Fate/stay night: Heaven’s Feel – III. spring song

Fate/stay night: Heaven’s Feel – III. spring song
"Fate/stay night: Heaven’s Feel III. spring song" è il terzo e ultimo capitolo di una trilogia che adatta cinematograficamente la terza route dellomonima visual novel.

Per i meno avvezzi alla terminologia, la visual novel è un genere videoludico particolarmente diffuso in Giappone che si presenta appunto come un romanzo grafico dove la trama è solitamente influenzata dalle azioni che il giocatore può compiere nel corso del gioco. Le visual novel hanno spesso evoluzioni e/o finali diversi della storia a seconda delle azioni scelte dal giocatore durante la partita e, in questo caso, si parla di route.

Il film d’animazione, la cui uscita in Giappone è stata rimandata dall’originario 28 marzo 2020 al 15 agosto 2020 per via dell’emergenza dovuta alla pandemia di Covid-19, è stato proiettato in anteprima in Italia, seppur in forma sottotitolata, al Napoli Comicon Extra del 16 e 17 ottobre 2020. Nelle sale italiane il film era stato inizialmente annunciato per il 21 e il 22 luglio 2020 ma, sempre a causa dell’emergenza sanitaria, le date sono state annullate, e a oggi non è noto se in futuro la pellicola raggiungerà comunque le sale cinematografiche, o si limiterà a distribuirlo unicamente in home video.

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La storia riprende direttamente dove il secondo film si è concluso: Sakura Matou, spaventata dal ricatto del fratello adottivo Shinji, lo uccide: l’avvenimento porta la ragazza a concedersi sempre più al male che alberga dentro di sé. Shirou Emiya, il protagonista dell’opera, ha un nuovo incontro-scontro con Zouken, dal quale viene tratto in salvo da Rider, che ha ricevuto da Sakura l’ordine di proteggere l’amato a qualsiasi costo.

Nel mentre, Sakura avvicina Illyasviel von Einzbern, di cui ha bisogno per portare a compimento il rituale del GraalRin Tohsaka tenta invano di difenderla, ma viene sconfitta dal nuovo enorme potere della sorella e, nonostante l’intervento repentino di Shirou e Rider, Illyasviel viene comunque portata via. Shirou si trova così costretto a rivolgersi a Kirei Kotomine, l’arbitro scelto dalla Chiesa per la supervisione della Guerra del Graal, il quale curerà sia Rin che Shirou e metterà in moto gli eventi successivi della pellicola.
 
A differenza del secondo capitolo, dove il focus su Sakura e il suo rapporto con Shirou soffoca gli altri personaggi, spring song riesce a dedicare il giusto spazio ai comprimari, grazie anche al fatto che gli ideali, le personalità e i rapporti dei due protagonisti erano stati approfonditi nelle pellicole precedenti.


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Kirei, personaggio relativamente marginale nei primi due capitoli della trilogia, viene messo al centro della prima parte di questo terzo capitolo, riepilogando in primis gli eventi dei primi due film ma, soprattutto, approfondendo la sua visione del mondo e raffrontandola agli ideali di Shirou, di cui costituisce una figura speculare. Anche Illyasviel, marginalizzata nel corso del secondo capitolo, ricopre qui un ruolo cardine. Ciononostante, il poco spazio dedicatole in precedenza continua a penalizzarla, ed è a tratti difficile riuscire a empatizzare appieno con il personaggio. I momenti in cui appare Berserker riescono tuttavia a far emergere il forte legame creato con il suo padre putativo.
 
Lo studio Ufotable è riuscito anche nel difficile compito di rendere giustizia a Zouken. Lo spettatore può comprenderne meglio la figura, gli obiettivi e i sentimenti, grazie soprattutto ad alcuni veri e propri tuffi nel passato. Tuttavia il suo rapporto con Kirei appare nebuloso, anche se non è nulla che vada a inficiare sul lavoro svolto, tenendo conto delle ristrettezze dovute a un adattamento cinematografico. Infine, anche il rapporto tra Sakura e Rin viene degnamente esplorato e risolto. Peccato solo che Saber, figura fondamentale in altre incarnazioni della serie, sia qui costretta a un ruolo ristretto e poco significativo, senza mai andare a indagare le sue nuove motivazioni.
 
Analizzandone la scrittura nel complesso, spring song è la degna conclusione di una trilogia che, anche nei suoi momenti meno riusciti, si conferma come un’ottima trasposizione di una route piuttosto ostica da trattare, essendo tanto ricca di parlato quanto povera d’azione. Stavolta Ufotable è inoltre riuscita, a differenza delle pellicole precedenti, a mettere a proprio agio anche gli spettatori che si avvicinano per la prima volta a Heaven’s Feel, dal momento che tutte le informazioni necessarie alla sua fruizione vengono inserite con molta naturalezza. Il film è però costellato di riferimenti ad altre opere della serie che i fan di vecchia data potranno riconoscere, comprendere e apprezzare.

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Rispetto a lost butterflyspring song presenta un maggior numero di scene d’azione: le animazioni appaiono fluide e nitide e lo spettacolare scontro finale rappresenta il punto più alto dell’animazione raggiunto in un adattamento di Fate, superando anche lo scontro nella pellicola precedente fra Berserker e Saber Alter. Probabilmente spring song rappresenta l’apice artistico dello studio Ufotable, che conferma ancora una volta il suo valore sul versante tecnico, riuscendo a integrare con naturalezza elementi 2D e 3D. L’unico scivolone in tal senso è nella CGI di Berserker, fin troppo marcata e che ne penalizza le movenze, qui rigide e prive di dinamicità. Menzione speciale invece per le animazioni di Sakura, curate in ogni minimo dettaglio: è evidente lo sforzo dello studio nel massimizzare il fascino dell’eroina principale della vicenda, anche se spesso esagerando con la sessualizzazione. Sul versante musicale, invece, la colonna sonora a cura di Yuki Kajiura si dimostra nuovamente appropriata e calzante, riuscendo ad affiancare bene i momenti chiave dell’opera.

In conclusione, spring song è indubbiamente il miglior film della trilogia, essendo capace di trasmettere efficacemente non solo il messaggio di fondo nell’opera (grazie anche ai confronti fra Shirou e Kirei) ma, soprattutto, anche tutte le informazioni necessarie per comprendere appieno la Guerra del Graal riuscendo quindi a essere fruibile anche per chi non è già un appassionato dell’opera originaria.

Abbiamo parlato di:    
Fate/stay night: Heaven’s Feel – III. spring song
Regia di Tomonori Sudo
Sceneggiatura di Akira Hiyama
Soggetto originale di Kinoko Nasu
Studio Ufotable, 2020

Fate/stay night: Heaven’s Feel – II. lost butterfly

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