
Il viaggio di Micol e Robert, coppia in crisi che si deve recare in Macedonia del Nord dal padre e la madre (ricoverata) di lui, diventa per Boban Pesov il pretesto per costruire un racconto transgenerazionale (e in parte autobiografico) che ripercorre il viaggio di Milan, padre di Robert, dal proprio paese all’Italia e il suo ritorno in patria.
Pesov, pur attingendo in maniera a volte quasi mimetica tanto artisticamente che narrativamente ai grandi classici del genere, in particolare ai fumetti di Paco Roca, racconta la sua storia in maniera equilibrata e scorrevole, bilanciando momenti drammatici e divertenti, dolci ed emotivi, gestendo molto bene il passaggio tra i tre piani temporali grazie a una costruzione della tavola molto chiara e sapendo immergere la vicenda personale in quella storica in maniera organica e armonica.
La coscienza narrativa si riflette anche in quella artistica: ispirandosi tanto a Roca quanto alla linea chiara francese, Pesov tratteggia personaggi e ambienti con un segno preciso, leggero ma dettagliato, e sfrutta la colorazione per accompagnare lo scorrere della storia, in particolare per segnare le differenze temporali.
In un periodo storico che sembra essersi scordato delle tragedie seguite alla fine della ex-Jugoslavia, la storia intima di Pesov si inserisce con delicatezza nel racconto, anche a fumetti, di un momento cruciale della Storia europea.
Abbiamo parlato di:
C’era una volta l’Est
Boban Pesov
Tunué, 2025
192 pagine, brossurato, colori – 19,90 €
ISBN: 9788867906550

