementi, non intaccano le basi dei personaggi. In questo senso si conferma molto più centrato il volume Harley Quinn – Breaking Glass edito da Il Castoro.
Al netto della criticità evidenziata, Lo strano caso di Harleen e Harley offre una lettura interessante e scorrevole, con un buon ritmo e buone interazioni le ragazze. Il segno di St-Onge è facilmente intelligibile, dinamico e adatto a una narrazione che alterna momenti di felicità a sequenze cupe e drammatiche.
Federico Beghin


Le molte morti di Laila Starr – Ram V, Filipe Andrade (Panini Comics, 2022)
Come affronta l’incarnazione della Morte la prospettiva di restare disoccupata a causa dell’invenzione dell’immortalità? Con questa idea Ram V sceneggia una storia che affonda le radici nella sua cultura indiana e nel pantheon induista, con l’avatar della morte che si ritrova a inseguire un uomo che presto o tardi la renderà obsoleta. Le vicende di Laila Starr, la ragazza in cui si incarna la Morte, seguono a doppio filo la scoperta della vita da un lato, compiuta ironicamente da Laila, e i tragici lutti che costellano la vita di Darius, colui che è destinato a inventare l’immortalità. Il risultato è una opera tanto profonda quanto piacevole, in cui la filosofia dell’autore emerge grazie anche alle ottime tavole di Filipe Andrade: corpi sinuosi, architetture e paesaggi indiani sono arricchiti da una palette cromatica che, oltre a giocare con i tipici colori dell’India, soprattutto nelle scene più psichedeliche si rifà velatamente ai colori della dea della morte Kalì.
Daniele Garofalo
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Ultramega vol. 3 di James Harren e Dave Stewart (saldaPress, 2024)
La battaglia tra i Supersentai Ultramega e i Kaiju immaginata da James Harren espande i suoi confini per trasferirsi dalla Terra allo spazio, sul pianeta natale dei combattenti che cercano di estirpare il male dei mostri che ha infestato il nostro pianeta. Harren fa crescere l’universo della sua saga fornendo nuove informazioni e mescolando le carte, rendendo più sottile la linea che divide buoni e cattivi; al contempo, cerca di portare avanti la trama principale centrata sul giovane protagonista Noah, sul rapporto incrinato con il padre, il redidivo (benchè menomato) Ultramega Jason, e sulla strada che lo porta a essere il primo di una nuova generazione di Ultramega. La trama e lo sviluppo dei personaggi, soprattutto in questo volume, non sono sicuramente il punto di forza di Harren, che sembra non riuscire a gestire e dare i giusti spazi ai vari elementi del racconto, trattandoli con eccessiva rapidità e superficialità. A questo fa da contraltare uno storytelling dal ritmo forsennato, che vede nei combattimenti e nel character design di mostri e Ultramega (tutto come sempre magistralmente colorato dal veterano Dave Stewart) il grande punto di forza della serie, rendendola una delle più divertenti, rocambolesche e volutamente esagerate del fumetto d’azione statunitense più recente.
Emilio Cirri


Absolute Wonder Woman #1 di Kelly Thompson, Hayden Sherman e Jordie Bellaire (Panini Comics, maggio 2025)
La versione Absolute della Principessa Amazzone è connotata con molta potenza da Kelly Thompson, sia giocando sui contrasti sia mantenendo inalterate le sue caratteristiche peculiari: non è più cresciuta nell’isola del Paradiso bensì all’Inferno, ma la sua indole generosa e altruista si sviluppa ugualmente, anche in condizioni avverse. Un’affermazione di intenti che ci dice che Diana è questo, indipendentemente dal contesto in cui cresce e matura. Eroica, fiera e indomita. E buona, se perdonate la banalizzazione. A sostenere fortemente i concetti e le atmosfere scelti da Thompson, ci sono i disegni eccellenti di Hayden Sherman, dallo storytelling efficacissimo che arricchisce la narrazione, con una composizione delle vignette della tavola che richiama vagamente lo stile liberty. A completare l’opera le tinte fosche di Jordie Bellaire, straordinaria colorista che non fallisce mai una prova.
Paolo Garrone
Somna di Becky Cloonan e Tula Lotay (Star Comics, 2025)
Gli stili narrativi e visivi di due artiste profondamente diverse come Tula Lotay e Becky Cloonan si incontrano in Somna, uno dei primi progetti di grande successo della casa editrice DSTLRY, portato in Italia da Star Comics. La storia di una donna consapevole delle sue passioni e irretita da un demone che le permette di esprimere il suo essere diventa per le due artiste un pretesto per unire un erotismo che si muove tra sogno etereo e realtà carnale a una tensione tipica del thriller e dell’horror. Più che la trama, che segue dinamiche classiche del “processo alla strega”, pur con alcuni colpi di scena e cambi di paradigma interessanti che parlano di femminilità senza eccessivi didascalismi o manicheismi, quello che affascina è la fusione di due stili diversi. Pittorico e onirico quello di Lotay, ruvido e realistico quello di Cloonan, le due artiste, oltre a raccontare la storia con costruzioni della tavola interessanti che non compromettono mai storytelling, sono soprattutto capaci di creare un’atmosfera unica, conturbante e disturbante, oppressiva e liberatoria insieme, contraddittoria come la protagonista stessa.
Emilio Cirri


