Feminist Art: quattro storie che hanno cambiato il mondo e l’Arte

Feminist Art: quattro storie che hanno cambiato il mondo e l’Arte
Valentina Grande ed Eva Rossetti raccontano la storia di tre artiste e un collettivo che, tra gli anni Sessanta e Ottanta, hanno rivoluzionato il mondo dell’Arte.

FeministArt_CoverOpera adatta a diverse tipologie di pubblico – quello più edotto in fatto di storia dell’arte e quello di neofiti incuriositi dalla produzione artistica e dalle vicende personali delle protagoniste di questo libro – Feminist Art di Grande ed Eva Rossetti è una riconferma del particolare talento della coppia di autrici nel raccontare l’Arte là dove prende svolte che finiscono per influenzare la Storia e la società.

Avevamo già incontrato Grande e Rossetti nel 2017 all’uscita de Il mio Salinger, un altro fumetto biografico in cui la vita dello scrittore americano era colta in un suo momento particolare e sconosciuto. Un espediente narrativo ripreso in Feminist Art, ma reso più articolato dall’intreccio delle biografie di Judy Chicago,  Ringgold, Ana Mendieta e delle Guerrilla Girls, esponenti del movimento femminista quanto del mondo dell’Arte, impegnate in rivendicazioni politiche e sociali che diventano anche artistiche, partendo dal particolare della propria individualità per estendersi alla loro produzione artistica.

Grande scrive dunque un racconto corale di quella che è stata l’arte femminista aprendo uno squarcio sulle biografie di queste artiste, senza però inanellare banalmente una sequenza di racconti fini a se stessi, e soprattutto – come in Salinger – mostrandole in un periodo di svolta personale, sovrapposto alla narrazione dei loro manifesti e del loro impegno per l’affermazione della diversità come fonte democratica di ricchezza.

Quella fatta in questo libro, edito da Centauria, è una selezione puramente rappresentativa – per quanto significativa – di nomi ai quali approcciarsi per meglio comprendere l’interazione fra Arte e attivismo sviluppatasi negli Stati Uniti a partire dagli anni Sessanta del secolo scorso, tema portante che fa da guida attraverso raccontate nel volume, una per ciascun capitolo, in un arco temporale che copre i successivi vent’anni.

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A parlare in questo libro sono soprattutto i disegni di Eva Rossetti, che supera con grande bravura lo schema tradizionale del layout di pagina, offrendo al lettore un’esperienza immersiva nelle sue tavole e nella dinamica narrativa, sia quando sceglie le splash page che quando più che mostrare evoca il senso delle opere citate dalle autrici. Una soluzione pensata probabilmente per aggirare il problema del copyright, ma che permette di giungere al significato più profondo dell’opera pur non riproducendola: ne vengono così compresi stile, tema, tecnica e messaggio attraverso un meccanismo di citazioni e rimandi che crea a sua volta una nuova opera, carica di un nuovo senso, quella di Rossetti.

feminist art_donnaAccanto ai riferimenti alle opere, nelle tavole centrale è l’immagine femminile: sempre presenti sono i volti e i corpi – spesso fondamentali nell’arte delle protagoniste e utilizzati come strumento espressivo – delle attiviste dei movimenti femministi, che vengono fatti uscire dal contesto storico artistico per il quale li conosciamo e immersi in una quotidianità che li rende tangibili, comuni, veri. Il racconto in prima persona e il coglierle nei loro momenti privati, riconduce le artiste alla loro dimensione di donne e questa diventa poi punto di partenza per un’esplorazione della propria femminilità e delle urgenze sociali, politiche, artistiche che essa comporta. In ciò i disegni di Rossetti sono molto efficaci, perché alternano il personale – caratterizzato da una gabbia più regolare e “classica” e un frequente ricorso ai primo piani – all’apertura che la pagina subisce quando irrompe l’evocazione delle opere, quando la singolarità di una vita e di una storia diventa trampolino di lancio per un’idea e un manifesto.

Feminist Art sintetizza, o almeno ci prova – operazione comunque non semplice – un universo variegato come quello dei femminismi, oltrepassando il valore puramente documentaristico dell’opera. Accende piuttosto i riflettori su alcune delle artiste che maggiormente hanno fatto dell’arte un mezzo di lotta per la rivendicazione dei diritti delle donne, con il solo scopo di veder diminuire nel futuro le disuguaglianze di genere, e mostra quanto quel passato conservi ancora una propria terribile attualità.

Per quanto Grande e Rossetti mostrino infatti come le donne da loro raccontate abbiano tracciato la strada che ha permesso a tutte le artiste successive di avere più credibilità e ascolto e si sia ampliato il ragionamento sulla fluidità di genere, sul senso di identità e sull’intersezionalità delle lotte, l’attuale riflessione verte ancora su temi portanti del passato, come l’incapacità tuttora presente di scardinare del tutto un impianto fortemente sessista nell’ambito dell’arte e, più ingenerale, della società del ventunesimo secolo.

Abbiamo parlato di:
Feminist Art
Grande, Eva Rossetti
Centauria, 2020
128 pagine, brossurato, a colori – 19,90 €
ISBN: 9788869214479

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