“Si ergono là i mille muri delle nostre dimore
che stagionano bene
madri di mille dimore.
Là dormono onde di tegole
ravvivate dal sole
e portano l’ombra degli uccelli
come l’acqua porta I pesci
Là mi avvento nello spazio […]
Là ritorno dal cosmo […]
Parlo di un tempo
redento dai becchini della ragione
parlo della libertàche finirà per persuaderci”.[Paul Eluard, Poesie]
Margaux Motin è un’illustratrice francese il cui blog, attivo dal 2008 al 2018, è stato la base per la realizzazione del volume La tettonica delle placche: una sorta di diario illustrato diviso in una serie capitoli di 4 o 5 pagine ciascuno. Nonostante l’indipendenza di ciascun blocco narrativo, l’opera è costruita come un continuum di esperienze, aneddoti e vicende della vita di Margaux.

Il titolo, molto evocativo, allude ai momenti di transizione e cambiamento che affronta l’autrice in un periodo particolare della sua esistenza. In natura, la crosta terrestre è suddivisa in placche: queste si muovono lentamente, si avvicinano e si scontrano alla ricerca di un modo per riallinearsi e trovare un nuovo assetto. Qualcosa di simile è quello che succede nella testa e nel corpo di Margaux nel momento in cui, alla fine del 2010, deve fare i conti con la separazione, con lo scoprirsi una madre single di una bambina di 6 anni e con un lavoro di illustratrice freelance.
Il volume si apre con l’arrivo in una nuova casa: uno scatolone di un trasloco che viene riposto, un altro che è invece da svuotare, metafore di un periodo che si chiude e di cui va conservato comunque il ricordo, e ciò che invece si va delineando all’orizzonte e che deve trovare una nuova collocazione. Margaux si ritrae come prigioniera sott’acqua, in uno spazio immaginario da cui non riesce a liberarsi. Davanti a sé, una nuova vita da costruire insieme alla sua bambina. Una vita, insomma, piena di responsabilità, da conciliare con un’irrequietezza quasi adolescenziale.
Questo è l’aspetto più umano e irresistibile di quest’autobiografia articolata su vicende dell’esistenza che possono essere insignificanti o fondamentali, ma che vengono trattate con la stessa leggerezza e spiazzante sincerità. Il ruolo di madre fa a pugni con i capricci e l’impulsività di una donna trentenne e i suoi lati “imbarazzanti” creano un clima coinvolgente ed empatico. Mamma e figlia sono antagoniste, complici, compagne di giochi in uno scambio di battute vivace e brillante.

Nonostante il ritmo della narrazione si mantenga rapido e leggero, tanti sono anche i momenti di riflessione: l’inserimento di fotografie, su cui l’autrice ha aggiunto i personaggi attraverso le linee del disegno e di stralci di poesie, come quella riportata a inizio recensione, sono elementi evocativi e di particolare suggestione.
Margaux non dà lezioni o consigli: il suo diario è un racconto fatto di mille alti e bassi del suo essere mamma, professionista, donna, di come affronta il rapporto con un nuovo compagno. Dunque il libro mantiene una sua freschezza, nonostante la sua pubblicazione risalga ormai a diversi anni fa, riflettendo in modo scanzonato sulle difficoltà che le donne devono affrontare per mantenere il livello di perfezione che la società richiede loro.
Abbiamo parlato di:
Margaux Motin
La tettonica delle placche
Traduzione di Francesco Savino
Bao Publishing, 2020
256 pagine, cartonato, colore – 22,00 €
ISBN: 9788832733228









