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Un lavoro vero: Alberto Madrigal ci racconta la sua storia

4 Febbraio 2014
Dal nord della Spagna a Berlino per rincorrere una passione.
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UN-LAVORO-VEROUn lavoro vero. Con degli orari e uno stipendio. Che permetta di fare colazione al bar, andare al cinema, a qualche concerto. Piccoli lussi che migliorano la qualità della vita, almeno all’ esterno.
Javi, il protagonista della storia che Alberto Madrigal ci narra in queste pagine, è un giovane aspirante disegnatore; ha lasciato la Spagna, il lavoro, la famiglia e gli amici e si è trasferito in Germania, da solo e senza conoscere la lingua. Con la volontà di esplorare una città nuova, dove trovare spunti per la realizzazione di un fumetto, a cui ha iniziato a lavorare insieme a un ragazzo spagnolo conosciuto su internet.

Ma quando questo progetto fallisce e i soldi per mantenersi finiscono, Javi trova un “lavoro vero” come grafico in un’azienda.

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Sperimenta una nuova routine. Passano i mesi, cresce l’insoddisfazione, la sensazione di aver rinunciato. L’immagine di come “sarebbero dovute andare le cose”, la stessa che l’ha spinto a “migrare”, assume contorni sempre più indefiniti; il disegno perde di ispirazione, i sogni sono appannati dalla quotidianità.  Ma c’è ancora la possibilità di un riscatto, e Javi la trova, anche spronato dalle nuove amicizie berlinesi, in un progetto interamente suo, ovvero il racconto della sua vicenda. Nella scrittura di un nuovo fumetto riesce a sfogarsi e ad esprimere la propria frustrazione, libero dalla necessità di attirare l’attenzione di un editore o convincere un pubblico.

Sullo sfondo di questa storia scorrono le strade di Berlino, una città dal clima freddo eppure accogliente e aperta, con i suoi caffè e i “mini muffin in omaggio”, poco costosa e ricca di posti da scoprire e da riprodurre sul taccuino. Berlino è la città dove Alberto Madrigal ha deciso di trasferirsi, ed è qui che Javi si muove: le due figure appaiono allora indissolubilmente legate dal momento che il protagonista incarna le scelte e il percorso compiuto dall’ autore .

Il fumetto (pubblicato da Bao publishing nella collana “Le città viste dall’ alto”, insieme a Fermo di Sualzo e Ogni piccolo pezzo di Stefano Simeone) è la prima opera completa dell’autore spagnolo, che ha costruito le tavole attraverso un disegno lieve e abbozzato, caratterizzato da colori tenui. La scrittura è asciutta, oscilla tra i monologhi interiori del protagonista e dialoghi brevi e diretti, intervallati da lunghi silenzi. Nel raccontarsi attraverso la figura di Javi, il disegno questa volta non può fare a meno della scrittura e risalta come l’autore, immune da pressioni esterne, non ricerchi la perfezione, quanto la sincerità.

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L’autore, invece di utilizzare la sua lingua madre, ha scelto di scrivere i testi in italiano (forse in omaggio alla fidanzata o agli amici italiani con cui ha concepito il lavoro), e questo potrebbe spiegare l’essenzialità, a tratti eccessiva, dei dialoghi. L’intensità delle prime tavole, di cui si percepisce immediatamente l’urgenza, si smorza leggermente nel progredire della narrazione, che a volte non chiarisce totalmente la psicologia del protagonista e i suoi legami con gli altri personaggi. 

madrigal1Nonostante questo, ci troviamo di fronte a un’interessante opera prima, non certo esuberante, ma invece delicata, che riesce a non scadere mai nella facile “retorica della crisi”,  dei luoghi comuni sulla precarietà e delle insoddisfazioni lavorative dei trentenni,  pur muovendosi attraverso argomenti di grande attualità. Qui non c’è posto per le  lamentele. Piuttosto il  tutto è rivolto  alla continua ricerca di uno spazio personale  e di una dimensione propria, di  realizzazione  sia artistica sia professionale. Ci  mostra un’alternativa all’ immobilismo causato dalla  frustrazione, ossia la  possibilità di trasformare l’insoddisfazione nell’ impulso necessario a  perseguire  un sogno, che per Alberto Madrigal si è materializzato in questo libro. 

 

Abbiamo parlato di:
Un lavoro vero
Alberto Madrigal
Bao Publishing, 2013
128 pagine, brossurato, colore –  € 15,00
 ISBN: 978-88-6543-185-6

Claudia Grieco

Claudia Grieco

(1982, Pompei) E’ laureata in lettere moderne a Napoli e specializzata in arte contemporanea a Bologna. Vive a Firenze dove lavora presso il Polo museale. La sua passione per la letteratura, il cinema e le arti visive, non poteva non estendersi anche al fumetto, perfetto esempio di “letteratura disegnata”. Accanita lettrice dei Peanuts sin da quando li leggeva sui vecchi numeri di Linus del papà, continua ad apprezzare quell’attenzione per il personaggio e per la sua evoluzione emotiva , che ha ritrovato in autori contemporanei quali Andrea Pazienza, Gipi, Igort, e più recentemente in Cyril Pedrosa e Tony Sandoval .

2 Comments Commenta:

  1. Che belle parole, che splendida recensione… i miei complimenti Claudia.
    Appena posso lo recupero, mi è venuta la curiosità di leggerlo, magari scopro anche come prendere i “mini muffin in omaggio” ^ ^

  2. Finito di leggere da pochi secondi… che dire ? è un piccolo gioiellino, uno di quelli che ti parla attraverso i silenzi. Pur raccontando di una vita che non ti appartiene, è impossibile non ritrovare una parte di se stessi almeno in un paio di pagine.
    Davvero felice di averlo preso ^ ^

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