Ultimate Universe – Un anno dopo di Deniz Camp, Jonas Scharf, Mattia Iacono (Panini Comics, 2025)
A un anno dall’esordio, tanto dal punto di vista editoriale quanto del tempo cronologico che realmente scorre nelle storie delle varie serie, tocca a Deniz Camp fare il punto sulla situazione dell’universo Ultimate della Marvel Comics.
Il talentuoso sceneggiatore, la vera sorpresa (o la vera conferma?) tra gli autori delle varie serie, sceglie di farlo non con una storia celebrativa, ma con un racconto cinico, amaro e senza speranza, a conferma che la Terra-6160 è un mondo dove gli aspetti inquietanti sovrastano le aspettative ottimistiche e di speranza degli eroi che lo popolano.
Tocca al tratto oscuro di Jonas Scharf, arricchito dalla palette cromatica di Mattia Iacono, illustrare la trama di Camp, che ha per protagonista il Nick Fury che domina la copertina dell’albo (ma forse, terminata la lettura, a quell’articolo determinativo ne sostituirete uno indeterminativo…), punto di partenza di oscuri presagi all’orizzonte per l’universo Ultimate.
David Padovani
Absolute Superman #1 di Jason Aaron, Rafa Sandoval, Ulises Areola (Panini Comic, 2025)
Nell’operazione Absolute Universe, il compito più difficile era quello di Jason Aaron: reinventare una icona unica nel suo genere, ovvero Superman. Nel farlo, lo scrittore adotta scelta radicali, andando a cambiare ogni elemento della mitologia del personaggio: i genitori di Kal-El non fanno parte dell’Elite Scientifica di Krypton, bensì sono agricoltori e minatori che avversano lo sfruttamento indiscriminato del pianeta; Kal non arriva sulla terra da neonato ma molto più tardi, e probabilmente non ha mai conosciuto nè il Kansas nè i Kent, ma si aggira tra Africa e Sud America per contrastare multinazionali che depredano le risorse naturali e opprimono le popolazioni locali. Un manifesto di intenti piuttosto chiaro, quello di lasciare Superman come eroe che combatte per i più deboli, ma calato in un contesto più realistico e simile a quello in cui viviamo, in cui la terra e i lavoratori sono vessati e calpestati. Ma abbiamo anche un Superman più giovane, più cupo e rabbioso, meno in controllo dei suoi poteri ma sempre attento a non fare del male a nessuno. Dei primi tre titoli Absolute, forse il più radicale e il più delicato, ma anche il più ricco di potenziale. Alle matite, Rafa Sandoval (completato dalle matite cupe e intense di Ulises Areola) offre una delle sue prove migliori di sempre: attento ai dettagli, alle espressioni dei personaggi, dinamico nei combattimenti e sempre pronto a definire volumetrie esatte nei momenti più iconici, il suo stile realistico e supereroico insieme completa una riscrittura intensa e senza compromessi.
Emilio Cirri

Per questa puntata è tutto. Vi diamo appuntamento tra quindici giorni, con nuove letture, brevi o lunghe che siano.
