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Bugs Comics 2.0 – l’era dell’insetto: intervista a Gianmarco Fumasoli

Abbiamo intervistato Gianmarco Fumasoli, direttore editoriale e fondatore della Bugs Comics, per scoprire la nuova avventura che attende la sua casa editrice e per fare il punto della situazione sui progetti che ci attendono nei prossimi mesi.

Da qualche tempo sulle pagine ufficiali dei principali social network, sotto al logo della casa editrice è apparso un misterioso countdown che proprio oggi, 22 febbraio 2018, arriva al fatidico giorno zero. Abbiamo contattato , direttore editoriale e fondatore della Bugs Comics per avere qualche notizia in più su questo fantomatico conto alla rovescia e per scoprire quali sorprese ha in serbo nel 2018 l’editore romano.

Intervista a Giamarco Fumasoli

Ciao Gianmarco e grazie per avere accettato di rispondere alle nostre domande, molto gentile. Il 22 febbraio 2018 è la data ufficiale dell’inizio della nuova avventura editoriale e commerciale della Bugs Comics. Quando hai iniziato a pensare a questa svolta?
Intanto buongiorno a tutti i lettori de Lo spazio bianco e grazie come sempre a te, Michele, per la disponibilità nei confronti della nostra realtà.
La crescita è al primo posto nei miei pensieri; si deve lavorare nel presente ma sempre con un occhio al futuro, soprattutto in un periodo storico nel quale i cambiamenti sono continui e repentini e, in particolar modo, se vuoi cambiare qualcosa e non semplicemente adeguarti o seguire il mercato. BUGS è una realtà giovane, ma che da subito si è proposta di sopperire ad alcune mancanze del mondo del fumetto intese come una redazione che permettesse ai giovani talenti di non essere mandati allo sbaraglio, un editing preciso e puntuale da parte di professionisti del settore e, soprattutto, una chiarezza progettuale e una consapevolezza messe a fattor comune con ogni figura professionale entrata in contatto con noi. Ad esempio, coinvolgere gli autori attivamente nella sfida editoriale ha significato metterli in condizione di sapere che i loro compensi sarebbero potuti arrivare anche 90 giorni dopo l’uscita del prodotto. Credendo nella bontà progetto, hanno accettato di fare qualche sacrificio e questo ha permesso alla piccola casa editrice di crescere. Così è nata la BUGS e così è andata avanti fin quando è stato necessario.
Il primo stand a Lucca l’abbiamo preso avvisando gli autori che quelli erano gli ultimi soldi che avevamo e che in base agli incassi di Mostri 1, avremmo poi pagato il loro lavoro. Scommessa accettata da loro e, grazie al successo di Mostri 1, vinta.
La crescita in BUGS è di tutti: autori che partono con noi per poi arrivare a lavorare per importanti realtà italiane ed internazionali e casa editrice che comincia ad avere un riscontro, sia in termini di visibilità che economici.
Tutti sanno cosa è giusto fare e come farlo, è normale sia così. Per farlo poi, però, sono necessarie volontà e risorse ma ti assicuro, Michele, che la volontà è il 90% della spinta che occorre.

