“Ho sempre visto nel mutante non solo un frutto di fantasia, un vezzo creativo, ma una possibile evoluzione dell’essere umano, sempre così fortemente impegnato a crearsi le migliori condizioni per arrivare al peggior scenario possibile”.
Le parole di Stefanio Zattera, contenute in seconda copertina di questo volume, rivelano le intenzioni e la visione creativa di un fumettista trasversale e retroPop (creatore del detective mutante Earl Foureyes e dello scorrettissimo Baby Burger) che attraverso la diversità affronta le storture, i difetti e le ipocrisie della società moderna trasfigurandola in un personale universo “mutante” tex-mex ricco di contaminazioni. Ideata per il supplemento a fumetti de Il Manifesto (l’indimenticato Alias Comics), Brenda è una cowgirl/ragazza mucca nel vero senso della parola che si muove in un West retro futurista diviso tra fumetto americano e italiano (da The Spirit a Cocco Bill, per intenderci), dove convivono tra loro più generi narrativi (come ad esempio il western e la fantascienza vintage della metà del 20esimo secolo) mostrando un’umanità varia composta da indiani e cowboy, alieni e robot vintage, supereroi, ermafroditi, sciamani e freaks vari.
A prima vista, le opere di Stefano Zattera ci riportano indietro nel tempo a quella new wave fumettistica degli anni ’90 sperimentale, avanguardistica e irriverente, sempre intenta nel cercare metodi espressivi e personaggi non allineati alle leggi di mercato ma, al tempo stesso, ricordando ed elaborando il lavoro dei maestri del passato. Brenda è un esempio della ricerca stilistico/ideologica di Zattera: un’eroina che esprime indipendenza, solidarietà e ironia in quelle che sono storie di puro intrattenimento ed evasione, ma che parlano anche di rivendicazioni sociali, intolleranza e razzismo senza intenti educativi. Le trame da un lato sono improntate sul medesimo canovaccio narrativo (la protagonista, nel corso dei suoi vagabondaggi, arriva in un posto e trova una situazione da risolvere o qualcuno in difficoltà da aiutare), mentre dall’altro hanno uno sviluppo caratterizzato da un felice e ragionato nonsense grazie al ricco bagaglio letterario, fumettistico e cinematografico dell’autore.

Sul fronte grafico, le tavole sono ricche e dettagliate e, nonostante alcuni elementi non del tutto convincenti (una certa rigidità nella postura dei personaggi e un uso forse eccessivo di inquadrature con volti di profilo), sono frutto di uno stile volutamente retrò, realizzato con chine pulite e una colorazione piatta che rimanda apertamente all’estetica pop americana degli anni ’50 e ’60 nonché al lavoro di autori come Will Eisner, Steve Dikto, e John Romita, ma anche artisti più recenti come Charles Burns, Daniel Clowes e Mike Allred.
Il volume della Barta Edizioni contiene tutte le strips (adottandone anche il formato orizzontale) realizzate fino ad ora da Zattera, con una galleria extra di ritratti dell’eroina firmata da vari autori, tra i quali anche il grande Miguel Angel Martin.
Abbiamo parlato di:
Brenda Cowgirl
Stefano Zattera
Barta Edizioni, 2025
96 pagine, brossurato, colori – 15,00 €
ISBN: 9788898462988

