Fate/stay night: Heaven’s Feel – II. lost butterfly

Fate/stay night: Heaven’s Feel – II. lost butterfly
Nel secondo capitolo della trilogia cinematografica Heaven’s Feel, il protagonista Shirou deve affrontare la scelta più difficile e importante della sua vita: se continuare a combattere per il suo ideale o abbandonarlo per la donna che ama.

Fate/stay night: Heaven’s Feel II. lost butterfly è il sequel di Fate/stay night: Heaven’s Feel – I. presage flower, secondo capitolo di una trilogia che adatta cinematograficamente la terza route della visual novel Fate/Stay Night, Heaven’s Feel. Il film d’animazione, proiettato in anteprima al Napoli Comicon il 26 aprile 2019, seppur in forma sottotitolata, sarà distribuito tramite una collaborazione fra Nexo Digital e nei cinema italiani in sole due date, il 18 e il 19 giugno 2019.

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La storia continua direttamente dove il primo film si è concluso: Shirou Emiya, il protagonista dell’opera, dopo aver perso Saber, il suo servant, decide comunque di continuare a lottare nella Guerra del Graal, tenendo attiva la sua alleanza con Rin Tohsaka, la master di Archer. Tornato a casa, tuttavia, scopre che Sakura Matou è stata rapita, il che inaugura una serie di eventi che portano Shirou a fronteggiare una verità sempre più difficile da accettare.

Rin, nonostante il suo coinvolgimento si riveli essere ben più profondo di quanto potesse sembrare, riesce razionalmente a rendersi conto della necessità di agire, ed eliminare qualsiasi minaccia metta a rischio il bene della collettività. Lo stesso Zouken Matou, nonno adottivo di Sakura ed eminenza grigia della guerra, caldeggia una soluzione utilitaristica alle macchinazioni da lui messe in moto e ormai fuori controllo. Ma la decisione sta a Shirou, e ha risvolti particolarmente significativi: continuare a proteggere Sakura significa infatti negare i suoi ideali.

Il tema portante dell’intera serie è in fondo proprio il conflitto tra ideale e realtà, e il dualismo è qui quanto mai apparente. I tragici eventi in cui Shirou si trova sempre più invischiato mettono profondamente in crisi il suo sogno di essere un “eroe della giustizia”, una visione del mondo avuta in eredità dal suo salvatore e padre adottivo, e le cui radici non sono forse profonde quanto si era spinto a credere. Sotto la dolcezza della sua nascente relazione con Sakura si nasconde quindi il rischio di perdere la sua stessa identità.

Se la pellicola esplora con successo il rapporto tra Shirou e Sakura, tuttavia, non riesce altrettanto bene nel mettere in scena gli altri personaggi, la cui scarsa rappresentazione va a costituire il principale lato negativo del film: è a tratti paradossale la mancanza di reazione dei protagonisti di fronte ad alcuni eventi cardine, accettati con un atteggiamento ai limiti dell’indifferenza. Inoltre, per quanto il focus sia su Sakura, sarebbe stato preferibile lasciare più spazio ai comprimari, che pur non perdendo troppo in personalità vengono costretti a parti piuttosto marginali; un difetto che risulta ancora più evidente in un film basato sui dialoghi.

Rispetto a presage flower, lost butterfly presenta minori scene d’azione. Questo, tuttavia, non significa che sia un film meno violento: l’aspetto dark è assai marcato e, nonostante l’assenza dei molteplici combattimenti della pellicola precedente, il lungometraggio è pervaso da una sensazione di tensione costante, che lascia intuire come le cose stiano facendosi via via più brutali. Il ritmo si mantiene tutto sommato vivace, con scene d’azione, se non molto numerose, dinamiche e d’impatto, e momenti di quotidianità che tentano di stemperare la tragicità degli eventi, oltre a staccare un po’ l’attenzione dall’enorme numero di informazioni che vengono costantemente messe in gioco.

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Ottima la direzione artistica, anche superiore a quella del primo film. Le animazioni appaiono fluide e nitide, e il combattimento fra Saber Alter e Berserker (il quale, inoltre, appare decisamente migliorato nelle sue animazioni e nella sua CGI rispetto al primo film) rappresenta il pinnacolo dell’animazione raggiunto in un adattamento di Fate. La vera punta di diamante del film è tuttavia la gestione della fotografia, dinamica e ben ragionata, e dei background, che si mostrano sempre estremamente curati. Gli unici scivoloni in tal senso sono le scene di sesso; la scelta di inserirle è stata coraggiosa, ma se da un lato premia la scrittura della pellicola, che si dimostra organica e coerente a livello tematico, i segmenti intimi peccano di una realizzazione goffa e stereotipata.

Lo studio Ufotable conferma dunque il suo valore sul versante tecnico; anche la colonna sonora di Yuki Kajiura si rivela ancora una volta evocativa e molto calzante, a riprova della profonda conoscenza che la compositrice ha dell’opera. La traccia principale del film è infatti un pezzo calmo che, però, aumenta man mano d’intensità diventando sempre più sinistro e minaccioso.

Pur non esente da difetti, lost butterfly è nel complesso un film di buona qualità, capace di trasmettere efficacemente il suo messaggio pur concentrandosi unicamente sui due protagonisti. D’altra parte, l’assenza di spiegazione su alcuni eventi rende la trama un po’ criptica lasciando l’impressione di essere un prodotto pensato per esser fruito principalmente dagli appassionati dell’opera originaria.

Abbiamo parlato di:      
Fate/stay night: Heaven’s Feel – II. lost butterfly
Regia di Tomonori Sudo
Sceneggiatura di Akira Hiyama
Soggetto originale di Kinoko Nasu
Studio Ufotable, 2019

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