Sotto un titolo che richiama la commedia più politica di Preston Sturges, viene pubblicata una delle ultime storie di Tex scritte da Gianfranco Manfredi prima della sua scomparsa.

Nonostante il Western realistico e aperto alle contaminazioni narrative di Manfredi possa apparire dissonante rispetto a quello dell’intramontabile eroe bonelliano, lo sceneggiatore di Magico Vento è stato uno dei pochi, negli ultimi anni, ad averne saputo cogliere caratteristiche e sfumature, restituendone un’immagine fedele e riconoscibile, dalla centralità nel racconto alla coerenza delle azioni, fino all’aderenza dei dialoghi.
In una collaborazione purtroppo discontinua e frammentaria, Manfredi ha scritto per il personaggio principale della casa editrice alcuni autentici gioielli, da Verso l’Oregon a Sei divise nella polvere, da La grande sete a Oro nero!.
Tra questi entra di diritto anche la storia degli albi di giugno e luglio, una delle migliori pubblicate sulla serie regolare negli ultimi anni.
Con i disegni dinamici ed evocativi del Maestro argentino Carlos Gomez, che eccelle nell’espressività dei volti e nella scenografia delle ambientazioni, Manfredi realizza una versione de Le colline degli occhi di Wes Craven in chiave western, mettendo in contrapposizione due nuclei sociali vicini ma antitetici, che si specchiano uno verso l’altro come attraverso uno specchio deformante, che li riflette in maniera mostruosa.
In un perfetto meccanismo chiastico di opposizione da un lato c’è una pacifica e devota comunità mormone, dall’altro un gruppo di ex-minatori resi deformi da un’esplosione e diventati spietati predatori.
Il perbenismo rassicurante dei primi viene messo a confronto con la mostruosità dei secondi, mentre all’ordinata struttura sociale dei religiosi fa da contrappunto la ferocia insensata dei fuorilegge.
In mezzo alle due fazioni lo sceneggiatore inserisce Tex e Carson come angeli (o diavoli) dispensatori di giustizia a suon di piombo caldo.
Il risultato è un racconto ad alto impatto emotivo, che inizia “in media res” con uno spettacolare duello alla Sergio Leone nella main street di un villaggio western, non assolata come da tradizione, ma coperta di fango e melma come nel Django di Sergio Corbucci. Già in questo incipit l’ambiente esterno si mostra estraneo e disagevole, per poi diventare sempre più inospitale e minaccioso, come rispecchiando le oscurità dell’animo umano e le tenebre della vicenda narrata, che nel prosieguo vira verso tonalità sempre più horror.
“Buon massacro!” enuncia uno dei minatori mostruosi prima del redde rationem finale, quando il bodycount raggiungerà livelli notevoli e tutti quanti verranno spazzati via dalla giustizia inflessibile di Tex.
Ma stavolta si tratta di una giustizia che non riesce a cancellare un senso di colpa ancestrale, il peccato originale della società americana, che Manfredi – come Craven – descrive come costruita sulla sopraffazione e sulla violenza.
Abbiamo parlato di:
Tex #776 – La prigione nascosta, #777 – I dimenticati
Gianfranco Manfredi, Carlos Gomez
Sergio Bonelli Editore, giugno – luglio 2025
110 pagine, brossurati, bianco e nero – € 5,80 cad.
ISSN: 977112156104650776, 977112156104650777

