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Come parlare di mafia ai bambini: incontro con Lelio Bonaccorso

25 Giugno 2025
A scuola contro la mafia. Le parole per cambiare: Lelio Bonaccorso ci presenta al Trapani Comix il suo nuovo libro, in collaborazione con Giacomo Di Girolamo.
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Il Trapani Comix & Games 2025 non è stato solo fumetti, cosplay e intrattenimento, ma anche un importante spazio di riflessione civile, nel corso del quale presentare in anteprima il libro illustrato “A scuola contro la mafia. Parole per cambiare”, frutto della collaborazione tra il giornalista Giacomo Di Girolamo e l’illustratore Lelio Bonaccorso, già noto per i suoi lavori caratterizzati dal forte impegno civico. Un’opera pensata per le nuove generazioni, che affronta il tema della legalità con un linguaggio visivo accessibile e potente. Abbiamo intervistato Lelio Bonaccorso per capire meglio la genesi del progetto, le sue sfide artistiche e il valore di portare questi temi proprio in contesti frequentati dai più giovani.

Ciao, Lelio e grazie per il tuo tempo. Nei tuoi lavori precedenti, come Peppino Impastato, un giullare contro la mafia,La mafia spiegata ai bambini, hai affrontato il tema della criminalità con un approccio visivo potente. In A scuola contro la mafia come hai adattato il tuo stile, mantenendo l’efficacia del messaggio senza cadere nella retorica?
Ogni volta che affronto un progetto penso che ogni storia richieda un segno grafico particolare. Qui abbiamo come target degli adolescenti. Per cui potevo permettermi qualche virtuosismo in più rispetto a un lavoro concepito per un pubblico di bambini, nel quale è necessario usare un linguaggio più semplice e diretto.
Dal mio punto di vista, il bello di questo lavoro realizzato con Giacomo Di Girolamo è stato riuscire a raccontare con delle immagini che non fossero scontate, bensì potenti e immediate, e al tempo stesso non tradire la mia passione per l’acquerello. Per esempio, l’immagine che personalmente mi piace di più è quella classica con Falcone e Borsellino, quella che tutti conosciamo, in cui hanno uno sguardo arrabbiato, come a dire “ma che state facendo, voi, oggi?”. E questa, secondo me, è un’immagine molto, molto forte, anche perché tu fai un libro, sì, per ragazzi, però sai che questo libro può arrivare anche nelle mani di gente adulta.

Puoi raccontarci com’è nato questo progetto in collaborazione con Giacomo Di Girolamo? Per A scuola contro la mafia sono stato contattato dall’editore Il Glifo, che, conoscendo i miei trascorsi editoriali, mi ha chiesto se avessi voglia di illustrare un libro di questo tipo. Ci ho tenuto molto a farlo, anche perché era da un po’ che non lavoravo su testi che parlassero di questo argomento e poi mi rendo conto che come letteratura per ragazzi sulla legalità, soprattutto contro la mafia, non c’è moltissimo. Non c’è moltissimo, soprattutto nell’infanzia. Ci sono, invece, dei testi interessanti per un pubblico young adult  come Per questo mi chiamo Giovanni e Brancaccio di Claudio Stassi, oppure Peppino Impastato di Marco Rizzo.
Non c’è molto su questo argomento e per questo tipo di pubblico, anche perché non è semplice trovare un canale comunicativo con una generazione anche molto distante da noi autori. I ragazzi di 15 o 16 anni di oggi sono diversi da com’ero io alla loro età, no? Però devo dire, e questo l’ho visto anche all’estero, che, quando si parla di queste tematiche, sono molto ricettivi e capiscono immediatamente di cosa stiamo parlando.
Ho capito che gli adolescenti sono sempre in cerca di punti di riferimento. Quando si dice “ai ragazzi di oggi non gliene frega niente” non è vero. Semplicemente bisogna sdoganare il fatto che sono diversi da noi.