Bugs Comics 2.0 - l'era dell'insetto: intervista a Gianmarco Fumasoli

Puoi dirci come sarà il nuovo organigramma della “nuova” Bugs e come hai coinvolto nuovi soci?
Il coinvolgimento dei nuovi soci si è reso necessario quando ho capito che stavamo crescendo; è successo a Lucca del 2016, molti autori stavano partendo per altre realtà editoriali ma nuovi ne arrivavano, anche nomi importanti che avevano voglia di lavorare con noi e sostenere il progetto BUGS. Era appena uscito Alieni e le cose stavano cominciando a funzionare abbastanza bene. Ricordo post sui social di altre realtà editoriali del tipo “Effettivamente la fantascienza manca nel nostro catalogo” e mi sono reso conto che, comunque, per quanto piccoli, eravamo oggetto di molte attenzioni.
La crescita è avvenuta di conseguenza e nel rispetto di quella che è la filosofia BUGS. Ho realizzato un business case e ho cominciato, letteralmente, a bussare porta a porta per presentarlo. I rifiuti sono stati tanti, ma più bussavo e più suscitavo interesse nelle persone più disparate. Amici, autori e altre realtà editoriali interessate a lavorare con noi.
La parte più interessante è stata però il coinvolgimento degli autori. Non posso ancora dire chi, ma alcuni dei ragazzi con cui collaboro diventeranno soci e questo, se ci pensi, è il segnale più importante del riconoscimento del loro apporto, come della coralità del progetto: hanno costruito e vissuto la crescita in questi anni; chiedere quindi a loro di investire nella società che li fa lavorare oggi e li farà lavorare in futuro, permettendogli anche di avere un ritorno dalla stessa in qualità di soci è tanto logico quanto corretto e funzionale all’ulteriore sviluppo.
La vera svolta però arriva quando, nel nostro girovagare, incrocio la strada di P&Co., che sarebbe riduttivo definire solamente “una società di consulenza”. La P&Co. è un gruppo di ragazzi con delle capacità enormi per ciò che riguarda la comunicazione web e non, il social media marketing, i processi, l’organizzazione e tutto ciò che serve per gestire un’impresa. Mi rendo conto in quel momento che loro hanno tutto quello che manca a noi, siamo complementari al 100% e insieme non possiamo perdere. P&Co., quindi, non solo decide di sostenerci ma entra in società con la BUGS, facendosi carico di tutti gli aspetti che permetteranno alla nostra realtà di avere una crescita importante e trasversale.

E’ già possibile capire quanto potrà cambiare la politica della casa editrice con l’ingresso di nuovi partner commerciali in un’azienda che si è finora mossa in ambiente tutto sommato “famigliare”?
Da questo punto di vista ti posso assicurare che non cambierà nulla. La politica della BUGS è quella che ha permesso a questa “famiglia” di crescere e arrivare ad oggi e non cambierà di una virgola. Ogni persona che entra a far parte della BUGS, lo fa per sopperire a una necessità che la crescita implica ed occuperà un ruolo che, fino a oggi, veniva gestito da noi in maniera amatoriale seppur con riscontri interessanti. Il passo successivo prevede una spinta che necessita, oggi più che mai, che ognuno faccia il suo nel rispettivo campo di competenza ma la politica della casa editrice e la sua linea editoriale “Come racconti è più importante di cosa racconti”, non cambieranno.

Il 2019 sarà l’anno in cui gli sforzi di questa nuova creatura potranno essere raccolti a quanto ho capito. Quali novità e quali nuovi progetti possiamo aspettarci?
Uno degli obiettivi è sicuramente arrivare in edicola nel 2019. In un momento in cui “sembra” che le edicole vengano abbandonate a favore delle librerie e delle fumetterie, è realistico pensare che, se mai avverrà, ci vorranno parecchi anni prima che ci sia una completa inversione di tendenza. Per questo, siamo perfettamente consapevoli che la capillarità del canale e la distribuzione delle edicole sul territorio richiedono forza e capacità importanti per una distribuzione che voglia arrivare il più lontano possibile. Per crescere, quindi, ci attrezzeremo per arrivare in edicola e arrivarci efficacemente.
Quanto ai prodotti, è prematuro entrare nel dettaglio, ma quello che faremo è proporre, in edicola, fumetti appositamente realizzati e che tengano conto dell’approfondito e costante confronto che, con grande impegno, stiamo portando avanti con i lettori. Con loro stiamo lavorando a stretto contatto, visto che seguono anche altre importanti realtà editoriali e possono essere cruciali per capire cosa può piacere e cosa no, cosa si aspettano e cosa detestano. L’idea è di provare a vedere come, almeno in parte, possiamo riuscire a fare la differenza.
Sono dell’idea che se un prodotto non funziona ci sono sempre motivi precisi. Basta chiedere e se 20 persone su 20 ti confermano la stessa motivazione, qualche domanda dovresti portela. E poi ci sarebbe la scuola di fumetto Bugs…

