
Myrna: a muso duro costituisce il quattordicesimo ritorno dell’arcinemica di Julia sulla serie regolare. Stavolta la serial killer – che nella sua ultima apparizione nel novembre 2024 era riuscita a fuggire in modo rocambolesco da Springville – incappa in un gruppo di teppisti che violenta lei e la sua amica-protetta Geraldine, lasciando le due ragazze moribonde sul ciglio della strada. Il trauma per l’accaduto farà ridestare la psicosi ed è superfluo aggiungere che la vendetta (ovviamente a colpi di stiletto) sarà terribile.
Tutto questo mentre una Julia ancora più confusa del solito – non a caso la incontriamo distesa sul lettino della psicanalista – si interroga sui due legami più significativi della propria esistenza. Quello tenero, ma eternamente incompiuto, con il poliziotto genovese Ettore che porta con sé lo spettro di una maternità che attrae e impaurisce, ma e, soprattutto, quello con la nemesi Myrna. Perché questa attrazione, ampiamente ricambiata, per un’omicida? – si domanda, corrucciata, la criminologa per tutto l’albo mentre segue la pista fredda dell’assassina; e la risposta arriverà, spiazzante come solo le folgorazioni del vivere sanno essere, nella main street di un’improbabile città-set.
Giancarlo Berardi, coadiuvato da Maurizio Mantero, confeziona un numero di transizione, godibile, ma senza trovate particolarmente argute che presenta, come i due precedenti episodi, una doppia linea narrativa con la caccia a distanza tra protagonista e antagonista e la stesura parallela dei rispettivi diari. Ed esattamente come in passato a risultare più intrigante è – e sembra ammetterlo la stessa Julia in una vignetta di pagina 53 – il filone della serial killer, scritto con una prosa impetuosa e a tratti anche scurrile di ottimo effetto. Tutto il contrario per la non-indagine molto gaddiana della criminologa che si attorciglia su dialoghi e incontri poco pregnanti per poi concludersi con una sequenza molto (troppo?) simile all’epilogo dell’albo di quest’autunno.
Il disegnatore Steve Boraley, qui alla sua nona prova con Myrna, visualizza con mestiere la vicenda senza però realizzare vignette memorabili; tuttavia è sempre efficace l’espressività infusa ai personaggi che emerge soprattutto nella cruda scena dello stupro (tavola 29) e nella sequenza muta di tavola 86. Efficacissima, invece, per costruzione e colorazione, la cover di Cristiano Spadoni (che dal prossimo mese cederà il posto come copertinista a Lorenzo Bovo): l’immagine evoca infatti perfettamente l’atmosfera allucinata e tormentata del narrato.
Abbiamo parlato di:
Julia #320 – Myrna: a muso duro
Giancarlo Berardi, Maurizio Mantero, Steve Boraley
Sergio Bonelli Editore, maggio 2025
114 pagine, brossurato, bianco e nero – 6,00 €
ISSN: 977112717704350320