Qual è stata la maggiore sfida nel raccontare un tema così complesso? C’è una scena in particolare che è stata difficile da raccontare, anche non soltanto dal punto di vista grafico, ma anche da quello della sceneggiatura?
Per quanto mi riguarda, non ho mai fatto un fumetto su Falcone o Borsellino, perché c’è sempre non dico un timore reverenziale ma almeno la paura di non essere all’altezza di raccontare delle figure così grandi. Per esempio, io avevo dieci anni quando hanno ucciso Falcone e, purtroppo qualche mese dopo, anche Borsellino e ancora ricordo perfettamente tutto. Mentre vi parlo mi vengono i brividi. E sono ancora molto arrabbiato.
Però mi rendo conto che non è stato un sacrificio umano. E siccome mi rendo conto che sono figure di cui ho grande rispetto, nel momento in cui mi approccio a loro mi sento un po’ in ansia.
Però, con questa opportunità insieme a Giacomo, ho potuto mettermi alla prova, benché A scuola contro la mafia sia un libro illustrato e non esattamente un fumetto e questo credo mi abbia messo un po’ in difficoltà.

Qual è, secondo te, il valore aggiunto di portare un fumetto sulla mafia e incontri dedicati a questo tema all’interno di un evento come il Trapani Comix?
Sicuramente i libri sono importanti, però il confronto diretto con il pubblico credo sia il un valore aggiunto, perché passano meglio emozioni e informazioni. L’ho visto non solo qui, ma  anche in tanti anni di incontri con i ragazzi.


Incontrare gli autori lascia il segno. Ed è qualcosa di molto importante, tanto quanto faticoso. Però devo dire che quando giro per le scuole, ad esempio le scuole superiori, e mi trovo davanti un ragazzo che mi dice “Sai, ti ho incontrato alle elementari o alle scuole medie” e o mi dice “Dopo quell’incontro ho cominciato a pensare a certe cose e ho deciso di fare questo nella vita” mi rendo conto del senso di responsabilità che ho. E quanto sia importante seminare, soprattutto in un’epoca in cui tutti diciamo “ma chi te lo fa fare fare, tanto cambia niente”. E quello dell’impotenza è un brutto virus, non solamente in questo settore, ma in tanti settori. Soprattutto a noi meridionali, siciliani, che siamo sempre… “marchiati“.

Avete in programma qualche incontro con i ragazzi, per presentare il libro?
Gli incontri con le scuole sicuramente saranno organizzati a partire da settembre, perché devono avere anche il tempo materiale di conoscere il libro. Solitamente, questi incontri avvengono intorno alla primavera. E soprattutto sono libri a lungo termine, non hanno una scadenza.

Intervista condotta dal vivo al Trapani Comix and Games il 25 maggio  2025.

Lelio Bonaccorso

Nato a Messina nel 1982, è un fumettista, illustratore e poeta.
Ha collaborato con Marco Rizzo per 
Peppino Impastato. Un giullare contro la mafia” e La mafia spiegata ai bambini, entrambe pubblicate da BeccoGiallo, e per la realizzazione di reportage a fumetti come Salvezza e …A casa nostra. Cronaca da Riace, entrambi per Feltrinelli Comics. Sue le illustrazioni presenti anche nella graphic novel Jan Karski. L’uomo che scoprì l’Olocausto edita da Rizzoli Lizard. Per la casa editrice Tunué ha scritto e illustrato Vento di libertà e nel 2022 è stato candidato al Premio Strega Poesia con la sua raccolta Fiori di vento. Insieme a Marco Rizzo ha pubblicato Que viva el Che Guevara e Per amore di Monna Lisa. Ha illustrato Caravaggio e la ragazza, su soggetto e sceneggiatura di Nadia Terranova, e La mia seconda generazione, in collaborazione con Saghar Khalegphour. Ha inoltre collaborato con  Marvel e Dc Comics.

Maria Concetta Amato

Maria Concetta Amato

Nata nel 2000 a Palermo, ha sempre coltivato una grande passione per la letteratura e la scrittura. Dopo aver conseguito la laurea in Lettere Classiche nel 2022, ha deciso di spingermi oltre i confini della tradizione, trasferendosi a Genova per immergersi nel mondo dell’editoria moderna. È lì che ho completato il suo percorso magistrale in Informazione ed Editoria, presentando una tesi intitolata Il Mercato del Fumetto Italiano: Analisi e Prospettive, una riflessione su un settore in continua evoluzione che non smette mai di affascinarla. Ama leggere, scrivere e perdersi nelle storie delle serie TV, ma ciò che più la appassiona è condividere queste riflessioni online. Il suo sogno è lavorare in una casa editrice, idealmente specializzata in fumetti, dove poter contribuire alla nascita e alla diffusione di nuove storie capaci di emozionare e sorprendere. Il suo obiettivo è trasformare la passione in un mestiere e contribuire a rendere il mondo dell’editoria un po’ più magico.

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