Bugs Comics 2.0 - l'era dell'insetto: intervista a Gianmarco Fumasoli

Se per il mensile le voci circolavano già da un po’ di tempo nell’ambiente, la notizia di una scuola di fumetto è una grande novità. Come avete maturato questa decisione? Ci puoi spiegare più in dettaglio come sarà strutturata la vostra scuola e quali obiettivi si prefigge?
Questo è un discorso molto delicato. Sono anni che noi lavoriamo con giovani autori, valutiamo portfolio e facciamo passare tutti i nostri collaboratori attraverso un meccanismo di prove specifiche con tavole che affrontano problemi di panneggio, prospettiva, sequenza, etc. etc. Ci siamo strutturati da subito per farlo, dal primo numero di Mostri. Per disegnatori e per sceneggiatori.
Abbiamo editor che si occupano della supervisione di portfolio, di dare prove specifiche e di supervisionare tutte le matite che devono poi essere inchiostrate ed andare in stampa.
Nel corso di questi anni mi sono trovato di fronte a disegnatori che hanno detto: “Ah, fate fare le prove? Allora è una cosa seria.” o a sceneggiatori che non sapevano che le tipologie di colpi di scena con forte impatto visivo vanno su tavola dispari in modo da non distrarre l’attenzione dalla precedente, quando si volta pagina.
Non voglio dire che facciamo da scuola, ma le persone con noi apprendono. Perché alcuni giovani autori non sono ancora preparati ad affrontare il mercato, perché sembra non essere di dominio pubblico il manuale “come si contatta un editore e come si lavora in una redazione”, perché i social oggi sono una vetrina molto accattivante che però espone al rischio di andare allo sbaraglio e per tanti altri motivi, stiamo progettando una scuola che si posizioni in maniera innovativa nel panorama didattico attuale, per offrire una preparazione specifica, puntuale e ampia, che faccia tesoro più che mai tutte le problematiche che abbiamo riscontrato durante la nostra esperienza editoriale.
Il nostro obiettivo è formare autori in grado di affrontare con elevata consapevolezza il mondo del lavoro, dar loro una preparazione professionale attraverso un percorso didattico preciso e adattabile in base alle necessità individuali e, soprattutto, far studiare loro sia “i sacri testi” del fumetto che la “vita vera” di redazione.

Come saranno composti i vari team creativi per il mensile da edicola? Avete già coinvolto anche altri nomi al di fuori del vostro solito staff? Puoi farci già qualche nome?
Il nostro team creativo è, chiaramente, in evoluzione. Stiamo contattando nuovi autori per cominciare a pianificare i prossimi step in base alle scadenze che ci siamo dati. Per noi però, trovare autori non vuol dire soltanto cercare la qualità ma, come ben sai, trovare qualcuno che sposi il progetto e creda negli ideali che la BUGS porta avanti.
I nostri autori attuali sono al lavoro sulle prossime pubblicazioni BUGS e anche sulle prove per le edicole. Parlo di prove perché le uscite in edicola implicheranno un ulteriore affinamento e nuove prove specifiche “per genere”. L’obiettivo, con il tempo, è fare in modo che si possa lavorare trasversalmente per entrambi i mercati facendo leva su volumi crescenti di lavoro su cui coinvolgere gli autori, L’idea portante è che BUGS per i nuovi autori possa diventare non solo la casa editrice che li forma ma anche quella che li tiene una volta formati. Ahahahahah!

