Parliamo di:

Hiroki Endo – Racconti Brevi #2

Hiroki Endo Panini Comics, 204 - 228pp. B. b&n - 9euro
Articolo aggiornato il 22/09/2017

Hiroki Endo - Racconti Brevi #2Hiroki Endo si è presentato in Italia grazie al manga fantascientifico Eden; pubblicato sempre dalla /Panini, questo fumetto ha colpito il pubblico per la sua storia e la sua atmosfera matura, per l’approfondimento dei tanti personaggi, e per il suo tratto preciso, dettagliato ma non freddo. Un manga che tratta la fantascienza in modo moderno e raffinato, e che rappresenta in questo forse il titolo migliore della collana Manga2000 in cui viene pubblicato assieme a Blame e Planetes.
Raggiunta oramai la produzione giapponese, l’appuntamento con il manga-manifesto di Endo si è fatto sempre più rarefatto; così, la Panini ha continuato ad alimentare la produzione italica con la pubblicazioni di queste raccolte dei suoi racconti brevi, giunte finora al secondo volume.

In queste storie Endo ha la possibilità di staccarsi dall’ambientazione futurista di Eden, pur mantenendo a pieno titolo la riconoscibilità di segno, stile e narrazione. La costruzione della tavola nelle sue storie vede scarseggiare quelle linee cinetiche che agli inizi del “fenomeno manga” sembravano essere una delle prerogative immancabili di questa scuola, così come sono assenti le vignette “tagliate”: al contrario, Endo preferisce una gabbia non rigida, ma comunque regolare.
D’altra parte all’autore non sembra interessare porre particolare enfasi al movimento; non si rende necessario ai fini del racconto che l’azione venga dilatata oltre il suo svolgersi, che il suo tempo venga ampliato all’eccesso: il senso di ogni azione rapida o violenta esiste nel prima e nel dopo, nella parte della storia che l’ha scaturita e nelle sue conseguenze. Esemplare questo modo di narrare nella storia centrale del volume, La stazione, racconto che parla del rapporto malato tra un figlio ed il padre yakuza. Nell’unica scena di scontro tra i due, i momenti importanti sono quelli in cui il figlio minaccia il padre con una pistola, e quello della sua sopraffazione, del suo annichilimento fisico di fronte alla forza dello yakuza. L’azione dura in tutto due vignette e poco più, esplode e si placa con la stessa velocità. Questo perché il vero scontro tra i due avviene in un altro modo, è più sottile, fatto di gelosie e diversi modi di vita, e si conclude attraverso il tradimento del figlio, attraverso la sua maturazione non necessariamente positiva.

Negli altri racconti, Endo spazia dal simbolismo al semi-autobiografico fino al minimalismo. Hang (gancio), è una metafora dell’insicurezza dalla quale cerchiamo di fuggire attraverso l’amore, evitando così di pensare a quanto fragile sia la vita. Shokichi e Megumi si aggrappano l’un l’altra, anche attraverso il sesso – occasione per l’autore di soffermarsi sui dettagli dell’atto con un voyeurismo non fastidioso -, in un viaggio verso i confini del mondo, una città-isola sospesa in un nulla infinito, appeso con enormi e logori ganci ad un “qualcosa”, nel cielo, lontano dalla vista. (questa storia era già apparsa in versione integrale su Kappa Magazine 111 del dicembre 2001 – ndr)

Liceale del 2000 è un esagerato e ridicolizzante autoritratto dell’autore stesso, in cui egli si confronta con la sua giovinezza, le sue rinunce, e la sua voglia di non crescere, una “crisi dei 30 anni” vissuta tra assistenti e pruriti giovanili.

Una studentessa!
Che faccia freddo… che faccia caldo…
Felice o triste… sempre con la minigonna.
Io nel duemila ho compiuto trent’anni…
Ma loro restano eternamente giovani?!

Ed infine, un racconto brevissimo e senza storia, Boys don’t cry, in cui l’unica cosa che accade è il dialogo tra due amici sull’amore e l’attrazione, poche pagine semplici eppure capaci di mostrare la buona padronanza del dialogo di Endo.

In conclusione, una buona opera per avvicinare i manga-scettici, ma soprattutto un volume di buon fumetto, che esalta le capacità di un autore attento ai suoi personaggi ed alle loro sensazioni.

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