Prosegue la prolifica collaborazione tra la casa editrice modenese Logos Edizioni e l’illustratore catalano Roger Olmos la cui produzione artistica è da anni impegnata su due fronti. Da un lato nell’arricchire, con la propria arte, classici della letteratura per ragazzi e non. Dall’altra nel promuovere la propria scelta di vita, quella di seguire una dieta vegana, attraverso illustrazioni che risveglino le coscienze mettendo in mostra le contraddizioni e l’ipocrisia di una società che ha costruito il proprio benessere sullo sfruttamento industriale degli animali.
Ed è proprio a queste opere che occorre volgere lo sguardo per conoscere non solo l’Olmos illustratore, ma anche l’Olmos artista. Perché è qui che la sua arte si fa carico di un impegno etico e civile che ne mette in risalto non solo la forza comunicativa ma anche emozionale. A questo riguardo Senzaparole è senz’altro la sua opera più famosa, un’enciclopedia illustrata del moderno pensiero animalista, capace di mettere a nudo una società che non si fa scrupolo a maltrattare gli animali non solo per la produzione di carne e derivati, ma anche a scopo di intrattenimento con i circhi, fino ad arrivare ad ambiti meno noti eppure parimenti agghiaccianti come quello riguardante i test per scopi cosmetici.
Ma se Senzaparole rimane, di fatto, una carrellata di dipinti legati da un tema comune, in Amigos Olmos ha saputo affrontare il medesimo argomento senza per questo rinunciare a raccontare una storia. Una storia nella cui protagonista, una bambina di cui non conosciamo il nome, è facile immedesimarsi perché personificazione del bambino presente in ciascuno di noi. Non esiste, infatti, chi a quell’età non abbia mai sfogliato uno di quei libri colorati e ricchi di illustrazioni senza immaginare di avere per amici quei buffi animali lì disegnati. E se in Senzaparole il messaggio animalista è trasmesso per metafore adulte e di non così immediata lettura, Amigos ha invece il merito di adottare il linguaggio semplice dell’infanzia così da non tradire la fiducia del pubblico a cui si rivolge.
La storia è quella di una madre che decide di regalare un libro alla propria figlia. Un libro nella cui copertina campeggia il volto simpatico di un maialino. È proprio questo libro ad accenderne la fantasia spalancandole le porte di un mondo fantastico popolato di animali. Fino a qui siamo di fronte al classico topos della letteratura per ragazzi che attraversa indenne le generazioni da Maurice Sendak a Peppa Pig, ma a cui Olmos decide di regalare un finale che spazza via qualsiasi pretesa di lieto fine in favore dell’impietosa e cruda realtà. E in questo Amigos assomiglia più alle fiabe classiche, non quelle edulcorate e rimaneggiate nel corso del Novecento, ma quelle originali che avevano il compito di educare i giovani alla vita raccontandone le difficoltà senza indorare la pillola.
Una fiaba in particolare torna alla memoria, ed è quella dei fratelli Grimm intitolata Come certi bambini si misero a giocare al macellaio, in cui due fratellini vedendo il padre sgozzare il maiale decidono di farne un gioco, che finirà in tragedia, impersonando uno il maiale e l’altro il macellaio. Olmos ovviamente non indugia in particolari macabri, ma pur evitando di mostrare la violenza la sottende con un’efficacia che la rende, se vogliamo, ancora più difficile da sopportare. Perché la brutalità si consuma nel quotidiano di una cucina, tra il taglio di una cipolla e la pelatura di una patata, e perché il carnefice è proprio una mamma, che in virtù del suo ruolo dovrebbe incarnare la purezza e la compassione da cui prendere esempio, e invece è vittima di una doppia morale, insegna ad amare gli animali e poi li serve come pasto. Un cortocircuito disturbante raccontato per mezzo di soluzioni visive semplici ma efficaci.
Per le parti ambientate nel mondo di fantasia Olmos si serve del colore rendendo efficacemente l’effetto delle pennellate ad olio su carta, così da conservare l’impronta pittorica che è il suo tratto distintivo. Per le scene ambientate nel mondo reale, e in particolare nella cucina, abbiamo invece un bianco e nero di matita e polvere di grafite. Gli animali ovviamente sono rappresentati con tratti antropomorfi e, filtrati dall’occhio immaginifico di una bimba, assumono espressioni umane e gioiose. A far da contrappasso a tanta tenerezza – che si esprime anche nelle fattezze boteriane e nell’onnipresente colore rosa che è elemento che accomuna il maiale all’uomo ed è colore che richiama tutto quanto è femminile, innocuo e rassicurante – abbiamo gli spazi del reale, la casa e la cucina, dove il bianco e nero e gli ambienti spogli trasmettono un senso di oppressione. Oltre a una certa carica ansiogena accresciuta da un’attenzione ai dettagli apparentemente ridondanti che sembrano scandire il conto alla rovescia verso un orrore tanto inatteso quanto feroce. Amigos gioca molto sulle contrapposizioni, e una in particolare domina il racconto, ed è quella uomo/natura. Una contrapposizione che domina anche il dibattito politico e oggi spinge, anche in virtù dei cambiamenti climatici, a rivedere il nostro ruolo e il nostro impatto. In tal senso gli allevamenti intensivi costituiscono certo un problema con cui, volenti o nolenti, dovremo fare i conti. E non saranno conti da cui dipenderà solo il benessere degli animali, ma anche il nostro in quanto abitanti di questo pianeta.

Olmos, che collabora attivamente con FADAA (Fundación para el Asesoramiento y Acción en Defensa de los Animales) già da diversi anni, iscrive il proprio nome nella lunga lista di artisti e personalità influenti del mondo della cultura che si stanno spendendo per questa causa. Non crediamo siano molti però quelli che hanno deciso di rivolgersi ad un pubblico di bambini. Una scelta coraggiosa, offrire una fetta avvelenata della triste realtà che stiamo vivendo a chi ancora avrebbe diritto a sognare un mondo in cui si può vivere in simbiosi con la natura, giocando con gli animali e avendo per migliore amico un maialino. Una scelta persino impopolare, verrebbe da dire. Ma pagherà? Olmos ne sembra certo.
Abbiamo parlato di:
Amigos
Roger Olmos
Logos, 2017
72 pagine, cartonato, b/n e colori – 17,00 €
ISBN: 9788857608754