Se il mercato delle fumetterie e librerie è già impegnativo di per sé, l’edicola è un passo veramente grande. Come intendete affrontarlo, come pensate sia possibile ritagliarsi un po’ di visibilità e di longevità con tanta concorrenza? E’ sufficiente “il personaggio”, la qualità delle opere, o serve altro?
Secondo me occorre fare un paio di premesse. In BUGS sappiamo che il mercato delle edicole è più complicato rispetto a fumetterie e librerie di varia ma, principalmente, per i numeri che bisogna produrre e il ritmo che si deve mantenere (come produzione e come qualità). Con questo non voglio ridurre a due sole dimensioni la complessità del produrre, distribuire o vendere fumetti per l’edicola; dico solo che per certi aspetti quello che abbiamo portato avanti sin qui e che stiamo affrontando al momento è significativamente più complicato.
Ma, detto questo, se parliamo di gestione della distribuzione e di numero di distributori nazionali a confronto, di visibilità nel punto vendita, di eco che si può generare o di spese per la realizzazione di un singolo volume messe a confronto con il numero di prodotti stampati, le edicole possono risultare paradossalmente meno difficili, come mercato, rispetto a quello che attualmente affrontiamo.
Chiaramente la qualità delle opere resta il centro del tutto. Si può fare una pubblicità enorme, stampare un milione di copie e venderle in tutte le edicole, fumetterie, librerie o macellerie d’Italia ma se il prodotto non rispetta le aspettative, puoi vendere il primo numero e poi ti fermi. Quello che saremo impegnati a fare è creare un prodotto di qualità, che poi è il principale motivo per cui i tempi prevedono che la BUGS arrivi a tirar fuori il primo fumetto per le edicole nel 2019.

Bugs Comics 2.0 - l'era dell'insetto: intervista a Gianmarco Fumasoli

Le vostre testate antologiche continueranno a trovare spazio nella nuova linea editoriale?
Le nostre testate antologiche, che sono allo stato attuale il cuore pulsante della BUGS, continueranno ad essere prodotte e aumenteranno di numero e di genere già dalla prossima Lucca. Sono i fumetti che hanno creato il terreno su cui si è sviluppata la nostra identità editoriale, le vetrine che hanno permesso a molteplici autori di dimostrare il loro potenziale; sono state, sono e saranno la possibilità di sperimentare, creare collaborazioni e permettere a tanti nomi del mondo del fumetto di collaborare con noi visto l’impegno tutto sommato limitato a dieci o dodici tavole. Le riviste proseguiranno e nulla impedisce di pensare a un futuro, per loro, in edicola in parallelo ad altri prodotti.

Per quest’anno invece quali pubblicazioni ci attendono?
Permettimi una premessa anche in questo caso, Michele. Quando uscì Alieni, ci scrissero lettori che temevano che Mostri chiudesse e quando, quest’anno, presentammo Gangster, qualcuno si preoccupò che altro venisse interrotto. Questo mi ha sempre fatto sorridere perché al contrario io vivo questa cosa come una crescita e il fatto che qualcuno si potesse preoccupare che fosse una sostituzione di un qualcosa che non funzionava, mi ha fatto sempre riflettere tanto su alcune leggi che regolano il mercato del fumetto in Italia.
Detto ciò, quest’anno arriveranno tante novità, a partire dalle prossime pubblicazioni: Alieni 3 e Mostri 9 entro l’estate. Mostri 9 sarà il rilancio della rivista; Valerio Giangiordano e Paolo Altibrandi stanno lavorando alla nuova veste grafica e alle nuove copertine e sarà cartonato con tutte storie inedite. Su Alieni 3 torna Claudia Balboni ed esordirà Annapaola Martello mentre Mostri 9 ospiterà Elena Casagrande e Sudario Brando.
I nostri piccoli MoFtri arriveranno a Lucca con un corposo volume che vedrà la raccolta di tutto il materiale edito dal 2015 ad oggi, alcuni inediti e il primo passaggio dei MoFtri dal B/N ai colori anche attraverso una splendida copertina di Adriana Farina.
Cominceremo poi ad aprirci a una tipologia di fumetti differenti a partire da un volume di Helena Masellis che sono convinto avrà un gran successo e che a breve lanceremo on-line per poi presentare il cartaceo sempre a Lucca assieme ad altre novità.

