
Le storie rappresentano un vero e proprio sequel della serie originale, dove però non sono trascorsi gli stessi anni del mondo reale. Sanpei (che nella versione italiana del cartone era diventato Sampei) è ancora un ragazzino, in giro a caccia di sfide ittiche con il mentore e amico pescatore Gyoshin, mentre il nonno Ippei è da poco venuto a mancare.
Lo stile di disegno rappresenta l’ultima evoluzione del suo autore, molto vicino al character design dell’anime – a differenza di quello degli esordi della vecchia serie. Le caratteristiche semplici, stilizzate e decisamente peculiari dei volti dei personaggi riescono ad armonizzarsi perfettamente al dettagliatissimo realismo che l’autore mette sulla tavola per quanto riguarda sfondi, oggetti e, ovviamente, soprattutto natura e animali. L’approccio è al limite del documentaristico, effetto che non è limitato soltanto al disegno.
Il racconto parte dalla storia di un reale tentativo del comitato del lago giapponese di Tazawa di rintracciare esemplari di un pesce, il kunimasu, considerato estinto in conseguenza della scelta di scaricare le acque acide delle terme della zona nel fiume per la realizzazione di una centrale idroelettrica. Lo svolgimento della vicenda è però costellato di lunghe pause narrative in cui l’autore approfondisce in maniera maniacale tutte le minuzie relative al kunimasu, le sue origini e le sue caratteristiche fin nei minimi dettagli anatomici, con una piccola digressione per raccontare la leggenda che gli è stata cucita intorno per giustificarne la particolare livrea nera. A tal proposito, un plauso al lavoro di traduzione che devono deve aver incontrato non poche difficoltà su materiale così specificatamente tecnico.

I meccanismi che portano Sanpei ad essere coinvolto con la storia e la sua risoluzione sono estremamente semplicistici e guidati da deus ex machina, con coincidenze piuttosto forzose. La componente avventurosa e le dinamiche competitive tipiche delle classiche avventure del ragazzo pescatore sono in questa prima storia ridotte al minimo: in pratica le scene di pesca sono semplici sequenze – pur splendidamente disegnate – in cui il protagonista e l’amico si limitano ad assumere una posa d’effetto per lanciare la lenza e, nel giro di un paio di vignette, ritirarla con la preda catturata.
Prestigiosa l’edizione, con ottima carta e una sovracoperta che simula una livrea di squame, corredata da un’introduzione e una postfazione dello stesso autore che raccontano alcuni retroscena sulla nascita di questo manga e alle motivazioni per le quali ha scelto questa prima storia, che lo legano a un altro autore monumentale del manga, Shotaro Ishinomori.
Nonostante questo, il prezzo risulta piuttosto elevato e poco accattivante per un prodotto che sicuramente vuol far leva sulla nostalgia ma che allo stesso tempo la soddisfa (nella componente grafica) e la delude (nei contenuti meno leggeri ed estremamente tecnici del cartone).
Abbiamo parlato di:
Sanpei il ragazzo pescatore #1
Takao Yaguchi
Traduzione di Yupa
Star Comics, 2022
228 pagine, brossurato, bianco e nero – 12,00 €
ISBN: 9788822626592








