
Al netto del falso storico secondo il quale Churubusco si trova su una montagna 1, quanto narrato da Ferraris è ciò che accadde al battaglione San Patrizio nel 1846: espugnata Churubusco, i disertori vengono scovati e condannati a morte per tradimento. Tra loro anche un italiano: nel fumetto è il soldato Rizzo - personaggio di pura finzione. Come confermato dall’autore nell’intervista rilasciata al nostro sito, la realtà supera la fiction: un soldato “Rizzo” arruolato tra le file del battaglione San Patrizio esistette davvero.
Ferraris scrive un fumetto crudo, asciutto, dotato di una forza primigenia che viene amplificata dai silenzi e da un tratto volutamente sporco, sgraziato, istintivo.
Ciò emerge chiaramente dai volti, nei quali le espressioni curate al dettaglio esprimono, senza necessità ridondante di parole, i pensieri, le ansie, le paure che i personaggi stanno vivendo. Questo particolare permette di caratterizzarli in maniera ben definita e rende, con lucido realismo, le contraddizioni e le atrocità della guerra che vivono; uomini che vagano stremati in cerca di un obiettivo nascosto, incattiviti e stremati dalla guerra.
È indicativo che i volti si rilassino e che l’umanità riemerga solamente nei momenti di gioco o di festa, nei quali la guardia è più bassa e dove emerge l’umanità anche da parte dei mercenari più efferati.

Churubusco non è però (solo) una cronaca storica di quanto accaduto - nonostante la storia sia verosimile - al contrario è un fumetto dalle molteplici anime, a tratti persino surreale.
Finanche il sogno entra in maniera prepotente nella vicenda e diventa anzi elemento caratterizzante del dolcissimo e straniante finale, nel quale gli episodi onirici di Rizzo si mischiano alla realtà, laddove la linea di demarcazione tra storia e finzione, realtà e sogno è completamente persa, e il nero del carboncino che caratterizza le atmosfere della vicenda, si dissolve e si arrende al bianco delle pagine finali.
A colpire è anche il ritmo della narrazione.

Andrea Ferraris ci racconta un episodio crudo nel quale emerge di prepotenza la situazione storica di quel periodo: gli immigrati disposti a tutto per poter ricevere un pezzo di terra e la cittadinanza americana, pronti a lottare e logorarsi per una guerra di cui non condividono gli ideali - e senza essere mai perfettamente integrati come evidenziato dai vari siparietti tra i soldati Rizzo e Gibson.
Vediamo inoltre una America espansionista disposta a tutto pur di aprirsi una strada commerciale verso il Pacifico, e quanto una guerra renda animalesche le scelte delle persone, spogliate della loro umanità.
La narrazione è sicura, l’uso sapiente del carboncino permette di creare dei giochi di luce/ombra efficaci dal punto di vista narrativo, così come appare riuscita la scelta di caratterizzare i momenti onirici con l’utilizzo dell’acquerello color caffè.
Menzione anche alla Coconino che oltre a una catalogo sempre di qualità, confeziona con perizia e cura editoriale questo fumetto, con una appendice finale composta da note storiche e foto d’epoca che testimoniano la vicenda reale.
Abbiamo parlato di:
Churubusco
Andrea Ferraris
Coconino Press - Maggio 2015
195 pagine, brossurato, bianco e nero e colore - 18,50 €
ISBN: 9788876182839
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Churubusco è in realtà un quartiere di Città del Messico ↩