La “vecchia” Bugs: che ne diresti di fare un bilancio di quello che è stata fino a oggi?
La vecchia BUGS cresce e si porta a un diverso stadio di maturità. Non viene messa da parte per fare spazio al nuovo, ma un bilancio è d’obbligo: sono stati anni importanti, tanto per far passare il nostro messaggio quanto per il lavoro vero e proprio. Far capire che volevamo provare a comportarci, nel nostro piccolo, in maniera innovativa rispetto alle realtà editoriali esistenti, non è stato semplice. Cercare di contrastare la diffidenza e muoversi correttamente nei confronti di tutti, però, è stato quello che ha fatto crescere di più sia il “bacarozzo”, che le persone che l’hanno sostenuto.
Una volta mi hanno detto che sembriamo un collettivo nonostante poi, alla fine, siamo una vera e propria casa editrice e ci sono state le prime fiere alle quali abbiamo partecipato che ci chiedevano se volevamo un posto nelle autoproduzioni o nell’artist alley ma questo per me ha sempre voluto dire che quello che facevamo, lo stavamo facendo bene.
L’importante è sempre ricambiare la fiducia che ti viene data quando ne hai l’occasione, nei confronti di tutti. Un esempio banale sono le nostre copertine. Spesso da fuori mi viene chiesto se è possibile collaborare con noi realizzando copertine regolari per una rivista o per l’altra, ma questo non è possibile perché le copertine, di volta in volta, vengono affidate ai nostri autori che si sono fatti in quattro prima sulle storie, dimostrando le loro capacità perché gli venissero affidate anche le copertine di un prodotto specifico.
Forse sto andando fuori tema ma il bilancio è positivo, sono contento dei momenti brutti e di quelli belli, delle discussioni con Paolo, Alessio, Andrea o Adriana e degli abbracci che sono venuti dopo perché chi lavora sbaglia, chi si mette in gioco e rischia sbaglia, l’importante poi è imparare dai propri errori e rimettersi al lavoro. Tutto quello che abbiamo fatto c’ha portato dove siamo oggi quindi è positivo; assolutamente.

Bugs Comics 2.0 - l'era dell'insetto: intervista a Gianmarco Fumasoli

Una domanda un po’ sentimentale. La Bugs è un progetto che hai creato dal nulla, che hai cresciuto lentamente come un figlio. Ti dispiace privarti di questa sorta di “paternità” e consegnare la tua creatura a un futuro nel quale non sei forse più l’unico a deciderne le sorti?
Bella domanda. Quando hai un figlio lo cresci inizialmente tu ma poi devi affidarlo, per alcuni aspetti, ad altre persone. Questo è quello che sta accadendo in BUGS e che, riflettendoci, è quello che accade da sempre.
La BUGS ha più di un “genitore” e il mio ruolo, oltre quello diciamo di direzione editoriale, è stato quello di intervenire in caso di dubbi o pareri contrastanti ma da quando abbiamo mosso i primi passi, ognuno di noi ha curato gli aspetti che il proprio ruolo implicava. Per esempio Paolo Altibrandi ha realizzato i nostri loghi e stabilito la nostra linea artistica in totale autonomia. E’ chiaro che poi ci si confronta ma questo vale per tutti i ruoli e per tutte le persone che lavorano con noi; è la base del lavoro di squadra.
Questo per dire che la BUGS ha più genitori, ognuno con il suo ruolo e così sarà in futuro con la differenza che aumenteranno i ruoli da ricoprire. Alle elementari hai un solo maestro ma quando passi alle medie è giusto che la matematica ti venga insegnata da un professore di matematica e non di educazione fisica.
Si nota che ho apprezzato il tuo paragone tra BUGS e il rapporto “genitore-figlio”? No perché altrimenti posso continuare con altri esempi.

Una nuova Bugs, nuovi soci, un mensile e una scuola, tutto nel giro di un paio d’anni: quale sentimento prevale in te; paura o euforia?
Terrore

Ciao Gianmarco e in bocca al bacarozzo per tutti i vostri progetti.
Ciao, alla prossima!

Intervista realizzata via mail il 20/02/2018

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