
Ci sono storie destinate a diventare fin da subito pietre miliari sia nella bibliografia di un personaggio, sia nella storia dei fumetti. Batman, urla nella notte è una di queste, forse penalizzata dall’ essere uscita un anno dopo la celebre Arkham Asylum di Grant Morrison e Dave McKean, ma che insieme ad essa (oltre al Ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller) ha contribuito alla rinascita dell’Uomo Pipistrello nonché al suo passaggio – per lui e per tutto il genere supereroistico – in una dimensione adulta composta da temi complessi e maturi.
Archie Goodwin (storico sceneggiatore ed editor di Batman) e Scott Hampton (allievo di Will Eisner e illustratore nel 1983 di Silverheels, considerato il primo fumetto dipinto continuativo) realizzano nel 1991 forse la storia più drammatica e realistica di Batman: il Cavaliere Oscuro è impegnato a fronteggiare una nuova droga sintetica per le strade di Gotham nonché il crimine organizzato a essa collegato ma, insieme al commissario Gordon, si ritrova anche ad indagare su una sconvolgente catena di sangue che cela orrori domestici inconfessabili.

I due autori, in perfetta sintonia tra testi e disegni, realizzano un thriller cupo, a tinte forti e di grande atmosfera che progressivamente assume i toni di un noir psicologico coinvolgendo Gordon e Batman nel più disumano crimine che un uomo/genitore possa compiere: l’abuso su un bambino. Un tema d’attualità atroce e doloroso che Goodwin tratta con realismo crudo ma non gratuito, restituendo il tutta la sua barbarie la violenza e la sopraffazione fisica, psicologica e sessuale di un adulto verso un minore. Lo sceneggiatore è molto abile nel costruire, passo dopo passo, la struttura del racconto, che si scinde in due tronchi paralleli fortemente introspettivi: da un lato la vicenda investigativa, dall’altro l’aspetto umano relativo ad essa che vede la figura di Gordon emergere in primo piano su quella di Batman.
Il commissario viene descritto come uomo, marito e padre con un’intensità mai vista prima, relegando il cavaliere oscuro come personaggio comprimario e di supporto. Il caso su cui sta indagando fa emergere le violenze a cui fu sottoposto da bambino, con una furia repressa che rischia di esplodere e distruggere la sua carriera e la sua famiglia. Il ritratto psicologico di Gordon è costruito con molta cura e sensibilità, risultando assolutamente realistico. Al progressivo approfondimento del personaggio si accompagna una narrazione solida che evolve attraverso il corso delle indagini, con numerosi colpi di scena e dolorose rivelazioni, non ultima l’angosciante consapevolezza di Batman di non poter proteggere tutti, sapendo che in qualsiasi momento un bambino è sottoposto a violenza tra le mura di casa.
Scott Hampton aggiunge peso alla trama, illustrando con maestria pittorica i testi di Goodwin e contribuendo in maniera fondamentale alla costruzione del timbro e della dimensione narrativa di storia e protagonisti. L’artista realizza tavole dalle atmosfere sulfuree che sembrano quadri connotati da un vivido realismo nell’impostazione di ambienti e personaggi, tra luci ed ombre, evidenziate con pennellate di colori vividi (bianco e nero, blu notte e blu elettrico) e acidi (grigio antracite e verde ruggine) alternati tra loro.
Batman, urla nella notte ci dimostra come, nel giusto modo, i fumetti possono essere usati per trattare qualsiasi argomento, anche quelli più scomodi, utilizzando la figura di Batman come portatore di tematiche, interrogativi e riflessioni non facili da porre.
Abbiamo parlato di
Batman: Urla nella notte
Archie Goodwin, Scott Hampton
Traduzione di Andrea Toscani
Panini, 2024
96 pagine, cartonato, colori – 25,00 €
ISBN: 9788828794677
